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sabato 24 novembre 2012

Prossima partenza!

Nonostante la crisi, l'essere a casa senza lavoro, e i nuovi ritmi di vita da quando c'è con noi la Maghetta, non potevamo certo rinunciare a qualche seppur breve e meno frequente "giratina" per lo stivale! Siamo o non siamo due - anzi tre - giramondo?! E dopo spostamenti per motiva didattici o familiari, eccoci di nuovo in partenza per una meta scelta e ponderata: andremo lì! Ssi!! Proprio a visitare l'edificio che vedete raffigurato qui a fianco. Era da un bel pezzo che ci pensavo e con l'occasione del mio 27esimo ops 37esimo compleanno il caro e amorevole Nathan mi ha fatto dono di bel week end in quel di ... di ... Dove andremo? C'è rimasto nessuno che legge questo blog aggiornato così di rado?!

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giovedì 17 marzo 2011

Da Domenica a domenica

In questo giorno di Festa assai discusso - viva l'Italia! ^_^ -  siamo impegnati nel dettaglio delle prossime vacanze!
Guide di carta e riviste alla mano, computer accessi e connessione a manovella, il vademecum della nostra arma segreta e diari di viaggio pescati in rete, insieme a capitoli pdf della Lonely ci hanno portato a stilare un primo programma per la visita in Israele...

lunedì 14 marzo 2011

in do' si va?

Sì, be' insomma, s'è capito.

In quattro e quattr'otto abbiamo deciso. A dirla tutta avevamo trovato un volo scontatissimo da Firenze per la GrandeMela. Ma poi, rimasti appesi alle alterne vicende della fumosa programmazione dei nostri rispettivi datori di lavoro, l'offerta è volata via con qualche rimpianto da parte della Francese.

Il più, in ogni caso, era fatto. Ormai avevamo un'intera settimana di libertà e tutto il mondo a disposizione.
Forse non proprio tutto. Scartata Nyc, in un sol colpo tutto il continente americano era diventato inavvicinabile. L'India o la Cina? Per una settimana? I paesi arabi: a capitare nel bel mezzo di una rivoluzione non avremmo avuto la freddezza di scattare la foto dell'anno.

E quindi?
La scelta, in fondo, era nell'aria da tempo.

Fra un paio di settimane partiamo per un luogo controverso e bellissimo.
Per ora abbiamo fissato solo i voli.
Stiamo studiando le tappe, cercando di sfoltire l'esubero di curiosità.
E abbiamo sfoderato un'arma segreta che, dicono i più informati, sta lavorando per stupirci.

S'è capito dove andiamo o no?

domenica 13 marzo 2011

Nuovo viaggio in cantiere!

Una delle mete tanto desiderate sta arrivando. I voli sono prenotati, non rimane che studiare!!

... e intanto gli animalini di kefir digeriscono per noi il latte e lo rendono cremoso!

martedì 28 settembre 2010

Palermo arriviamo!

^_^

4 giorni per affrontare l'inverno!
Non subito, ma nemmeno troppo lontano.
È tutta colpa di Iaia e pure di Cavoletto. Queste se ne vanno a Palermo a mangiare cose buone e noi stiamo qui?!
Manco per sogno!
Accettiamo molto volentieri segnalazioni ed indirizzi di cose buone da mangiare e belle da vedere!

sabato 19 giugno 2010

Belgio&Olanda progetto di viaggio in corso

Giornaliero:
sab 17/07 -> arrivo all'airport di Charleroi circa alle ore 10,00; noleggio auto direzione verso Chimay 1° abbazia trappista - si beve e si dorme in zona!
dom 18/07 -> da Chimay (2h viaggio) 2° abbazia Orval (di dorme a Orval) - (1,5 h auto) 3° Rochefort (si dorme a Rocherfort)
lun 19/07 -> visita all'Abbazia, dopo pranzo partenza da Rocherfort -> (1,2 h auto) Bruxelles riconsegnando l'auto (si dorme a 1a notte Bruxelles)
mart 20/07 ->visita Bruxelles (si dorme Bruxelles 2a notte)
merc 21/07 -> visita Bruxelles si parte in serata per Gant (40 min treno) (1a notte Gant)
giov 22/07 -> visita Gant (2a notte Gant)
ven 23/07 -> da Gant spostamento per Bruges (25 minuti treno) (1a notte Bruges)
sab 24/07 -> da Bruges partenza in mattina per Anversa (1,2 h treno) si visita e dorme Anversa (1a notte)
dom 25/07 -> 2a giorno Anversa, possibile escursione fuori città Abbazia/birreria lì vicino
lun 26/07 -> da Anversa - Rotterdam (1 h treno) (1 notte rotterdam)
mart 27 /07 -> Rotterdam visita a Den Haag (17 minuti) (2a notte Rotterdam)
merc 28/07 -> Rotterdam - Utreckt (40 min) (3a notte Rotterdam)
giov 29/07 -> Lisse/ Delf (10 min da rotterdam) (4a notte Rotterdam)
ven 30/07 -> Rotterdam - Amsterdam (1h treno) (1a notte Amsterdam)
sab 31/07 -> Amsterdam (3a notte Amsterdam)
dom 1/08 -> Amsterdam partenza notte ad Eindhoven (3a notte Amsterdam)
lun 2/08 -> Da Eindhoven per Pisa

Pernottamenti
1 notte Chimay
1 notte Rochefort
2 notti Bruxelles
2 notti Gant
1 notte Bruges
2 notti ad Anversa
4 notti a Rotterdam
3 notti ad Amsterdam
= tot. 16 notti

Cosa fare, vedere, comprare e ... mangiare!? (l'essenziale...)

