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giovedì 1 ottobre 2009

Il primo di ottobre

Oggi è il primo di ottobre e mi batte il cuore.

Batte ogni mattina da quasi 34 anni, ma stamani batte più forte.

Esco di casa presto e l'aria è pungente. Un po' sono vestita estiva, un po' sono in motorino e un'altra bella parte la fa l'orario: alle otto di mattina di casa non esco quasi mai.
Un mondo nuovo davanti a me: gli orti e le strade sono popolate di signori anziani, chi con la vanga in mano chi passeggia eroicamente accartocciato sulla propria artrosi.

Nonostante le brutture del paesaggio che percorro, riesco a sorridere.
...e non è solo la camminata buffa di quel vecchino!

È che in questo periodo - cavolo! - mi sento proprio fortunata!
Con il 2009 molte cose sono andate come dovevano, o forse, semplicemente, stiamo raccogliendo i frutti di un lungo periodo di semina e attesa.

Ad Aprile, nonostante qualche problemino di salute e qualche giro di "rumba" al lavoro, ho sfangato il primo esame. Primo della nuova ritrovata stagione. Facendo il conto al rovescio, il quintultimo. Subito a ruota, inaspettato, il quartultimo e una nuova prospettiva verso la fine.
Nonostante panico e timidezza da fuori-corso-cronica riesco a vedere una luce, là in fondo.

Ieri poi, dopo diversi mesi di attesa, abbiamo avuto la definitiva, certa, scritta, inoppugnabile notizia che il nostro ormai quasi antico "nomadismo" verrà seriamente messo in discussione. S'incomincia a metter le tende!!

Infatti, un anno fa nacque il nostro piccolo grande sogno - dal web al B&B 2.0 - poi messo in STAND BY. Ma il tempo ha tolto il tasto PAUSE e poi rimesso, e poi armeggiato un po' fino a quando il 30 settembre è scattato il PLAY! C'è ancora una lunga traccia vuota prima che attacchi la musica, ma abbiamo dato il via alla registrazione!

In questi giorni, i suoi nuovi compagni di lavoro sembrano desiderarlo più di ogni cosa al mondo, e così su carta l'hanno scritto, il 16 novembre Nathan prenderà servizio in quell'ufficio dai soffitti in legno e pianelle rosse, con il grande camino, che fu rifugio e abitazione di un qualche toscano benestante e sconosciuto (almeno a noi) del basso medioevo.

...e inizierà la nostra convivenza con paracadute!
Si perché il ragazzo è furbo, ha visto bene di tutelarsi, e di lasciarsi la possibilità - entro 6 mesi - di tornare sui suoi passi, non tanto per il lavoro - farà il gallo nel pollaio - ma dalla sottoscritta!!

Paracadute, appunto, ma io sorrido lo stesso.

PS. ...e non è tutto. Il ragazzo, oltre al paracadute, ci ha anche una nuova amichetta, che per fortuna lo sprona a far qualcosa di intellettualmente interessante - il drammaturgo vivente!! - chissà, a breve potrebbe sfornarci qualcosa di interessante...


venerdì 17 ottobre 2008

Miscellanea di una settimana intensa

Incominciamo da lontano, da sette giorni fa...

