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lunedì 22 dicembre 2014

Tour invernale della Sicilia: Segesta, Mazara, Selinunte, Agrigento e Ragusa.

Eccoci al secondo pit stop di questo tour invernale della Sicilia. Qui il primo racconto.

Ne abbiamo macinati di chilometri sotto le suole e di calorie sotto i denti!

Andando a ritroso, dalla meta più recente a quella più lontana, stiamo godendo la digestione di un'ottima cena a Ragusa Ibla!
Ci sembra di aver capito che da queste parti si gusta meglio la carne e le verdure del pesce. Del resto, siamo a 15 minuti di auto dalla costa più meridionale della Sicilia. Due ristoranti diversi per cena e per pranzo, ma medesimo risultato di gran soddisfazione e gusto: Il Barocco - ristorante pizzeria con ampia scelta e valide proposte - e La bettola, piccola trattoria a conduzione familiare.
La città di Ragusa Ibla è una chicchina da presepe, con la maestosa chiesa barocca che domina la piazza dalla sua maestosa scalinata. Dietro si articola un dedalo di viuzze tra scale di sali e scendi e un'altra parte di città più regolare ma ugualmente ben tenuta e valorizzata.

L'impressione arrivando a Ragusa è stato quello di trovarsi in un territorio effettivamente diverso dalle altre provincie visitate, mi è venuto da dire "la svizzera della Sicilia". È tutto molto ordinato. Non solo la città, ma anche la campagna attorno, i monti Iblei. Arrivando da Gela, dalla superstrada, Ragusa non si vede. È nascosta, ti appare tutta insieme come per incanto. Arrivi alla città alta e ti trovi a scendere scendere scendere fino a quanto ti appare questo cucuzzolo urbanizzato davanti. Una soddisfazione incredibile per gli occhi.
Il tragitto di strada che abbiamo fatto tra Agrigento e Ragusa è stato costellato da una diverse tipologie di paesaggio. Quello prossimo a Ragusa è effettivamente il più ordinato e incredibilmente regolare. Campagne brulle e verdi che sembra di essere in Irlanda, con la differenza che hai sopra di te un cielo limpido e azzurro, un caldo sole e un vento caldo che spira dal male. Muretti a secco separano i poderi di erba verde smeraldo, tanto che sembra di essere nel vercellesse e mirare risaie.
Una campagna oggettivamene bella, la cui bellezza è sicuramente amplificata dal contrasto con il paesaggio della devastata periferia di Gela, d maleodorante di petrolchimico.
La parte tra Agrigento e Gela ci ha colpito per la distesa di serre e culture a vite - immagino di passito perché coperte da reti. Il risultato è quello di passare al centro di campagne immense rivestite di plastica bianca e rilucente di sole delle serre, dentro pomodori zucche e peperoni.

Agrigento è una città che al primo colpo d'occhio sembra bruttissima. Per qualcuno lo può rimanere anche al secondo. Noi ci abbiamo dormito due notti, in un b&b del centro. Abbiamo girovagato per i suo vicoli che salgono e scendono - con passeggino ed infante a bordo di 19 kg - abbiamo percorso la sua Via Atenea e il Viale della Vittoria più volte durante il soggiorno. Ci siamo persi un paio di volte nei suoi obbligati sensi unici. Posso dire ora che è una città con un suo carattere e con una sua particolarità urbanistica. Il suo profilo sul promontorio antistante la Valle dei Tempi ricorda quello di Assisi, i suoi terribili palazzi anni Sessanta Settanta ricordano Genova insieme a qualche Carrugio. L'impatto che si ha dalla strada arrivando ricorda Perugia e il sali e scendi per i suoi vicoli può dare l'idea della Vecchia Lione. Ma dentro è solo Agrigento, ed è unica.
La Valle dei Templi, nemmeno a dirlo, è bellissima. Non saprei dire se è più stupefacente la disposizione paesaggistica dei tempi sulla collina o il colore caldo della pietra e la quantità di reperti. Era quello che mi aspettavo, la magnificenza greca e la sua grandiosità. Ho apprezzato molto l'Icaro caduto di Igor Mitoraj e il giardino della Kolimbethra restaurato grazie al contributo del FAI. Gastronomicamente parlando Agrigento ci ha dato qualche chilo in più, e di questo efficientissimo nutrimento possiamo ringraziare A'Putìa Bottega siciliana per il sano e gustoso aperitivo, Naif per l'ottima carne e ExPanificio per le sarde alla beccafico e i dolci del monastero di Santo Spirito.

Ma ci eravamo preparati ai templi di Agrigento, visitando Segesta prima e Selinunte poco prima. Entrambi molto belle. Segesta, poco distante da Trapani, è un piccolo ma ben mantenuto sito, dove in una posizione panoramica sul Castellammare del Golfo si può ammirare un delizioso teatro e un tempio dorico ben mantenuto. Il tempio ha mantenuto solo l'ordine esterno delle colonne e non si può visitare all'interno, almeno in questa stagione. Selinunte, nel comune di Castelvetrano, è invece un sito immenso, che oltre ad un tempio ben mantenuto ne ha altre due in maestose rovine e una grande acropoli con ancora ben visibile parti di pavimentazioni e mosaici. Di questa stagione la si può visitare anche in macchina, altrimenti, gambe in spalle e andare... La Maghetta è ormai diventata una cacciatrice di tempi!

