Ma secondo voi quando una coppia sviluppa interessi individuali, che comunicano poco tra di loro, anche solo momentaneamente, siamo alla fine dell'idillio amoroso? Si parla di crisi del sesto o del settimo anno?
...oppure tocca lasciar correre e tutto torna come prima non appena l'interesse si è ridimensionato?
Per i posteri e per fare due chiacchiere questa la nostra esperienza del momento.
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giovedì 13 giugno 2013
lunedì 29 ottobre 2012
1Q84 di Murakami: uno sguardo oltre lo specchio
sabato 16 giugno 2012
La carta è morta. Viva la carta!
Tutto sommato il tipografo di Firenze nova non ha fatto un cattivo lavoro. La veste è un gioiellino di grafica e formato, del resto il merito è di uno dei migliori grafici professionisti che circolano in casa nostra.
Qualche copia è già nelle mani di amici e altre prenderanno il volo.
Chi ne volesse acquistare può dare un'occhiata al sito del libro
Per adesso è possibile acquistare direttamente sul sito oppure su lulu.
Presto, l'ebook sarà disponibile anche su alcune librerie online.
Hasta luego.
Domani si va in trasferta.
E moriremo di caldo.
Lo so.
martedì 12 giugno 2012
Che si aspetta?
Ci siamo.
Ieri notte ho caricato l'ebook sulla piattaforma Stealth di Simplicissimus. Il file risulta in lavorazione e sarà acquistabile, pare, tra qualche giorno.
Giovedì sera andremo a ritirare le copie del libro stampato.
L'account paypal permetterà di acquistare il libro direttamente dal sito e la Francese ha disegnato un bellissimo banner che vedete qui in alto a destra.
Contiamo che il tascabile sia disponibile per l'acquisto entro il fine settimana.
Ma si potrà acquistare anche su altri canali web e per ora non sto ad anticipare.
Non è chiaro se per l'ebook ci vorranno un paio di giorni in più. Si vedrà.
La Maghetta dorme, la lavatrice centrifuga, il freezer è sbrinato e forse anche noi potremmo pensare di staccare la spina.
Ieri notte ho caricato l'ebook sulla piattaforma Stealth di Simplicissimus. Il file risulta in lavorazione e sarà acquistabile, pare, tra qualche giorno.
Giovedì sera andremo a ritirare le copie del libro stampato.
L'account paypal permetterà di acquistare il libro direttamente dal sito e la Francese ha disegnato un bellissimo banner che vedete qui in alto a destra.
Contiamo che il tascabile sia disponibile per l'acquisto entro il fine settimana.
Ma si potrà acquistare anche su altri canali web e per ora non sto ad anticipare.
Non è chiaro se per l'ebook ci vorranno un paio di giorni in più. Si vedrà.
La Maghetta dorme, la lavatrice centrifuga, il freezer è sbrinato e forse anche noi potremmo pensare di staccare la spina.
lunedì 11 giugno 2012
Prove di stampa, il sito web e l'anteprima.
Lunedì.
Le tipografie sono aperte e noi abbiamo fatto una prova di stampa.
La copertina è perfetta, il formato tascabile non piace troppo al tipografo, che avrebbe preferito un A5, ma noi si va avanti per la nostra strada.
Ovviamente sulla stampa sono saltati all'occhio un paio di refusi sfuggiti al setaccio. Poco male, siamo ancora in tempo.
Abbiamo dato l'ok alla stampa. Per ora trenta copie.
Giusto un assaggio, per gli amici.
Si vedrà come andrà alla festa dell'unità e se altre richieste arriveranno con il passaparola e la rete.
Si potrà sempre stamparne altre in qualunque momento.
Entro la settimana dovremmo averle.
Poi.
L'ebook.
Non so se questa cosa è chiara: l'ebook è la parte a cui sono più interessato.
Dovrei mettermi stasera (è già tardissimo) a caricare l'epub che ho realizzato con Calibre (ne ho fatti decine per buttarli a ogni minima variazione) sulla piattaforma di Semplicissimus.
E poi semplicissimus terrà il file in lavorazione qualche giorno prima di renderlo disponibile all'acquisto.
Infine.
Notizia importantissima.
E' on-line il sito del libro con l'anteprima delle prime dieci pagine (troppo poche?)
Le tipografie sono aperte e noi abbiamo fatto una prova di stampa.
La copertina è perfetta, il formato tascabile non piace troppo al tipografo, che avrebbe preferito un A5, ma noi si va avanti per la nostra strada.
Ovviamente sulla stampa sono saltati all'occhio un paio di refusi sfuggiti al setaccio. Poco male, siamo ancora in tempo.
Abbiamo dato l'ok alla stampa. Per ora trenta copie.