...da quel film tanto atteso e che tanto ha fatto discutere. Delusione a Sant'Anna, ops! Miracolo a Sant'Anna di Spike Lee. Nathan era diffidente, ma come lo è per la maggior parte dei film di questo periodo -"e La classe no, ci facciamo du palle, e Woody, no gli ultimi film ci hanno deluso..." -.
Dai-picchia-e-mena ce l'ho fatta a portarlo a vedere Lee. Inutile dire che quella più delusa sono stata io. Il film non ha la pretesa di raccontare l'eccidio, e questo lo sapevo. Si ispira all'omonimo libro James McBride e vuole parlare di razzismo, della brigata Buffalo, militari tutti di coloro etichettati nel film come un esperimento della moglie di Roosevelt. Se il regista avesse voluto realmente inquadrare questo soggetto, avrebbe fatto meglio - mia misera opinione - a lasciare perdere l'inizio da film gangster, l'uso dei flask back e degli attori truccati da vecchi in un modo troppo finto, la scena surreale di una vendetta dopo secoli. Avrebbe fatto meglio ad adeguare il linguaggio a quella squadra di ragazzi di colore che non uscivano dall'harlem del XXI secolo, ma si trovano negli anni quaranta del fatidico millenovecento. Uno sforzo di ricerca l'ha fatto nel linguaggio toscano per quelle "macchiette" che sono gli abitanti del villaggio ai piedi della montagna "dell'uomo che dorme". Tanto ha fatto un bel lavoro che sembra di essere nella pancia della balena del grande Comencini. Non gli devono nemmeno aver parlato dei pudori (veri o falsi che siano) delle donne italiane durante la guerra, o per lo meno si è voluto prendere una deroga alla regola, mettere un'eroina vorace di sesso per accostarsi ai clichè dei film americani. Altra dose di sesso la inserisce come espediente per rivelarci il miracolo: una scena insensata due estranei alle dinamiche del film fanno sesso in una stanza che dà su piazza di spagna per far volare il giornale americano dalla finestra e dare la notizia al superstite. A mio modesto parere la scena serve solo a far riapparere un attore che aveva partecipato all'ultima serie di ER e mai più visto sugli schermi italiani...
Andatelo pure a vedere, Miracolo a Sant'Anna, ma riducete le vostre aspettative. Non è un film che racconta la storia (come Lee ha fatto con i documentari su Katrina), non è un film che rende giustizia a quella strage mai adeguatamente commemorata. E' un film americano, che sfrutta la nostra storia e non coglie l'obbiettivo.
Ci siamo dovuti rifare la bocca con una produzione italiana semplice ed economica, decisamente casareccia, tanto che esce poco e niente da quell'appartamento romano di antica foggia e sfarzo: Pranzo di Ferragosto, di uno sconosciuto regista, Gianni Di Gregorio e prodotto da Garrone. Bellino, una giusta compensazione con il cinema americano più
esoso.
...e poi abbiamo vissuto in tensione fino a martedì, il giorno della grande prova in quel di Vinci, ipotetica sede per la realizzazione del nostro piccolo grande sogno. Non sarà Vinci, almeno per ora, nel caso dovremo accoppare una giovane donna innocente ma non siamo ancora vinti dalla disperazione. Abbiamo superato anche questo shock, parlo al plurare ma in realtà sono solo io quella che vola alto con la fantasia e che poi piomba in basso, Nathi ha concretamente i piedi a terra, anche se la tensione la sente pure lui, infatti si è appena ripreso da una catalessi sul divano. :)
...e poi e poi.. la mia risalita dell'Italia di ieri sera, per evitare lo sciopero dei treni di oggi!! tze! Anche se il mal funzionamento di trenitalia ha colpito ancora. Ovviamente l'eurostar su cui viaggiavo ha riportato 35 minuti di ritardo, ho perso la coincidenta del regionale per Torino - oramai, manco ci spero più - ho girovagato per la stazione di Milano, comprato biglietti della lotteria e sushi plastificato, sono andata nella mega-farmacia per le medicine prescritte una settimana fa e mai acquistate, ho creduto di vedere Philip Roth, mi sono trattenuta dal mostrarli la mia delusione sull'ultimo libro, ho atteso che definissero il binario e ho risalito il treno spiando dentro alla ricerca di compagni di viaggio dalla faccia per bene, visto l'ora, impresa difficile. Ho guardato ho guardato, ed anche per questa volta è andata bene. Nonostante l'agitazione del mio dirimpettaio di sedile sono arrivata sana e salva a Santhià dove mi aspettava Nathan sul binario: MIRACOLO!! Ci siamo fatti la nostra oretta di macchina risalento la valle, la stanchezza dell'AmoreMio era ipertangibile, dopo la prova di martedì è tornato di corsa a lavurà e non si è potuto riposare affatto. ...ma il fine settimana che viene serve proprio a questo.
Io ho iniziato la cura del riposo per prima, con una dormita di gusto fino alle 11.30, lui ha dovuto attendere oggi pomeriggio.