Altro non ci resta che citare la sobria e al contempo insolita Mazara del Vallo. Sembra essere la città più nord africana della Sicilia. La sua numerosa flotta di pescherecci attira immigrati tunisini e la città riflette nelle sue forme questo stretto legame. Una bella piazza dalla chiesa barocca, manco a dirlo vero, e tutto un retro di viuzze e case basse con passaggi stretti e ben decorati da piastrelle e maioliche incastonate nell'intonaco. Abbiamo mangiato in un ottimo ristorante vicino alla stazione La bettola e mangiato ottima pasticceria - tra cui lo stupefacente cannolo grezzo - alla pasticcera Mangogna. Ci siamo persi ahimé il couscous di pesce, alla maniera di Mazara, sembra che in bassa stagione non valga la pena preparne. Ma come dire, non ci possiamo certo lamentare, potevamo mangiare meglio che in Sicilia?

mercoledì 17 dicembre 2014

Tour della Sicilia in inverno: Trapani, Marsala ed Erice

Dopo aver mancato i racconti delle vacanze estive in Corsica e nelle Marche, eccoci che torniamo a meno di sei mesi dall'ultimo post (!!!) per raccontarvi il nostro viaggio di nozze fuori stagione (argh! di nozze, avete letto bene!) niente popò di meno che... in Sicilia!

Ufficio postale di Trapani Veniamo al dunque, prima tappa Trapani! Primo volo per la Maghetta e tanta emozione anche da parte sua e nostra. Valige un po' improvvisate dopo l'ultima fatica della festa di matrimonio ;-)
Potrei aprire una rubrica interessate della serie "cose imperdibile da non lasciare a casa quando viaggi d'inverno con un bambino"... Esempi? Copertina per quando si addormenta sul passeggino, oppure sciroppo per la tosse,  cappelli e guanti di ricambio perché un solo paio finirà subito nelle pozzanghere... e potrei andare avanti a lungo.

Ma veniamo alla città e alle impressioni da fermare. Siamo arrivati che c'era il sole, un clima mite e le strade bagnate nell'ora della siesta pomeridiana oltre ai negozi chiusi. Niente orario continuato se non per la grande distribuzione fuori città. Città turistica sì - ma o a causa della bassa stagione o per la vicinanza con l'Africa - sembra andare più lentamente. Nella passeggiatina che abbiamo fatto tra la merenda e l'aperitivo, Trapani ci si è concessa come una bella cittadina, dal centro storico valorizzato e ripulito. Sembra ci sia stata una bella e funzionante operazione di recupero degli edifici e dei monumenti tra Via Torrearsa e Corso Vittorio Emanuele. A sentire dalla nostra datata guida cartacea è una operazione precedente il 2006. Complimenti alla città dal bel Palazza Senatorio con i due orologi e il suggestivo passeggio sulle Mura di Tramontana.
Le foto guardale sul web che ho scordato a casa anche il cavetto per scaricarle dalla mia anziana macchina fotografica.
Bella Trapani! ...ho osato definirla "borghese", perché la mia impressione è stata quella di una cittadina florida la cui popolazione urbana si è fatta ricca grazie alle sue fertili terre intorno e dal suo pescoso mare.
Dopo la bella merenda a base di cannoli di ricotta - come resistere! - siamo riusciti ad andare pure a cena e siamo stati ben fortunati ad imbatterci per caso nel Ristorante Al Vicoletto. Abbiamo assaggiato prodotti di tonnara insieme ad una speciale caponatina trapanese, ed abbiamo ricevuto il nostro battesimo con le busiate, questa pasta fresca tipica trapanese che è una via di mezzo tra il bucatino e il fusillo. Non ve la immaginate? Correte a Trapani, cosa aspettate!

Ma non siamo certo gente che si dorme sull'allori, qui da vedere - e soprattutto da mangiare, ci sono un sacco di cose e robe buone!
Non potevamo certo perderci Marsala, proprio adesso che ci stiamo imparentando con uno dei Mille! Più raccolta di Trapani ma ugualmente deliziosa e ben tenuta è la città che la Camicia Rossa scelse per approdare in Sicilia. Ci sarebbe piaciuto tanto poter vedere anche il Museo Archeologico che raccoglie i maggiori reperti rinvenuti della città fenicia ma con la Maghetta a bordo del suo carretto quattro ruote rischiavamo di farne un'altra noi, di guerra punica e di distruggere la famosa nave recuperata al largo delle Egadi nel 1971. Alcune foto qui che danno l'idea di come anche solo l'edificio - ex stabilimento vinico del '900 - avrebbe meritato ben un visita! Oh voi turisti senza figli piccoli godetevi questo spettacolo!
Busiate in biancoDopo la passeggiata per le vie delle struscio ci siamo fermati a pranzo alla Trattoria Garibaldi e non abbiamo resistiti al buffet di antipasti modello anni '80 e alla specialità della casa, cous cous di pesce! Mezza porzione però! che qui vogliamo assaggiare tutto senza tornare a ruzzoloni a casa! La nostra adorata peste invece ha voluto le busiate in bianco e manco a dirlo le mani affondavano nell'olio siciliano!
Devo dire che il couscous era assai diverso da quello che mi aspettavo, quasi farinoso perché i chicchi, seppur ben cotti erano tra loro ben staccati e non legavano affatto, e il sugo assai pomodoroso mi ha lasciato un po' perplessa, solo un po' perché nel piatto non c'è rimasto niente. Ho rischiato anche la dentiera per spezzare la chela di un granchio, ma per fortuna il cameriere premuroso mi ha portato le pinze. Cibo buono e trattoria vecchio stampo, accogliente e curiosa, come i commensali che avevamo attorno. Viva Marsala!