Amsterdam
• AALSMEER cittadina sud ovest 15 km - asta/mercato dei fiori
Nemo, Renzo Piano 1992/97
Silodam, MVRDV 2002
Bus station at Spaarne Hospital (Spaarne Ziekenhuis) Spaarnepoort 1 2134 TM Hoofddorp NIO Architecten 2003

Anversa (1/2 giorni, mi sa che puo' bastare un giorno...)
• Centro storico con il Grote Markt e i suoi antichi palazzi
• Comprare un piccolo paio di orecchini di diamanti per LaFrancese (piccoli causa problemi di spazio per il bagaglio di ryanair)
• Visita alla Cattedrale per la pala d'altare di Rubens Discesa dalla croce e per il quadro della Assunzione in una cappella.
• il lungofiume, che a LaFrancese gli serve per la tesi..
palazzo di giustizia fatto da Rogers

Chimay
Visitare l'Abdij Notre-Dame de Scourmont e degustarne la fantastica birra

Bruxelles

• Grand Place e Grote Markt
• edifici progettati da Victor Horta


Brugge
• centro storico: Markt, piazza quadrata con beffroi
• gita in battello sui canali!

Delf (ci andiamo?)
Central Library Delft University of Technology Prometheusplein 1 Delft Mecanoo 1997

Den Haag

EDUCATORIUM, OMA, 1997

Rotterdam
• visita in autobus ai mulini di stichting-kinderdijk.nl‎
KPN Telecom Office Tower, Renzo Piano, 1997/200
Kubuswoning (Cubic Houses)

Liegi
stazione alta velocità di Santiago Calatrava - non è nelle tappe, ma magari ci passiamo?
--------
Link utili:
trasporti pubblici Bruxelles http://www.stib.be
orari treni di tutta europa www.b-europe.com
architettura contemporanea http://www.galinsky.com

Pronti...

Abbiamo fissato i voli per il nostro prossimo viaggio in Belgio&Olanda!
Niente più auto, siamo orfani della Poderosa e 1.200 km di andata e altrettanti di ritorno, forse sono un po' troppi per 15 giorni, dato che poi ci sia aggiunge il percorso in itinere per il Belgio&Olanda.
Nonostante si pagasse con la mia carta ho dovuto strappare il diritto a portarmi un bagaglio da stivare, che come sapete con low-cost di solito si pagano - 20 kg = 30 euro! - e il noleggio dell'auto in loco per il tour dell'abbazie trappiste ^_^

Prossimamente il resto del viaggio, che visto che saremo a PIEDI con la mia valigia da 20 kg dovremo programmare bene le nostre tappe!

martedì 27 aprile 2010

Estate dissetante!

Come non pensare alle prossime ferie, quando riesci a fare una settimana di straordinari in un mese?!
Accantonato per un po' il mio/nostro sogno aMMericano on the road potremo puntare a nord: Belgio e Olanda.
Quale leva vi/mi muove? aBBirra Belga! ^_^


Ogni suggerimento è ben accetto!

mi sarei fatta anche una mappettina

Visualizza Belgio&Olanda in una mappa di dimensioni maggiori

domenica 12 luglio 2009

Aggiornamento

Grandi speranze e attese che sembrano lunghissime nel nostro immediato. 

Per il momento tacciamo ma in un prossimo futuro sveleremo l'arcano. 

Un pensiero vola alla terra del sol levante, dove a distanza di un anno, amici contagiati dai nostri entusiasmi, staranno provando quelle nostre stesse, forti emozioni. 

Ps. Cara xxx, se ti succede come successe a me, che il tuo compagno, arrivato a sera in camera, stanchissimo - come te - non si spegne, e continua a rumoreggiare "scarica le foto-ma hai visto quello-lo hai preso questo-non ti scordare quello-domani andiamo lì" ecc. ecc.  ti consiglio di passare subito alle maniere forti, cercare qualcosa di grosso e procedere ad addormentarlo con quello!! ^_^

sale! sale! special price!

Buon viaggio!

mercoledì 24 giugno 2009

Tocca e fuga a Urbino

Il Principino ha espresso un desiderio - già da tempo in effetti - vediamo di esaudirlo subito prima che si accumuli insieme ai miei, che sono troppi, e la lista dei luoghi da visitare cresca cresca cresca... senza darci più la possibilità di vedere la fine, se la fine esiste! ^_^

Urbino.
Qualcuno ha suggerimenti? Alloggio, gastronomia, visite, percorsi?

Una cosa ci sarebbe già in programma, sempre su espresso desiderio del Principino, suggerimento colto dalla sua beneamata radio:
Raffaello e Urbino,
fino al 12 luglio
Palazzo Ducale
Galleria Nazionale delle Marche

La mostra promette bene, sembrano numerose le opere esposte, anche perchè Raffaello ha una produzione sterminata... inoltre,
che per chi non lo sapesse - e lui l'AmoreMio non lo sa - la Galleria delle Marche detiene uno, che dico uno diversi!!, dei massimi capolavori del Rinascimento:
La Flagellazione di Piero della Francesca (ed piccolina, ma piccolina che ci sono rimasta dimorto male!). Molte le cose pittoriche da vedere, che si prepari!!