Non posso fare a meno di mettere in questo resoconto settimanale la breve passeggiata di oggi tra i colori dell'autunno: rossi ruggine, verdi squillanti e gialli canarino. Camminare in salita lungo il sentiero è come camminare in mare di foglie secche da sollevare ad ogni passo. Bacche di sambuco, more non ancora mature e mele di tutte le forme e colori hanno attratto la mia attenzione e attivato la mia fantasia gastronomica, sfociata nella torta delle mele rubate che ci ha deliziato per questa merenda.


autunno 2008


La cosa bella è che è ancora venerdì, e il fine settimana deve iniziare! Buon Week End a tutti!

domenica 28 settembre 2008

Piccoli sogni crescono...

Una domenica come le altre, apparentemente.

Tarda sera, pigiama, chat con Nathan e di filata a letto, triste-triste, infinitamente triste per il week-end esaurito e una intera settimana che mi separa dal successivo.

Ed invece no, non è stato un week-end come gli altri.

Quello che c'è in più e di diverso è che in questo week-end, un bel pezzo di Valle d'Aosta è entrato di-petto nel cuore della Famiglia Francese - ovvero in quello dei miei genitori - perché nel mio - anche se non l'ho mai ammesso - c'è già.

Mi piace il cielo terso e il candore delle cime che ci ha accolto venerdì sera al tramonto, aspettandoci proprio nell'ora in cui il disco arancio vi svanisce dietro e colora di rosa e viola quello che fino a poco prima era austero e candido.
Mi piace l'aria frizzantina che ti accoglie dalle prime ore del giorno e ti sveglia in quelle tarde della notte.
Mi piace quella casina di legno, dove tutto è caloroso anche quando il termometro lo nega.
Mi piace perdermi nell'abbraccio del silenzio che cala molto presto, come la notte.
Mi piacciono gli occhi delle volpi, che spavaldi ti guardano dal ciglio della strada.
Mi piace quella gastronomia spartana e generosa, fatta di patate e polenta, formaggi e vino rosso, salumi di barbabietole e burroso lardo.
Mi piace anche l'odore della cacca delle mucche, che riportano ad una dimensione di "vita vera", una vita in cui la Natura - quella con la N maiuscola - ha il suo ruolo determinante.

Mi piace tanto, tanto da poter pensare che mi possa piacere anche quando la bella stagione lascia il passo alla neve, al freddo e alle temperature che influenzeranno considerevolmente le abitudini di chi vi abita. Considerazione che vi puo' apparire strana, certo, ma tenete presente che qui da me, nella Piana dove vivo io, l'unico segno della Natura sono le zanzare. Quelle normali non bastavano, ha mandato anche le zanzare tigre.

E questo i Grandi Francesi lo hanno percepito.
Non ce lo siamo detti, ma lo hanno capito.
Hanno colto quest'aspetto che mi entusiasma e mi lascia desiderare sempre più qualcosa di diverso per la mia, e la nostra, vita futura: una vita in cui la Natura abbia il-suo-ruolo, non solo quello di generatrice di zanzare.

Della serie il progetto/sogno del B&B va avanti....

domenica 21 settembre 2008

Sushi, sogni e parenti, cronaca di un week-end annunciato.

Ed anche questo weekend sta volgendo alla fine.

Nathan ha preso l'intercity delle 15.45 da Prato al volo ed io me ne sono rientrata a casa sola soletta, in questo silenzio avvolgente e leggermente estraniante.

Ma forse estraniante non è tanto questo silenzio dove si sente solo il ronzare il frigorifero e lo sbattere di qualche porta del condominio.
Estraniante è il confronto tra le ore passate davanti al monitor in questo pomeriggio senza di lui e quelle passate insieme, in questo fine settimana di sole settembrino.


Venerdì alla stazione, Nathan per poco non mi riconosceva.
Testuali parole:
- "Ti aspettavo con la testa vecchia".
In che senso? Nel senso che due mercoledì fa ho preso il coraggio (o l'incoscienza) a due manie mi sono presentata da una parrucchiera a caso che, un po' sotto shok, ha acconsentito a tagliarmi i capelli corti corti, e così: chi lascia la testa vecchia per la nuova, non sa se Nathan alla stazione trova...
Dopo tanto urlare, il signorino, si è girato, mi ha guardato, e mi ha risposto:
-"...ma cosa urli?"