Giusto un assaggio, per gli amici.
Si vedrà come andrà alla festa dell'unità e se altre richieste arriveranno con il passaparola e la rete.
Si potrà sempre stamparne altre in qualunque momento.
Entro la settimana dovremmo averle.
Poi.
L'ebook.
Non so se questa cosa è chiara: l'ebook è la parte a cui sono più interessato.
Dovrei mettermi stasera (è già tardissimo) a caricare l'epub che ho realizzato con Calibre (ne ho fatti decine per buttarli a ogni minima variazione) sulla piattaforma di Semplicissimus.
E poi semplicissimus terrà il file in lavorazione qualche giorno prima di renderlo disponibile all'acquisto.
Infine.
Notizia importantissima.
E' on-line il sito del libro con l'anteprima delle prime dieci pagine (troppo poche?)
domenica 10 giugno 2012
Pronti per la stampa.
E' insomma, il lungo weekend monotematico è quasi finito.
Tra venerdì sera e oggi, abbiamo scelto il formato del libro di carta, impaginato il pdf da mandare in stampa, scritto la quarta di copertina e la nota biografica, corretto le ultimissime sbavature del testo.
C'è stato anche il tempo di portare la Maghetta in piscina, fare la spesa, andare all'inaugurazione della mostra del geniale Marcello alla casa di Giotto, passeggiare in fiera a Borgo San Lorenzo e bere dell'ottima birra artigianale.
Domani si parte con una prova di stampa.
E si carica il file epub sulla piattaforma Semplicissimus per la distribuzione dell'ebook.
Ecco è la copertina che calza a pennello al formato tascabile e al display del reader
(La Francese è una miniera di talenti, questo si sa.)
Tra venerdì sera e oggi, abbiamo scelto il formato del libro di carta, impaginato il pdf da mandare in stampa, scritto la quarta di copertina e la nota biografica, corretto le ultimissime sbavature del testo.
C'è stato anche il tempo di portare la Maghetta in piscina, fare la spesa, andare all'inaugurazione della mostra del geniale Marcello alla casa di Giotto, passeggiare in fiera a Borgo San Lorenzo e bere dell'ottima birra artigianale.
Domani si parte con una prova di stampa.
E si carica il file epub sulla piattaforma Semplicissimus per la distribuzione dell'ebook.
Ecco è la copertina che calza a pennello al formato tascabile e al display del reader
(La Francese è una miniera di talenti, questo si sa.)
Prove di copertina
Primo punto, decidere il formato dell'edizione a stampa. Secondo, trovare la copertina che si adatti al formato.
Ci siamo.
O quasi.
Il grafico che ho in casa ha preso una mia foto, ha sovrapposto in trasparenza una delle sue, cambiato i colori, dato qualche spennellata qua e là.
Il problema più grande è stato trovare la posizione e la forma del titolo e dell'autore.
Ha elaborato vari modelli. Il formato sarà tascabile: avete presente le edizioni francesi Folio? O i Livre de poche delle Editions Anne Carrière? Ecco, pensate a un tascabile.
Infine ha stampato e piegato le diverse proposte di coperta.
Andiamo avanti.
Ci siamo.
O quasi.
Il grafico che ho in casa ha preso una mia foto, ha sovrapposto in trasparenza una delle sue, cambiato i colori, dato qualche spennellata qua e là.
Il problema più grande è stato trovare la posizione e la forma del titolo e dell'autore.
Ha elaborato vari modelli. Il formato sarà tascabile: avete presente le edizioni francesi Folio? O i Livre de poche delle Editions Anne Carrière? Ecco, pensate a un tascabile.
Infine ha stampato e piegato le diverse proposte di coperta.
Andiamo avanti.
sabato 9 giugno 2012
Diario di un libro che verrà
E' il progetto di un romanzo.
O meglio, il romanzo c'è, scritto riscritto, letto riletto, visionato revisionato.
Insomma il romanzo è finito.
Il titolo è definitivo: La voce del muto.
Poi siamo alle solite, con gli editori è sempre un po' complicato.
Pur avendo qualche pubblicazione alle spalle, se non sei nessuno, puoi aspettare anche mesi e nessuno ti contatta.
Gli unici a farlo sono quelli che vogliono giocare sul tuo narcisismo e spillarti dei soldi.
(leggi: editori a pagamento).
Allora il romanzo diventa anche un progetto editoriale.
Lo facciamo in casa, io e la Francese, tra un sonnellino e una poppata della Maghetta.
Prima di tutto un ebook, ci sono diverse soluzioni per la pubblicazione di ebook su amazon, ibs, bol, book republic, ecc., senza dover passare da un editore e senza metterci il becco di un quattrino.