P.s. La Galleria delle Marche l'ho visitata, onor di merito ci so' stata!, non come i post su Firenze dove ammetto vergognosamente di non essere stata in diversi musei!

Quindi, dopo un week end di festeggiamenti per il Nathan-genitori su per i loro monti, un secondo week end in riva all'Arno, anzi che dico a pelo d'Arno, il week end successivo ci vedrà nel Montefeltro, questo, almeno ad oggi, il programma.

giovedì 25 settembre 2008

Mi metto in casa i Francesi


E mentre la Francese cerca di entrare nel libro dei guinness organizzando eventi di portata planetaria con la sola dotazione di un telefono, un computer e due gambe per correre (correre correre, senza fermarsi mai), io sono alle prese con l'accoglienza della famiglia francese al completo nel mio eremo montano.

Ai Grandi Francesi lasceremo il talamo della camera matrimoniale, mentre noi bambini ci sistemeremo nel letto a castello della cameretta. (Son due giorni che aziono lavatrici e soffio sul bucato perché asciughi in tempo).
Arrivo previsto: domani per cena. Il menù casalingo è ancora in fase di studio. Puntavo su un primo di ravioli ricotta e spinaci saltati in burro e salvia e un secondo da rozzi montanari, quello che non manca mai nelle sagre di queste parti: patate bollite con la buccia e salcicce, bollite anche queste.
Domani pranzo e cena nelle mani di professionisti. Possibili scelte questa e questa.
E domenica mattina, prima del pranzo tra famiglie a ranghi completi, il Grande Francese potrà rimembrare le sue origini contadine alla tradizionale Desarpa in pieno centro città.












E intanto ieri sera, lenzuola stese per casa e tovaglie in ammollo, ho dato la prima fiammata azzurra della stagione, che con 16 gradi in casa non è un bel vivere.
Ma per il weekend s'inaugura il fuoco a legna! (se oggi recupero la stufa, se la legna non è troppo umida, se con la stufa trovo anche i tubi, se sarò in grado di accendere il fuoco...) Alla peggio ci butto la carbonella del bar-b-q.

martedì 12 agosto 2008

Viaggio in Giappone Fai-da-te

Ci sono sicuramente un milione di modi per organizzare un viaggio in Giappone. Qui riportiamo il nostro, magari puo' essere d'aiuto a qualcuno, oppure puo' essere arricchito da chi ha avuto altre esperienze.

Prima cosa, il volo.
Perché possa essere abbastanza economico, la cosa migliore è prenotare per tempo, questo si sa. Se anche per voi, l'opportunità di prendere ferie lunghe cade solo nel periodo estivo, non vi rimane che rassegnarvi ad andare incontro ad una delle peggiori temperature possibile per visitare il Paese del Sol Levante. Luglio e Agosto costringono a temperature tropicali dove l'umidità tocca punte altissime. Ma si puo' fare, se non c'è alternativa migliore, s'intende. Se invece potete scegliere di partire quando vi pare, i periodi migliori sono la primavera e l'autunno, la prima per i ciliegi in fiore, la seconda per i colori caldi e bruciati. Rimane la regola di prenotare il volo per tempo se si vuole godere di tariffe abbordabili.
Noi ci siamo mossi verso la fine di maggio, puntando le ultime due settimane di luglio.
Abbiamo spulciato i siti di diverse compagnie (finnair - british) e diversi motori di ricerca di viaggi low cost (edreams - expedia - lastminute), fino a concretizzare con Alitalia, non con pochi timori, dato il periodo di incertezza della compagnia.
Solo dopo abbiamo scoperto una agenzia specifica (www.giappone.hisitaly.com), a cui magari meriterrebbe chiedere, una prossima volta!
Una volta fissati i nostri voli, definito per certo il periodo delle nostre vacanze giapponesi dal 18 luglio al 4 agosto, ci siamo attivati alla ricerca di informazioni. Quindi lettura dei diversi diari di viaggio che offre la rete e ricerca di guide e letture utili in biblioteca.
Sulle guide non c'è proprio l'imbarazzo della scelta, mancando la mia preferita, la Routard, abbiamo dovuto scegliere solo tra due, l'immancabile Lonely Planet e la Rough Guide. Acquistata la prima e presa in biblioteca la seconda.

Dopo tanto consultare, abbiamo steso un programma di massima, che prevedeva il pernottamento nelle maggiori città (Tokyo, Kyoto, Hiroshima, Osaka) ritenendo più pratico effettuare gite in treno dalla mattina alla sera per le mete vicine (come Nara, Himeji, Nikko o Kamakura) invece che spostarsi molto spesso con tutti i bagagli.