Ma nemmeno a pancia piena ci siamo arresi alla pioggia che si è intromessa tra noi e la Sicilia. Nel pomeriggio abbiamo preso la funivia per Erice e sembrava di essere arrivati a Frittole, millequattro, quasi millecinque. Leonardo non c'era, e se c'era non lo abbiamo visto per la nebbia. Il paese è delizioso, tenuto come un borgo di un presepe, con una pavimentazione in ciottoli che penso sia unica al mondo, bellissima! ...e a proposito di presepi, abbiamo trovato questa manifestazione EricéNatale. Maghetta si è incantata a vedere l'uomo che fa il pane, quello dei vasi e pure una cucina tutta allestita del Regio Presepe monumentale meccanico davanti al Polo Museale.
 Ma torniamo al nostro perlustrare il borgo dalle belle pietre. Il Duomo e la sua Torre sono bellissimi, di un romanico massiccio e serafico nella sua monumentalità squadrata. Bello e chiuso, come un po' tutto di questa stagione a Erice. Tutto ma non Maria Grammatico, che ci ha rifocillato ed ingrassato con la sua pasticceria ed in particolare con le genovesi calde. Le genovesi sono un po' come le campigianine, per chi le conosce.  Cosa dire, io ho goduto così tanto a mangiare quella crema calda dentro la frolla così friabile e dolce che ho dovuto fare il bis ^_^ avrei voluto fare il tris ma ancora sono un po' timida nel farlo davanti a tutti e quindi volevo optare per la scartatina da portare a casa. Ma il mio neo-marito mi ha fatto puntigliosamente notare che "questi sono prodotti da apprezzare in loco, che senso ha portarseli a casa"... io non ho voluto discute e ingrassare ulteriormente lì su due piedi, ma secondo me avrebbe avuto senso, trovarmi ora, nella nostra camera del residence a scrivere qui sul blog tra le briciole di pasta di mandorle... mi rifarò in futuro, ne abbiamo di tempo e di voglia di conoscere la Sicilia!

mercoledì 11 giugno 2014

Lecce e Otranto, con shok.

Oggi giornata itinerante. Sveglia presto e via, seguendo le indicazioni stradali e senza una mappa verso Lecce, detta ormai amichevolmente in famiglia Licce.
Oramai per noi è un must: navigatore in panne, mappe a casa, e ci lasciamo guidare dalla creativa segnaletica pugliese.

Lecce ci accoglie con i suoi bei Giardini Pubblici, che oltreppassiamo come divi del cinema (vedi foto a fianco) verso la Basilica di Santa Croce, che ammiriamo in tutte le sue potenzialità, nonostante sia fasciat dai ponteggi. 
Si capisce subito che il valore di questa città è la pietra, il leccisu, un mix tra la porosa arenaria e il caldo tufo. La sua plasmabilità permette inauditi capolavolri di cesello che hanno fatto il barocco leccese.
Ci incamminizamo alla ricerca di piazza Sant'Oronzo, nome che io sento per la seconda volta in vita mia, ma che qui, sembra andare per la maggiore... La piazza è un'anomalia urbanistica: snodo di traffico, edificio misto gotico e rinascimentale in pietra candida sede dell'ufficio informazioni, un grande edicio razionalista in mattoni rossi e un teatro romano ormai sotto il livello della strada. Indecisi su cosa ammirare, ci siamo dati alla consumazione del pasticciotto leccese in una ottima pasticceria Caffè Alvino. Posso dire: boooonooooooo! L'ho preso alla crema pasticcera al limone ed era speciale, la Maghetta s'è fatta un maxi bignè e non ne ha ceduto nemmeno un morsino! Rifocillati, siamo entrati in bocca alla città, per entrare ed uscire da bellissime chiese come Sant'Irene e il Duomo, ma anche nei negozi, come Liberrima Kids oppure nel bel negozio di gioielli di cartapesta, arte tipica della città. A pranzo, in un ristoro trovato lungo la strada principale, abbiamo mangiata la famosa puccia leccese, che altro non è che un panino ripieno di tutte quelle cose buone che di solito si trova negli antipasti misti. Io però non mi son fatta mancare il purè di fave ;-).

Non contenti di tutte queste bellezze e bontà ci siamo diretti verso Otranto e il suo Castello Aragonese - fatto dagli Aragonesi per citare il cicereno su risciò al quale siamo passati vicino - a picco sul bel mare chiaro. La città è deliziosa e piena di negozini di souvenir anche interessanti e originali... ho visto orecchini bambola metropolitana - come direbbe la Marini - con un retrogusto di bon ton alla stessa cifra del nostro affitto a Casa la Strea per la settimana di ferie... Ma imprescindibile è la cattedale e il suo splendido mosaico sul pavimento. Bestiari medievali e l'albero della vita sul quale mia figlia a saltellato da un leone a una lingua di fuoco, bellisimo!