Per ricomporre un po' di buon umore ci siamo fatti di sushi.
C'è voluto un po' per convincerlo a non rimpiangere più l'economicità dei piattini giapponesi a 100/130 yen e ad accettare l'unica condizione possibile per mangiare sushi in Italia. Alla fine ce l'ho fatta pagando io 58 euri per due barche dal nostro primo foraggiatore di sushi (ristorante sakura a Novoli (FI)). Il giudizio finale del nostro intenditore è stato buono - anche perché non ha pagato! - e mi ha anche concesso un regalino durante la passeggiata notturna per il centro di Firenze, ancora ben fornito di turisti di varie etnie.

Sabato è stata una goduta giornata pigra, di quelle con un bel sole e un venticiello allegro che due più zelanti di noi avrebbero colto al volo per farsi una gita sulle colline, ma noi avevamo troppo da fare: riposare il nostro itinerante corpo e far vagare i nostri sogni.

Si perché stiamo mettendo insieme un nuovo sogno, un progetto molto ambizioso, di cui io mi sono già stra-innamorata. Tutto nasce dalla voglia di trovare una condizione migliore a questo nostro "un mondo di bene", un impianto stabile e concreto, materico e non più solo virtuale, una casa, un impiego, un futuro.
Il progetto c'è, e a questo ci siamo dedicati sabato mattina, Nathan in modo più concreto sui suoi libri, io fantasticando ed inviando i miei dati dal web.

Il progetto prevede il trasferimento in una bella cittadina della campagna Toscana, perché diciamocelo, la mia è una bella Regione, se si sta fuori dalla Piana dei Capannoni.
In questa ridente e piccola cittadina, l'idea è quella di mantenere i nostri impieghi e di avviare un'attività di B&B che possa da principio anche solo arrotondare le entrate, ma con l'obiettivo di diventare l'attività principale, integrandola con promozioni di varie attività come yoga o corsi di cucina ecc. Un progetto un po' frick se si vuole, ma che in questo momento mi sta dando una boccata di ossigeno nel grigio tran tran del "durante la settimana".
Forse solo un sogno, forse un inizio.
...e quindi vai di fantasia, il B&B del web 2.0, come arrediamo le camere, io che faccio l'orto, prendiamo anche un cane e via dicendo.
Unico problema: il capitale. Per questo mi sto dando ai gratta e vinci. Se qualcuno ha altro da proporre...

Domenica è la volta del pranzo di famiglia per il compleanno del Grande-Francese.
Ci siamo ingrassati come porchette con tutti i manicaretti di Mamma-Francese e ricoglioniti dal continuo e ampio brusio dei variopinti commensali: lo-Zio-Francese, la-Zia-Francese, i cugini-di-Mamma-Francese, il-suocero-Dei-Cugini-di-Mamma-Francese, il-cugino-Francese ecc.
Nathan, prima del pranzo, saputo la varietà dei commensali mi ha più volte chiesto:
-"Ma su cosa verterà la conversazione, di cosa parleremo?".
Ignaro poverino, pensava che la conversazione fosse unica e ordinata.
Invece si è trovato all'angolo opposto al mio del grande tavolo quadrato a tentare di parlare con il Cugino-Francese seduto accanto a me che ci chiedeva del Giappone, tra la-Zia e la-Cugina-di-Mamma-Francese che conversavano di lavori da donna, tra lo-Zio-Francese e il-suocero-Dei-Cugini-di-Mamma-Francese che evocavano fatti rurali di 60 anni fa.


Alla stazione di Prato, il classico chiasso da chi è diventato sordo a forza del rumore dei telai, ci sembrava una sinfonia.
Per una volta il treno era puntuale e noi invece di corsa.
Ma Nathan l'ha preso al volo il treno ed è arrivato a Milano puntuale.
Adesso è già sul suo regionale che lo porterà alla Poderosa e poi su i suoi monti, dove la prossima settimana mi aspetterà con tutta la Francese-Family al completo, gatta esclusa.

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