Indispensabile quindi l'acquisto in Italia (in Giappone non è possibile!) del Japan Rail Pass, un vaucher che permette di spostarsi su tutte le linee della compagnia JR. Ci sono più soluzioni, per 7/14/21 giorni. Noi abbiamo optato per il 14 giorni, anche se volendo avremo potuto concentrare gli spostamenti in 7 giorni, risparmiando un po'. È risultato poi molto utile e lo abbiamo utilizzato anche per girare Tokyo sulla Yamanote, la linea ad anello che raggiunge i principali quartieri della città e per tutte le escursioni di un giorno.
Lo abbiamo acquistato presso la sopraccita agenzia specializzata, la his, che ha anche una sede nella mia città, quindi a parte prendere un'ora di permesso perché fanno orario di ufficio, non è stato problematico l'acquisto. Si legge sul sito che effettuano anche acquisti tramite bonifico e consegne per corriere.
Utilissimo per farsi un'idea delle distanze, degli orari e dei costi ferroviari è questo sito (togliendo il flag a "airline" e flaggando "excepts Nozomi", in caso di JR Pass, unico treno JR su cui il pass non è valido).
A scanso di equivoci, viaggiare in treno in Giappone non ha niente a che vedere con le modalità italiane. I treni sono molto puliti e super puntuali, tanto puntuali che ci si puo' basare anche solo sull'orario per riconoscere il proprio treno. Noi ci siamo sempre rivolti alle biglietterie JR per le prenotazioni dei posti e la stampa degli itinerari per le nostre "gite fuori porta", abbiamo sempre trovato personale molto gentile e non abbiamo mai dovuto aspettare molto per il primo treno. Le indicazioni delle partenze (eccetto nelle stazioncine sperdute) sono sempre riportate anche in inglese e i binari facilmente raggiungibili, anche se le stazioni enormi delle grandi città sono un po' disorientanti.

Ci siamo infine dedicati agli alloggi, attingendo indirizzi e informazioni da varie parti.

Abbiamo usufruito dell'offerta di booking.com per l'alloggio a Tokyo presso l'Oakhotel, che ci è sembrato oltre che economico per le sue 220,00 € per 5 notti in due senza colazione, anche pratico per visitare la città, 5 minuti (poi rivelatasi anche 10) dalla stazione di Ueno.

Per il soggiorno a Kyoto volevamo (io in particolare) alloggiare in un ryokan, una tipica locanda giapponese, ma spendendo una cifra contenuta. Abbiamo scritto ad un po' di indirizzi presi dalla Lonely, pochi perché di molti riporta solo il fax, e a un buon numero di quelli pescati in rete, servendoci anche delle opinioni degli utenti di tripadvisor.com.
Ci siamo resi subito conto che ci sono due (almeno) livelli di ryokan, quelle più semplici ed economiche, spesso a conduzione familiare, con una/due stanze, quasi sempre senza bagno in camera, ma con il bagno comune, in linea con il nostro taglio di spesa, e poi quelle completamente fuori dalla nostra portata, in ambienti di alto pregio storico e molto di lusso. Elemento determinante di valutazione è la collocazione centrale (meglio se vicino alla stazione JR), pratica per l'utilizzo dei mezzi. Non ricordo nemmeno come siamo giunti alla scelta dell'Ikoi-no-ie, ryokan (ma più guest house in stile giapponese che ryokan) immerso nel dedalo di stradine tra la città vecchia e quel centro commerciale che è la stazione di Kyoto. Anche qui abbiamo speso cifre impensabili per economicità in Italia, attorno ai 260,00 euro circa per cinque notti in doppia stile giapponese con bagno in camera senza colazione. Sicuramente influisce molto il valore dell'euro che negli ultimi anni ha acquistato un buon + 30% sullo yen.






A Miyajima invece ci siamo concessi il lusso super consigliato da Lonley e Trip-ad dell'Iwaso Ryokan e non possiamo che ripeterci, merita spendere per una sola notte la stessa cifra che abbiamo speso per 5 a Tokyo.
Per prenotare pernottamento (incluso cena e colazione) abbiamo dovuto servirci del sito
japanican.com, in quanto unico modo per farlo, e pagare anticipatamente con carta di credito (circa 260,00 € per una notte con colazione e cena olimpionica).
Visto i precedenti inconvenienti, come
lo scorso aprile a Parigi, ci siamo sempre preoccupati di farci scrivere una mail di conferma anche dalla struttura e non solo dal sito delle prenotazioni.


Ad Hiroshima abbiamo soggiornato all'
Active hotel, trovato sulla Lonely. Business hotel elegante e spigliato, con sito solo in giapponese ma con personale pronti a rispondere alle nostre richieste per mail (prenotato con solo scambio di mail, senza necessità di carta di credito - e se paghi casch ti fanno lo sconto, spesa 45,00€ a notte con colazione).
Ad Osaka abbiamo testato la catena Toyoko-in, business hotel un po' anonimi, ma molto capillari sul territorio e cosa più importante anche questi effettuano prenotazioni on line senza carta di credito, ma semplicemente compilando un form disponibile sul sito web. Cifra analoga, molto contenuta per la doppia con colazione stavolta a 47,00€ circa.
Contrariamente a quanto accade in Italia, in Giappone è dato molto valore alla prenotazione anche se non rafforzata dal pagamento di un acconto o da un numero di carta di credito. Tutte le guide indicano come graditissima la prenotazione, anche con pochissimo preavviso. D'altro canto però nelle stazioni principali si trova un ufficio informazioni disponibile a raccogliere le esigenze dei turisti e un servizio di prenotazioni alberghiere.
La cosa che spesso risulta complicata, è trovare l'ufficio informazioni, sempre dislocato in posti scomodissimi!
Ci siamo ripromessi, in un eventuale ritorno in Giappone, di andare liberi, prenotando di volta in volta, in base agli spostamenti (certo che in questo caso, soprattutto in periodi di alta stagione, il rischio è quello spendere un pochino di più).
Da ricordare è che in qualsiasi tipo di struttura si paga in anticipo (almeno a noi, sarà per le nostre facce poco raccomandabili, ci hanno chiesto di farlo appena arrivati).