Tutto bello tranne lo shok finale.
Avevo messo il biglietto del parchimetro sul cruscotto della macchina, si, ma al contrario. Ci abbiamo trovato una bella multa, avevamo parcheggiato a duecento metri dal comando dei vigili urbani. Vigili, che ovviamente all'ora in cui sia andati a bussare erano chiusi. Sfiga, distrazione o sbadataggine? Quello che è, ma comunque non me lo meritavo. Ci starò più attenta e consideriamo questi 28 euri una donazione al comando dei vigili urbani di Otranto. Argh!

ps. le foto, se mai meriteranno, verranno poi.

sabato 24 agosto 2013

Fuitina a Matera. Dal Gargano alla scoperta della Puglia e non solo. V parte

Vista Bari, vista Trani e Castel del Monte, ci avanzava una mezza giornata da dedicare al rientro sul Gargano, e visto che a girare ci avevamo preso la mano, dopo una veloce sosta a Altamura per un pranzo delizioso eccoci in direzione della città dei sassi: Matera. 
Siamo entrati nel presepe della città con il piede frettoloso e ci siamo accorti che qui non era possibile andare di corsa. Qui il tempo ha un'altra misura, e richiede calma e pazienza. Matera è una città contemplativa, e la puoi gustare solo se ti sintonizzi su questa lunghezza d'onda.

giovedì 1 agosto 2013

Trani, incorniciata dal mare. Dal Gargano alla scoperta della Puglia e non solo I parte


A Trani ci volevo andare per la sua Cattedrale. 
I manuali di storia dell'arte ti raccontano di questa chiesa che si staglia solitaria contro il mare,  ma nessuno si prende la briga ti farti vedere il contesto. E un po' come è stato per tutta la parte di Puglia che abbiamo visto, è stata una visita sopra le aspettative. Trani è tutta bella, non solo la sua solitaria chiesta. 

venerdì 7 giugno 2013

Mancato shopping, a volte succede.

Metti una mattina in centro (ieri) a Firenze, tra servizi bancari e uffici pubblici ti passa la voglia di spendere! A voi non capita!?
Rumini del disservizio, dell'attesa delle mancate spiegazioni e torni a casa senza aver preso nemmeno un caffè, brontolanto tra te e te! 
A me è capitato questa mattina!

venerdì 2 dicembre 2011

A zonzo con la panza: week end a Firenze con gita fuori porta _ parte seconda: San Gimignano, Colle Val d'Elsa e Volterra!

Se il sole vi assiste - o almeno non piove - può essere un ottimo diversivo - quello di lasciare la città per una gita fuori porta. Difficile sarà capire dove andare perché di posti belli, ahimè ce ne sono un sacco da vedere nei dintorni di questa altrettanto bella Città Immobile!
Potete scegliere di andare a nord, a visitare la valle della Sieve, il Mugello e l'alto Mugello, assai indicato in autunno perché è terra di marroni e di feste in piazza dove la gastronomia fa da padrone. Qualcosa si racconta in questo post di tanti anni fa...
Oppure potete scegliere di andare nel Chianti, come facemmo in quest'occasione...
Ma noi abbiamo scelto per un giro tra il classico e l'alternativo: San Gimignano, Colle Val D'Elsa e Volterra, con tanto di sosta intermedia per il pranzo già prenotata all'Officina della Cucina Popolare!

sabato 19 novembre 2011

A zonzo con la panza: week end a Firenze con gita fuori porta


Nello scorso ponte dei primi di novembre abbiamo avuto il piacere e l'onore di ospitare illustri rappresentanti della Regione più piccola e più a nord-ovest d'Italia, alias parents and the-big-brothers dell'ammutolito consorte (non scrive più, lamentatevi anche voi!).
Complici le belle giornate di sole tra una disarmante disgrazia e l'altra che affligge il nostro Paese lasciato all'incuria e al malgoverno - a cui va tutta la nostra solidarietà! - ci siamo goduti insieme a loro questa bella e immobile città che è Firenze e il suo Contado!
Traccio qui le linee della gita, magari potranno essere d'aiuto a chi ha voglia di concedersi un bel week end godereccio tra Firenze, Volterra e San Gimignano!

mercoledì 9 novembre 2011

Week-end a Venezia: io, tu e la panza

Cosa mi potevo scegliere come regalo di laurea se non un breve viaggetto di un week-end dopo aver passato i mesi estivi a sudare con tutta la mia panza sui libri? ... e visto che con la panza ti fanno un sacco di storie per volare, abbiamo optato per una meta vicina che da un po' mi ronzava nella testa: Venezia!
Dal venerdì sera alla domenica, cercando di concentrare in questi pochi giorni alcune di quelle cose che mi sono rimaste da vedere rispetto alle sporadiche visite e tutte quelle cose buone che mi ero appuntata di assaggiare in una prossima visita!
Due notti e due giorni in cui conciliare San Giorgio e la Giudecca, il gianduiotto da passeggio alle Zattere, la chiesa della Salute e i suoi capolavori, qualche Tintoretto e l'Assunta di Tiziano, i cicchetti in qua e là e il baccalà, il ghetto e le sinagoghe, manca altro?!

sabato 30 luglio 2011

Di carne piemontese e letture americane: le ferie cittadine!

Le ferie son giunte al termine, ma tante le cose rimaste da fare - testimone la lista qui a fianco - ma anche molte e anche molto piacevoli le cose "fatte"!
Da sapori nuovi a nuove letture, passando per passeggiate cittadine e campestri, ritmate da lunghi riposi al fresco di questo luglio insolito, film e teatro a guarnizione di questa estate cittadina.

domenica 30 gennaio 2011

Sete di cultura e fame di tradizione.