A questo punto, fissato volo, trasporti e alloggi, il più è fatto, non rimane che informarsi su come muoversi e cosa andare a vedere, cosa mettere in valigia e cosa mangiare.

Ps.:
Per prelevare soldi in Giappone facciamo un sunto delle nostre esperienze e dei suggerimenti raccolti in questi commenti:
1) prelievo direttamente in banca. È un'esperienza unica vedere l'operosità degli impiegati, da non perdere. Tenete conto che aprono alle 9.00 in punto. Essere lì all'apertura vi darà modo di assistere allo spettacolo di saluto collettivo degli addetti alle casse
2) prelievi automatici presso gli ATM degli uffici postali per il Banco Posta italiano (suggerimento di Stefy)
3) Bancomat presso Atm di City Bank (Kazu.kura)

Mentre puo' tornare utile leggere questo (e gli altri ovvio) post di nicolaingiappone sulla marca da bollo per il passaporto!

domenica 29 giugno 2008

Treni d'Italia 2, la tragedia continua!

Le condizioni delle Ferrovie italiane e dei loro servizi sono proprio vergognose!

Ogni parola che segue è sotto la mia diretta responsabilità, ogni singola offesa mirata e motivata al sistema ferroviario italiano è detta proposito e con la voglia di diffondere ulteriormente lo stato di conoscenza delle, a dir poco, inadeguate condizioni del servizio offerto a paganti viaggiatori.

Dato le ultime - deludentissime - esprerienze sull'Eurostar Firenze-Milano abbiamo provato ad usare l'Intercity plus 586 Partenope, per il nostro ricongiungimento del fine settimana, prendendo la tratta Prato-Milano.
Costi ridotti di molto, ma medesimo ritardo! Almeno, se la bile si ingrossa allo stesso modo sul treno veloce o su quello antiquato, il portafoglio ne risente meno.

Ho accompagnato Nathan alla stazione di Prato oggi pomeriggio alle 15,30 circa per il treno delle 15,45 che abbiamo scoperto avere 25 minuti di ritardo. Come ogni domenica pomeriggio, ci salutiamo, per vederci solo il venerdì successivo. Il nostro saluto domenicale è sempre più straziante, siamo sempre più doloranti per il distacco, sempre più bastonati dall'inefficienze di questa nostra unica nazionale compagnia di trasporti ferroviari.
Per cominciare dal primo dei disagi, da marzo circa Trenitalia non vuole più la mia carta di credito per i pagamenti on line, inutile dire che nessuno è responsabile, né la banca, che dice - giustamente - se la carta le funziona su altri siti (come è vero) non è colpa loro ma delle Ferrovie, Trenitalia risponde che la mia carta funziona, inutile dirgli in tutte le lingue, scritte e parlate, che non è così, per loro funziona. Che famo allora? Prenotiamo con posto-clic e ritiriamo in stazione, sempre se la macchinetta funge, e non era il caso di oggi, in tal caso allora, coda allo sportello, vanificando l'operazione avviata su Internet.
Aggiungiamoci i problemi maggiori, i ritardi, costanti e perpetui, non eccezioni ma un consolidato! Sai, uno dice, arrivo 20 minuti più tardi pace, ma non è così, i 20/25 minuti di ritardo del primo treno determinano la perdita della coincidenza, e l'allungamento quindi del percorso, già lungo per noi, di almeno 1 ora buona e in attesa del prossimo treno.
A me questa cosa non torna, vada per il ritardo dei treni utilizzano tecnologie passate, ma i treni che si chiamano AltaVelocità, con tratte di 2 ore e 45 non possono avere ritardi regolari di 15 minuti, che treni veloci sono? Altra cosa se ritardo è, fai in modo di ridurre il disagio dei passeggeri facendo attendere le coincidenze, quelle fattibili dico, mica si deve tenere un treno intero fermo 20 minuti per poche persone che arrivano con un altro treno, ma almeno quei pochi minuti che sia concesso! È vergognoso quando ti accade come a me due settimane fa che il treno ti chiude le porte in faccia a pochi centrimetri - dal naso!! - lasciando a piedi 10 persone battenti la porta del regionale con pugni e minacciando vendete! La cosa ancora più oscena è che il personale se la squaglia, non concedendo nemmeno l'onore delle lamentele a chi ha subito il sopruso! ...e non parliamo di rimborsi! Forse chi non viaggia molto in treno non sa che esiste una carta viaggio, un metodo di fidelizzazione dei consumatori da parte di Trenitalia - come se uno potesse scegliere di adoperare un'altra compagnia. Insomma te acquisti i biglietti, loro ti mettono i punti, non si sa quanti non si sa come, però accade che dopo due anni di anda e ri-anda Firenze-Aosta si riesca anche ad avere un premio, premio in biglietti viaggio. Con il Biglietto premio non hai diritto al rimborso in caso di ritardo. Già è un regalo, che pretendi anche il treno puntuale? Assurdo! Poi il rimborso è un buono spendibile in biglietti, mica ti rendono il denaro. A me sembra fantascienza!?
Giusto per dare un elemento in più, ho provato a fare un confronto: il pass InteRail per viaggiare 10 giorni su 22 (non so cosa significhi) sullo schifo di Trenitalia costa 359,00 €, per tutti, italiani e stranieri; quello che abbiamo acquistato per viaggiare 14 giorni sulle linee JR del Giappone costa 275,00€! Treni veloci sul serio, che sostano solo pochi minuti nelle stazioni e che per agevolare la salita/discesa riportano sulla banchina di attesa il numero esatto della carrozza che vi si fermerà davanti.