Questa mattina ci siamo alzati di buon ora - in senso relativo ovviamente - abbiano fatto una rapida colazione e ci siamo avviati in gran fretta verso il centro della città. Dal contado, in condizioni di traffico scarso, ci mettiamo almeno una ventina di minuti buoni ad arrivare ad un parcheggio "sostenibile", dove cioè non ti rapinano quei dieci euro a mattina... Una camminata a passo svelto di un'altra quindicina di minuti per arrivare ad uno di quegli appuntamenti culturali gratuiti che questa immobile città riesce ancora ad offrire...

lunedì 27 dicembre 2010

"Natale con i tuoi", Firenze, Vinci e il Bronzino

la tavola della vigilia...ancora un giorno e poi tutto ricomincia. Oggi sono ripartiti per i monti i genitori di Nath e tanto per non perdere l'abitudine Trenitalia ha fatto una delle sue brutte figure con i miei suoceri. Ha visto bene di far partire la costosissima Freccia Rossa che li doveva portare a Nord con ben 50 minuti di ritardo!
la tavola della vigiliala tavola della vigiliaIl week end delle feste è stato denso di fatti, gusti ed emozioni! Abbiamo iniziato con un passeggio per la Città Immobile, partendo dal vivace mercato di Sant'Ambrogio che se siete a Firenze nei giorni festivi consiglio a tutti. È un mercato ancora vero, dove si fanno acquisti quotidiani e non una roba da soli turisti. Molti banchi di frutta e verdura, fiori, abbigliamento e anche un padiglione ottocentesco con banchi di macellerie e pescheria. Da qui ci siamo diretti per le addobbate vie del Centro per un pasto veloce alla Fiaschetteria Nuvoli, che la SpagoGuida - recente dono di Iaia - segnala come imperdibile. Ci avevo preso giusto un panino al volo, e non ci avevo mai mangiato, mi sono fidata dei consigli della guida interattiva, e in effetti, abbiamo mangiato sì bene e speso anche una cifra modesta per essere proprio dietro a piazza duomo, ma l'ambiente è assai spartano e forse sarebbe stato meglio una trattoria un po' più accogliente. Comunque consigliabile. Rimane ancora uno dei pochi posti dove potrete mangiare con operai in pausa pranzo e turisti dai minuti ugualmente contati. Questo almeno a pranzo. La cena della Vigilia è stata una occasione unica, preparare la cena per i miei genitori e quelli di Nath, per una volta erano loro a venire da noi e non noi ad andare da loro! Per l'occasione speciale ho cercato di rendere anche la tavola speciale. Confidavo in un'opera di documentazione maggiore da parte del mio consorte - che detto tra noi solo a quello doveva pensare! - ma quello che vedete di fianco è tutto ciò che la sua macchinetta ha immortalato! L'attività di Pr si sa, è assai impegnativa, soprattutto per le Feste!
...e dalla Vigilia al Natale è stato tutto un passare di tavola in tavola, di casa in casa, abbinandoci periodicamente un movimento lento di mascelle, forchette e cucchiai! Gustoso, allegro e divertente! Abbiamo fatto una sosta anche a Prato, il cui centro storico è effettivamente unico e delizioso, soprattutto semi deserto com'era la mattina di Natale. Abbiamo fatto una scoperta interessante, la Parrocchia di Santa Maria delle Carceri, nella bella chiesa cinquecentesca dei Da Sangallo ha una folta comunità, che quella mattina era tutta stipata in piedi dentro la chiesa a sentire la messa cantata. Una folta comunità, sensibile alle necessità delle funzioni in lingua per gli immigrati: programmate funzioni in russo, ucraino, polacco e altre lingue.
...e dato che non c'è Natale tradizionale senza presepe, anche se non c'è la forte tradizione napoletana, siamo riusciti a scovare un presepe assai originale: un allestimento complesso che ti conduce dall'annunciazione fin dentro la natività!
Per Santo Stefano siamo andati a cercar la neve in quel di Vinci, a godersi il bel Museo Leonardiano, la splendida Piazza di Mimmo Paladino oltre all'ottimo pranzo al Borgo Allegro subito lì vicino. Una cucina toscana rivisitata in modo assai piacevole.
Per concludere in bellezza questi importanti giorni la festa e vedere di porsi positivamente con l'inizio imminente del solito tran tran ci siamo anche concessi una visita da tempo rimandata all'importante mostra su Bronzino che si svolge a Palazzo Strozzi fino al 23 gennaio: "Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici". Un ottimo allestimento che valorizza molto la splendida e completa raccolta del grande pittore della Corte Medicea del Gran Duca Cosimo I. Sono esposte opere proveniente da varie parti del mondo, non solo quelle presenti agli Uffizi. In più, lo sforzo dei curatori, estremamente riuscito, è quello di calare i visitatori nel contesto di vita dell'artista: si passa per la bottega del Pontormo ad Empoli, per gli anni dentro la Certosa del Galluzzo per proteggersi dalla peste e per dipingere le lunette che anticiparono il Sacco di Roma, passando per il periodo pesarese, fino agli anni alla Corte di Cosimo I e al dibattito su quale fosse "l'arte tra le arti". 
Procacci, Firenze
La mostra è aperta fino al 23 gennaio... e quando siete lì, non scordate una sosta/assaggio dal Procacci: locale storico in via Tornabuoni dai superbi ed indimenticabili (anche per il prezzo!) panini tartufati!

Ah, quasi dimenticavo, ci stiamo risvegliando da questo lungo letargo che ci ha tenuto ben saldi a casetta nostra, per programmare un prossimo viaggio, meta: Gerusalemme! Evviva! 


sabato 21 agosto 2010

Torino dovrebbe essere casa mia

Facendo mio il titolo di un bel libro di Culicchia, vi racconto della mia trasferta torinese.

il toro

E' una storia lunga iniziata poco tempo fa.

Sono stata reclutata dal Big Boss dei Big Party per fare il mio lavoro a Turin.

… e la cosa mi ha dato non poca soddisfazione.

Uno, perché a Turin, ce ne sono molti che fanno il mio lavoro.

Due perché il Big Party è sempre il Big Party, mica il Mini Party o il Medium Party...

Tre perché ha chiesto che fossi personalmente di persona io e non qualcun altro.

Appena la prima ondata di soddisfazione cominciava a gratificarmi, sono arrivati i pensieri negativi. Uno, chiama me perché gli costo meno, due, chiama me perché sono svelta, tre, stacanovista-dentro e lui lo sa...

Una volta smesso di chiedermi il motivo mi sono proprio goduta l'esperienza e Torino.

Torino che ho sempre visitato al fianco del Principino che ci ha studiato e l'ha vissuta, “anche se la città era molto diversa allora..”.

La città è elegante come una vera capitale europea, e lo è anche nel suo periodo estivo, quando gruppetti di turisti se la spassano nelle ampie strade, mangiando sulle panchine, gozzovigliando nei vari baretti e gastronomie del centro storico. Io purtroppo sono stata molto con il naso dentro questo monitor ma appena potevo sparivo per fare due passi in Via Garibaldi, guardare due vetrine e soprattutto fare acquisti live da Muji, senza il grillo parlante che petulasse “ma ti serve veramente?!”. Sono caduta più di una volta di Exki, memore delle vacanze estive, ma devo ammettere a malincuore che ci corre molto assaj con i pasti che abbiamo fatto nel natio Belgio. Le cene sono state governate dal Big Boss dei Big Party, che forse per deviazione professionale, sembra saper godere assai bene dei piaceri della tavola. La prima cena-staff a cui ho partecipato si è svolta in un'aia sulle colline piemontesi, a Pavarolo, poche case attorno ad un palazzo arroccato su una collina. Abbiamo mangiato dalla Signora Maria, al Ristorante dell'allegria. Esperienza memorabile: un susseguirsi interminabile di portate di antipasto, salame prosciutto e melone, carne manzo cruda, vitello tonnato, zucchine in carpione, melanzane sott'olio e altro che ho rimosso e la conclusione con taaaaa-taaaaaaa cotechino con purè! Naaa! Ora c'è da dire che qui in questi giorni la stagione estiva lascia un po' a desiderare, ma da qui a pensare al purè con il cotechino ce ne vuole assai! Dopo? Dopo io pensavo di potermi ritirare, ed invece... siamo con il Big Boss del Big Party e quindi un assaggio degustazione delle portate successive e non si scampa! Fritto misto alla piemontese e funghi fritti, ma... due agnolotti al sugo d'arrosto no?! Ah! Assaggia questo, assaggia quello, ho raggiunto la soglia di non ritorno e quindi niente dolce, il bonet non c'entrava!

Potete capire perchè alle 7 la mattina del giorno dopo sentivo odore di fritto? Devo dire che la camera molto classica del Best Western Hotel Genova in Via Sacchi non aiutava molto...

Il giorno dopo sono stata invitata a cena da carissimi amici e ho proprio apprezzato il menù leggero e gustoso! Grazie Fulvia! Dopo aver dribblato i pranzi, uno con molto rammarico ad Eataly, ho accettato con piacere la compagnia staff per l'apericena di ieri sera. Apericena non nel senso dell'aperitivo dove ceni, ma aperitivo dove mangi e in più la cena! Dopo essere stati da Remy troppo tardi per fare il bis con il buffet e ci siamo spostati giusto davanti, da Pautasso. Io non ho resistito all'assaggio di due ostriche dal Plateau Royal del mio commensale, ma non ho saputo onorare il resto, ahimè! Anomalie della trasferta! Dal pesce crudo in poi la serata ha preso una piega amarcord e il Big Boss ci ha deliziato con ricordi freschi e vivaci nonostante nonostante vecchi di trentanni!

E quale giusta conclusione della bella trasferta se non il prossimo ritorno?

domenica 11 aprile 2010

Il mercato turco di Kreuzberg

Non ho saputo fare a memo, nonostante sia stata tutto il giorno a lavoro davanti al monitor, questo post di Ema su berlinandout.eu mi ha fatto venire la voglia di frugare tra le foto fatte a Berlino lo scorso febbraio. In effetti ho latitato, ma si sà, avevo altro da fare!
Quindi eccovi la selezione degli scatti fatti il martedì mattina lungo il canale di Kreuzberg, al Mercato turco.

Mercato Etnico di Maybach Ufer, Kreuzberg, Berlino

Mercato Etnico di Maybach Ufer, Kreuzberg, Berlino

Mercato Etnico di Maybach Ufer, Kreuzberg, Berlino

Mercato Etnico di Maybach Ufer, Kreuzberg, Berlino

Questa cosina qui che vedete sopra, è il Gozlem, una robina buonissima che sembra la focaccia di Recco! Anche un po' pesante eh, non riamo riusciti a mangiare altro per tutto il giorno! Abbiamo anche comprato quei dolcini buonissimo sugosi di miele, baclava, se non sbaglio! ^_^ Mi sono contenuta solo perché pensavo che mi avrebbero fatto dei problemi all'imbarco con il bagaglio a mano.
La nostra guida descrivere il mercato chiassoso e ricco di signore turche belle a vendere con i loro carretti manicaretti fatti in casa. Sarà stato il freddo, e la neve che ancora sostava in zocchi mucchi sui lati della strada, ma le signore c'erano, ma solo a fare shopping, il chiasso non era niente di più di quello di casa nostra, anzi. I prodotti invece esposti in pile elegantissime e assolutamente vari, e pure economici, ha notato Nath!
Ci siamo riscaldati poi in questo simpatico locale nei pressi del mercato, consigliato dalla solita guida Chat@win. Si affaccia proprio sul canale e dalla veranda si puo' vedere sfilare i barconi.