Inutile dire che questa situazione delle nostre Ferrovie è lo specchio delle condizioni del nostro Paese, di questa Italietta repubblica delle banane e di un premier che ha come unico obiettivo, l'impunità per le sue malefatte.

giovedì 26 giugno 2008

"Il Giappone e la gloria" di Alex Kerr

(prima parte)


Passata a miglior salute, ho addentato uno dei libri presi nella grande biblioteca regionale per capire un po' meglio la cultura giapponese. Come l'ho scelto? A caso. Sono andata diretta allo scaffale della letteratura di viaggio, mi sono seduta in terra, li ho presi uno ad uno, in modo da saperli rimettere al loro posto - un libro fuori posto è un libro perso diceva la mia amica bibliotecaria! - ne ho selezionati diversi e me li sono portati al tavolino, per non dare troppo nell'occhio nella perbene Aosta.

Lì, ho scelto questo Travel Feltrinelli. Niente figure, copertina gialla.

Ha atteso un po' sul comodino, ma una volta avviato non si molla.

L'autore, Alex Kerr, è figlio di un avvocato del servizio militare americano ed ha passato anni preziosi della sua infanzia nella base di Yokohama.
Questo ed altri fattori hanno legato la sua vita all'oriente, Giappone e Cina in particolare.


Questo libro si rivela prezioso, è ricco di dettagli sugli usi e costumi contemporanei, sulla vita odierna nel Giappone moderno, sulle tradizioni e sulle arti, sul loro rapporto con la contemporaneità. E lo fa con un particolare occhio clinico, che indaga nel passato, rivelando i processi che hanno condotto alla situazione attuale. Lo fa con coscienza - questo almeno è la mia opinione - con la capacità di affrontare le cose per come sono, belle e brutte, sensate o assurde. Potrebbe sembrare la cosa più normale del mondo. Ma non è così. Senza insinuare scopi commerciali o turistici, quando ci si innamora di un Paese, di una Cultura, come quella orientale in genere, è molto facile rimanerne infatuati a tal punto da non essere oggettivi.
Non è il caso del nostro Kerr, che scrive con spirito giovane e vitale, ardente e puntuale.
Ho scoperto anche un sito internet interessante, che raccoglie un po' di elementi presenti nel libro.

Tra questi il primo ad essere illustrato - e anche quello che mi ha "catturato", facendomi leggere con voracità il resto del libro - è Chiiori, la casa che Alex acquista e ristruttura nella Valle di Iya.
La valle di Iya è una zona sperduta al centro dell'isola Shikoku (grande isola davanti al golfo di Osaka), una gola profonda, tanto profonda da essere definita come il Gran Canyon del Giappone.
Racconta che vi ci fu condotto per la prima volta da un suo amico motociclista agli inizi degli anni '70, e che la strada allora percorribile risaliva agli anni '20. Parla delle tipologie di insediamento della valle in relazione al resto del Giappone, conseguenti la morfologia del territorio, parla dell'assetto sociale e dell'organizzazione del villaggio, tutti aspetti che mi hanno spaesato un po'.
Non che non mi interessino, anzi! Era proprio quello che cercavo, qualcosa oltre le solite guide infiocchettate.
Ma Kerr si addentra ancora più nel dettaglio.
Favorito dal fenomeno dilagante dello spopolamento (kaso), che ha colpito con particolare violenza la zona della valle di Iya, Kerr trova, non dopo numerosi tentativi, il suo castello. Sembra che i contadini partiti per le città lasciassero le loro case intatte, con tutto dentro, utensili, paraventi ecc., oggetti frutto di esperienze di generazioni, ma non adoperabili in città, come impermeabili di paglia o attrezzi di bambù per il fuoco. La vita tradizionale rurale giapponese, in questo modo, emerge dagli oggetti rinvenuti (la cosiddetta "cultura materiale") nelle sue perlustrazioni per la valle alla ricerca della casa per sé. Ed è immergendosi nel passato che Kerr capisce l'entità dei disastrosi cambiamenti avvenuti nel paesaggio giapponese. Ne spiega le cause con il precipitoso avvento della modernità, introdotta in Giappone dopo la seconda guerra mondiale da una cultura estranea come quella occidentale. Sembra dunque che i Giapponesi contemporanei siano ammirati dalle città come Kyoto e Nara, ma che le percepiscano scollegate dal loro attuale, senza una palpabile continuità con la tradizione. È per questo che le città sono colate di cemento e giungle di neon pubblicitari.
.
Se trovare la casa fu un'impresa non da poco, il racconto che Kerr fa del suo recupero e della ristrutturazione non sono da meno: a partire dalle lunghe trattative per l'acquisto, aggravate dall'incomprensione del dialetto della Valle, delle lunghe ed estenuanti presentazioni e cerimoniali, per poi passare alle pulizia e rifacimento del tradizionale tetto in paglia, costosissimo, ancora più dell'acquisto.
Ma l'aspetto che più mi ha affascinato è la descrizione dell'interno, in quanto espressione dello spazio giapponese. Il tetto ha pendenze molto ripide, travi a vista nel grande spazio soggiorno dove il punto focolare è centrale e incassato nel pavimento. Oltre questo grande vano due camere da letto chiuse con soffitto e paraventi, per ripararle dal freddo, in fondo cucina e area lavoro in terra battuta. Il colore generale è il nero, dettato dal focolare senza camino e da esigenze di impermeabilizzazione, l'arredo essenziale. Oltre i pilastri, tutto il resto è removibile. I paraventi di carta, bianchi o dorati compensano e illuminano i locali, insieme alle tradizionali illuminazione a candele. Racconta che alla prima pulizia, ha spazzato mucchi di polvere sul pavimento, radunandola per poi dargli fuoco, comprendendo solo quando era ormai in fumo che si trattava di prezioso tabacco che era stato messo ad essiccare sulle travi del tetto. Così particolare è il ritrovamento del diario di una ragazza che aveva vissuto in quella casa con i nonni negli anni '50, per poi scappare dall'opprimente vita di provincia verso la città.
.
Chiiori oggi è sede di una fondazione che mantiene vivo l'aspetto tradizionale della vita nella valle di Iya.
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Dedicato all'Amore-Mio che dalla Montagna viene, pure non frequentandola spesso:
«Dice Confucio: "L'uomo gentile ama le montagne", e io credo che sia possibile che le montagne producano persone di un genere più gentile che non le pianure.»