L'Ankerklause, Kreuzberg, Berlin

L'Ankerklause, Kreuzberg, Berlin
L'Ankerklause, Kreuzberg, Berlin

lunedì 21 dicembre 2009

"Principia il culturale!"

Siamo concentrati sullo studio della Città immobile che ci ospita e sugli eventi culturali che offre.

Un'amica, in occasione della ormai famosa discesa a Valle, ha pensato bene di regalare al Principino questo libro: Firenze in quattro stagioni.
Attendevamo con ansia una giornata per scarpinare in città sulle orme degli itinerari ciclistici e dei luoghi raccontati.
L'occasione è stata la mancata partenza per Spoleto causa neve di sabato scorso, e montanaro alla guida e co-pilota paurosa di fianco, siamo andati dal Contado innevato alla Città appena spolverata di neve.
Le foto sono su facebook, qui purtroppo non riesco a caricarle.

Abbiamo fatto piacevoli incontri e scoperte, e ci siamo concessi anche diversi regali.

Da segnalare la Biblioteca delle Oblate e la sua caffetteria nell'attico, eccellente vista sulla cupola del Sor Brunelleschi. Non fatevi spaventare dai percorsi complessi e tortuosi, prendete l'ascensore e portatevi nel posto più bello, il portico sull'attico con riviste e caffè. Deve essere ottimo d'estate per vincere la canicola e da poco, è aperto anche fino a mezzanotte!

Da qui siamo passati dal misterioso ed introvabile - per Nathan - Teatro della Pergola, dove ci siamo regalati un abbonamento a 5 spettacoli, perché per Natale "principia il culturale!".

La pancia si è lamentata, e il panino non si addiceva alla temperatura prossima allo zero, quindi in via dei Pilasti abbiamo optato per la storica trattoria Acquacotta. C'era la possibilità di fare un pasto completo con 12€, ma il nostro Principino ha buttato l'occhio sulla Carta e il Tegamino di patate con tartufo l'ha decisamente ipnotizzato, tanto, da giurare di tornarci, visto che al momento non era disponibile!

Non contenti abbiamo girato e girato ancora, Piazza Sant'Ambrogio/Piazza Annigoni, dove c'è una splendida iniziativa di mercatino equo-solidare abbinato alla tenda trasparente dei libri di Leggere Per.

Fatte le nostre sporte e sportine siamo ritornati docilmente in quel del Contado per constatare che di neve ancora ne rimaneva!

...anche la domenica non è stata da meno! Ci siamo spinti di nuovo verso la città, nonostante le strade - e i marciapiedi - fossero conciati ancora peggio! Tutto ghiacciato e poco pulito, anzi per niente pulito!
...ma noi, dovevamo recupera il gusto per il cinema, dopo l'esperienza del film dei Coen! Un po' in anticipo in zona Piazza Dalmanzia, ci siamo fatti un bel the caldo al Caffè d'Orzo in Via Giuliani: carino, bio e soprattutto economico!
Il gusto per il cinema è stato recuperato grazie alla commedia di Loach (^_^) e stasera facciamo il bis con Moon, scelto per noi dalla Carta Cinema 2010, regalo estemporaneo della giornata di ieri!




martedì 21 luglio 2009

Firenze a passo veloce. Parte quarta.

"Erimo lì" si dice dalle mie parti nel contado di questa grande ed immobile città che è Firenze.

Eravamo rimasti in Piazza SS. Annunziata quel giorno di fine maggio in cui prese le mosse questo racconto che, di veloce ci ha solo la parolina nel titolo.

Comunque "erimo lì" ed era l'ora di pranzo. ...e vi ricordo che per mangiare - e per scegliere le mie(noeste) letture - sono un po' snob.
La scelta poteva essere con Robiglio, esercizio storico fiorentino, che di fiorentino ha proprio tutto, anche l'accoglienza come dire un po' spartana... non vi aspettate grossi sorrisi o troppe cortesie, per quello andate in altre città, magari in Emilia, o in Trentino.
Sono snob, ma non fino a questo punto, perciò ho camminato ancora un po'...

Firenze a passo veloce.

... ancora un paio di metri in Via degli Alfani, assolatissima e deserta, con i portoni delle università chiusi e solo qualche negozio di pakistani aperto.

Caffè Latteria Caffellatte, anche questo esercizio storico fiorentino, ma assai più accogliente. Non ho fatto una foto dell'esterno, anche perchè non ha niente di speciale. Anzi se doveste andare a cercarlo, fateci attenzione, vi potrebbe sfuggire. E' un piccolo ambiente, che in passato era una macelleria, ne conserva ancora lo splendido bancone in marmo. Il menù è molto particolare, tutto o quasi bio, tutto sicuramente naturale e fatto con tanto amore e passione, e posso aggiungere anche una certa dose di pignoleria. Dico questo perchè ho visto la signora che gestisce il locale, sempre premurosa, puntualizzare a due clienti, dove deve stare la tazzina e dove la teiera, l'esatta posizione dell'apparecchiatura.
Con me non ha avuto molto da dire, quello che ho ordinato, l'ho subito spolverato ^_^.

Caffellatte, locale storico in Firenze

Caffellatte, locale storico in Firenze
Caffellatte, locale storico in Firenze

Mi ha raccontato un sacco di cose, la signora, mentre mi scofano i miei scones con crema di yogurt e curcuma ^_^ e mi bevevo un sano the freddo alle mandorle senza zucchero!
Una fra tutte è che ha lo sfratto da questo locale. Ne sono profondamente dispiaciuta e spero tanto riesca a trovare una soluzione. Caffellatte in via degli Alfani, rimane un gradevolissimo posto per una sosta gastronomica stuzzicante e salutare!