mercoledì 11 giugno 2008

Scambi italo-giapponesi

Liberamente tradotti dall'inglese.



INCOMPRENSIONI

Gentile signore,
io e la mia signora vorremmo vistitare la vostra bella città nei giorni dal 24 al 29 luglio. La prego cortesemente di volermi indicare la disponibilità di una delle vostre camere in stile giapponese con bagno privato.

Ringraziandola anticipatamente, invio distinti saluti.

Nathan
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Gentile Nathan-san,
abbiamo una sola grande camera giapponese in cui stare con amici o con la famiglia e alcune camere in stile occidentale con letti gemelli.
Il prezzo della camera è di 8600 yen.

Saremmo lieti di ospitarvi nel nostro hotel
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Gentile signore,
grazie per la sua rapida risposta.
In verità vorrei soggiornare nella grande camera giapponese con bagno privato. Ho inteso che il prezzo da lei indicatomi riguarda una camera in stile occidentale.
La prego cortesemente di inviarmi i prezzo della grande camera giapponese con bagno per due persone.

Grazie mille.

Nathan.
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Gentile Nathan-san,
non abbiamo grandi bagni privati.
La camera giapponese ha due bagni in stile occidentale e due stanze spa.
Il costo è di 11.600 yen.
Nelle vicinanze potrà trovare diversi negozi di bagni.


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CORTESIE ORIENTALI

Gentile signore,
io e la mia signora vorremmo visitare la vostra bella città....



Nathan

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Gentilissimo Nathan-san,
grazie infinite per la sua cortese richiesta al nostro piccolo hotel.
Purtroppo sono davvero dispiaciuto di doverle comunicare di non avere camere disponibili per i giorni da lei indicati.

La prego di scusarmi, perché purtroppo il nostro hotel è troppo piccolo e non può ospitare troppe persone.

Lei potrà proseguire la sua ricerca rivolgendosi a questi altri link e portali di sistemazioni turistiche.

Quando arriverà nella nostra città, in caso avesse bisogno di aiuto, non esiti a contattarci. Anche se non sarà uno dei nostri ospiti, faremo del nostro possibile per aiutarla.

Mi lasci esprimere ancora il mio più profondo dispiacere per non aver potuto soddisfare la sua gentile richiesta.

Distinti saluti


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Influenza giapponese


La nostra malattia si aggrava, incancrenisce.
Il lungo weekend che ci siamo lasciati alle spalle, oltre alla mia febbrile, ma anche un po' svogliata, attività di ricerca di una qualche fonte di guadagno stabile nei luoghi francesiani, si è consumato nel teso confronto di una coppia alle prese con la progettazione di un viaggio dalle aspettative quasi insostenibili.

Tokyo è fissata. Booking.com, con il decisivo intervento della carta di credito della Francese, ci ha permesso di fissare questo friendly, soprattutto per le tasche, centralissimo hotel (tra Asakusa e Ueno), strategico per la visita dei quartieri che un neofita del Sol Levante non può mancare. E comodo anche per chi, come noi, si servirà della stazione della ex-compagnia di Stato (la Japan Rail) per le gite fuori porta già programmate. Tokyo, cinque notti, tre giorni per visitare la città, un giorno per i templi immersi in quel paradiso naturale che chiamano Nikko e un giorno per Kamakura e il suo Budda gigante (oppure sarà sostituita da Hakone al cospetto del Monte Fuji?).

E poi Kyoto.
Quel proiettile a forma di treno dal muso a papera che chiamano Shinkansen impiega due ore e mezzo per raggiungere il cuore del Giappone tradizionale dalla sfavillante capitale. A Kyoto sono stati censiti 1600 templi shintoisti e buddisti (al quarto crepo!).
A Kyoto cerchiamo una tana che abbia un certo sapore giapponese, anche un po' cialtrone, raffazzonato, con le paretine di plastica al posto del legno, un posto dai prezzi accessibili e (è diventata una fissazione) abbastanza vicino alla JR Station, per la comodità delle nostre gite fuori porta.
Allora ho scritto un'email di richiesta di disponibilità e di prezzo, un messaggio dall'inglese sottile e figo, sufficientemente educato per essere apprezzato da quel popolo così civile e imbevuto fino al midollo di buone maniere. Il mio errore, però, è stato quello di lasciare quel testo (e la password della mia email) nelle mani della Francese. Risultato: decine di risposte da minshuku lontani anni luce dalla stazione, di ryokan al costo di un mese di stipendio, di istituti di carità per viandanti che hanno smarrito se stessi.
In cima alle nostra classifica c'era questo ryokan, consigliato dalla Paola, il prezioso contatto dalla lunga esperienza giapponese procurato dall'imprevedibile Igor, l'architetto pirotecnico.
Purtroppo, a parte per il prezzo, comunque abbordabile, anche se magari per un massimo di un paio di giorni, non è stato possibile verificarne la disponibilità senza preventivamente fornire i dati della carta (procedura, che nella mia somma presunzione, ho ritenuto sufficientemente irrituale da non essere serenamente percorribile. Sono contorto, lo so). Pazienza, forse qualcosa mi è sfuggito.
Altra accomodation in lizza, almeno per l'intera mezza giornata di sabato, è stata la sobria casettina della gentilissima signora Sachiko Mori. Dalla sua la signora aveva la gentilezza riportata in varie recensioni reperite online e il buon giudizio della lonely planet. Per contro il bagno in comune con altre due stanze e la posizione piuttosto defilata rispetto al centro e alla stazione hanno deposto definitivamente a suo sfavore.
Alla fine andiamo qui. Costa poco, ha il bagno in camera, non c'è il coprifuoco, è vicino alla stazione e al centro e non hanno voluto carta di credito (anche se le recensioni sono le peggiori che abbia mai letto...).
Gite fuori porta da Kyoto: Nara, i suoi tempi e i cerbiatti zampettanti, Himeji e il castello bianco.

Irrisolta e ancora in trattativa la nostra sistemazione di Hiroshima. Quasi di certo porremo la nostra base in questo gradevole ed economico business hotel (ancora un consiglio della Paola-san). La novità del weekend prevede una notte di sogno e d'amore sulla rinomata isola di Miyajima.
La Francese (sostenuta da Annucci) punta alla nostra rovina economica perorando la causa del famosissimo e consigliatissimo Ryokan Iwaso, sorta di paradiso in terra giapponese, affacciato sullo specchio di mare in faccia al tori più fotografato del mondo, circondato da cerbiatti curiosi e sentieri delimitati da lanterne di pietra.
Io in verità preferirei un comodo e tranquillo hotel in stile atlas ufo robot, con quell'aspetto anni 70, uguale uguale ai palazzotti sotto il fuoco delle armate di Vega, quelli che andavano distrutti ad ogni inizio di puntata.
Come godrei, sull'isola di Miyajima, a vivere in un cartone animato della mia prima infanzia, con la mente che vola alle armi micidiali di Afrodite A.
Ma vuole il ryokan tradizionale, vuole cenare in camera con i ginocchi suoi ceci, soffrire di sciatica per la posizione, svegliarsi con il suono di un gongh.....
Quanti dilemmi in questo viaggio.

giovedì 10 gennaio 2008

Ho montato gli sci alla Poderosa

Il viaggio, l'abbiamo raccontato con parole sospinte dal vento.

Ma in viaggio scorrono immagini e la musica accompagna il nostro andare...


venerdì 4 gennaio 2008

Befana bianca



Bianco, bianchissimo weekend della Befana.
Quassù sulle montagne scendono grandi fiocchi festosi da ieri mattina.

E il paesaggio è lo scenario di una favola d'incantesimi.

Partirò anche questo weekend.

Sull'Eurostar non c'era posto.
Nemmeno in piedi.
Nemmeno nella stiva.
Nemmeno sul tetto.

La Poderosa monta quattro gomme da neve.
La Poderosa non si arrende davanti a nulla.
In questi giorni compie 15 anni.
E il suo incedere è ancora aggraziato.
La marcia è dettata dalla sua saggezza.

La Poderosa troverà ancora la forza di aggirare gli autocarri messi di traverso.
Solcherà l'immacolata pianura piemontese.
Valicherà le ghiacciate montagne liguri.
Costeggerà il Tirreno sotto gli schiaffi della bufera.
Virerà fiera verso l'approdo al cuore trepidante della Francese.

Porterò con me un po' di scorte alimentari.
Alla peggio aspetterò la Befana in montagna: bloccato tra Ovada e Masone.

Chissà se sulla sua scopa ci sarà un posto per me...

Tour invernale della Sicilia: Siracusa

Leggi anche Tour invernale della Sicilia prima parte (Trapani, Erice, Marsala) seconda parte (Agrigento, Ragusa e dintorni) Siracusa è...