Ripartiamo e diamo un occhio veloce al quartiere di Sant'Ambrogio:

Nel quartiere di Sant'Ambrogio, Firenze

Piazza dei Ciompi e la sua Loggia del Pesce.
Potrei star qui diverse righe a raccontarvi che la Loggia del Vasari non era fatta per questa piazza, ma era posta in Piazza della Repubblica, incrocio tra gli assi viari dell'accampamento romano, e smontata e rimontata in Sant'Ambrogio quando fu deciso il nuovo assetto della Piazza per Firenze Capitale, potrei, ma vi rimando a Wiki.

Nel quartiere di Sant'Ambrogio, Firenze

Oltre la Loggia, il mercatino di Piazza dei Ciompi. Non ho mai capito bene in quali orari è interamente aperto, io trovo sempre solo qualche box aperto, mai tutti insieme.
Comincio a sospettare che non apra mai!

Nel quartiere di Sant'Ambrogio, Firenze

Per i palati robusti altro consiglio gastronomico: il panino al lampredotto del baracchino di Sant'Ambrogio!
Sempre la nostra amica wiki, vi potrà aiutare a capire quale parte dello stomaco della mucca sia il lampredotto, io vi posso dire, che se vi trovate da queste parti in orari di pranzo, ecco, è una sosta che merita. Non pensate che abbia un sapore forte come la trippa, ha un gusto più delicato, e una consistenza meno callosa, per i novizi è consigliabile l'abbinamento con la salsa verde. Provare per credere!

Firenze a passo veloce, verso Santa Croce

Se il lampredotto non fa per voi, e preferite un refrigerante gelato, il migliore di Firenze, si dice sia quello del Vivoli in Via dell'Isola delle Stinche. Il giudizio finale lo lascio a voi, buono è buono, ne dovrebbero dare di più! ...ops non vi spaventante, se c'è una fila di bionde e corpulenti americane che esce dal negozio in strada è normale, il locale è segnalato su tutte le guide, e questa è Firenze!

Dopo aver mangiato, c'è da smaltire.
Altri due passi ai molti già fatti e siamo in Santa Croce, si gira l'angolo e... angolo? ma chi si è portato via l'angolo della strada? la parete è curva!

Firenze a passo veloce, verso Santa Croce

Siamo nel luogo dell'anfiteatro della Firenze romana, le case cresciute nei secoli sui ruderi ne mostrano la forma.

Dai viuzzi stretti finalmente il grande spiazzo aperto di Piazza Santa Croce. Ricordate che da metà giugno ai primi di luglio, non lo troverete così, natur, ma sarà attrezzato ad arena concerti e spettacoli con bruttissime tribune metalliche che sciuperanno ogni poesia d'insieme. Certo rimane comunque una grande occasione per assistere ad esibizione davanti ad una scenografia d'eccezione: il sagrato della Basilica di Santa Croce. Io ci ho visto Benigni che raccontava/declamava a modo suo passi della Commedia, e devo dire che la suggestione è stata unica.

Firenze a passo veloce, verso Santa Croce

Anche per la Basilica di Santa Crocie vi rimando a wiki, ma su questa vi devo dire una cosa, entrateci! Fosse anche l'unica chiesa che vedrete a Firenze, entrateci!

vedi anche:
Firenze Passo veloce. Parte terza.
Firenze Passo veloce. Parte seconda.
Firenze Passo veloce. Parte prima.

giovedì 5 marzo 2009

Market Coffee House, in Brushfield St.

Market Coffee House, in Brushfield St.

Lo avevo già adocchiato all'andata. Mi era piaciuto subito. Ma il momento non era dei migliori.

Per due forsennati del tour di città come noi, mica è semplice capire quand'è il momento della sosta.
Ne avevamo già discusso e me ne ero uscita con una filippica da maestrina: "Non devi mangiare quando hai fame o bere quando hai sete, dobbiamo ottimizzare le soste, quando vedi qualcosa che ti piace ci fermiamo, è impossibile pensare di vagare liberi e poi di trovare nel momento giusto l'articolo giusto. Quando mangio io devi mangiare anche te!!"
Potete immaginare?
Fortuna che Nathan ci era passato sopra senza troppo interesse.

Eravamo al nostro ultimo giorno, venerdì, c'era giusto un po' di tensione tra noi, e abbiamo avuto modo di liberarla all'interno di questo ambiente caldo e rilassante. Il nostro vicino di tavolo - probabilmente italiano, mi sembrava avesse in mano un volume di Repubblica - ci avrà maledetto.

Comunque, fedele ai miei principi, io ho ottimizzato la sosta e mi sono fatta un buon tè Darjeeling e una bella fetta di Chocolate Cake per rimettermi di buon umore. Avevano anche piattoni di insalate ed altre cose "attraenti". Si ordina al banco e ti portano al tavolo.

Consiglio il locale, anche se un po' trascurato nell'aspetto rispetto alle potenzialità. Potrebbe essere una buona sosta mentre ritornate a piedi da Brick Lane verso la Liverpool Street Station oppure dopo un giro al mercato Spitalfieds. Leggevo che anche Boy George ha un banco in questo mercato ... ma noi, non abbiamo feeling con le rock star, dato il grande evento che ci siamo persi proprio quel venerdì.

52 Brushfield Street, Spitalfields London E1 6AG +44 (0) 20 7247 4110

Tour invernale della Sicilia: Siracusa

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