In Italia la soluzione migliore sembra essere narcissus
Qualcuno dirà: l'ebook non lo compra nessuno.
Non lo so, io ci credo e in casa abbiamo un reader a testa.
Maghetta esclusa ovviamente.
E il fenomeno cresce a grande velocità.
Il prezzo sarà di 2 o 3 euro al massimo
E poi si stampa, con un grafico in casa, non posso lasciar perdere questa occasione.
Per ora ne stampiamo un tot di copie, tipo 30, un numero di prova.
Una buona parte andrà in regalo.
Ma qualcuno si pensava di venderlo quest'estate alla festa dell'unità.
Anche se non si chiama più così.
Con il libro a stampa, circa 200 pagine, il prezzo sarà difficilmente sotto i 10 euro.
Il romanzo?
E' la fine degli anni 90, la new age e la new economy, una forzata riconciliazione nazionale e l'Italia che per cercare di guardare il futuro cerca di riscrivere il passato. E in questi ingranaggi un ragazzo, un paio di sue amanti e un gruppetto di anziani montanari che cambieranno la vita del protagonista.
Ah, e un editore, in questa storia, sufficientemente arrogante e paradigmatico da convincermi che la scelta dell'autoproduzione è l'unica possibile.
Presto la copertina.
O meglio, il romanzo c'è, scritto riscritto, letto riletto, visionato revisionato.
Insomma il romanzo è finito.
Il titolo è definitivo: La voce del muto.
Poi siamo alle solite, con gli editori è sempre un po' complicato.
Pur avendo qualche pubblicazione alle spalle, se non sei nessuno, puoi aspettare anche mesi e nessuno ti contatta.
Gli unici a farlo sono quelli che vogliono giocare sul tuo narcisismo e spillarti dei soldi.
(leggi: editori a pagamento).
Allora il romanzo diventa anche un progetto editoriale.
Lo facciamo in casa, io e la Francese, tra un sonnellino e una poppata della Maghetta.
Prima di tutto un ebook, ci sono diverse soluzioni per la pubblicazione di ebook su amazon, ibs, bol, book republic, ecc., senza dover passare da un editore e senza metterci il becco di un quattrino.
In Italia la soluzione migliore sembra essere narcissus
Qualcuno dirà: l'ebook non lo compra nessuno.
Non lo so, io ci credo e in casa abbiamo un reader a testa.
Maghetta esclusa ovviamente.
E il fenomeno cresce a grande velocità.
Il prezzo sarà di 2 o 3 euro al massimo
E poi si stampa, con un grafico in casa, non posso lasciar perdere questa occasione.
Per ora ne stampiamo un tot di copie, tipo 30, un numero di prova.
Una buona parte andrà in regalo.
Ma qualcuno si pensava di venderlo quest'estate alla festa dell'unità.
Anche se non si chiama più così.
Con il libro a stampa, circa 200 pagine, il prezzo sarà difficilmente sotto i 10 euro.
Il romanzo?
E' la fine degli anni 90, la new age e la new economy, una forzata riconciliazione nazionale e l'Italia che per cercare di guardare il futuro cerca di riscrivere il passato. E in questi ingranaggi un ragazzo, un paio di sue amanti e un gruppetto di anziani montanari che cambieranno la vita del protagonista.
Ah, e un editore, in questa storia, sufficientemente arrogante e paradigmatico da convincermi che la scelta dell'autoproduzione è l'unica possibile.
Presto la copertina.
mercoledì 6 giugno 2012
Il primo libro nel suo primo Kindle
E finalmente è arrivato. Dopo avermi
sequestrato per settimane il mio lettore Sony PRS 350 (si dovrà
ammettere, ben più elegante nel design e gradevole nei font), oggi è
arrivato il Kindle wifi della Francese. Così faremo i separati in casa dei
formati ebook. Lei votata all'azw e al mobi, io al ben più
democratico epub. Fortuna che con calibre tutto sarà praticamente
convertibile.
E avremo il tempo di verificare qual è
miglior reader di casa (sebbene io abbia decisamente già una vaga
idea).
Giusto per averlo assaggiato, posso
anticipare per esempio che lo stesso ebook sul Sony tiene
egregiamente il giustificato anche sulle dimensioni più grandi di
carattere. Sul Kindle, ahilei, invece no e il margine destro è tutto
un zigzag di parole.
Ma insomma, si vedrà, ci sarà il
tempo per altri confronti.
Per festeggiare l'evento, il suo nuovo
fiammante Kindle wifi, completo di splendida copertina in pelle con
lucetta notturna integrata, è inaugurato da un libro speciale.
Si tratta di “Ultimi quaranta secondi della storia del mondo”, un thriller in salsa lucana, rigorosamente
in solo formato elettronico, del sapiente Stefano Santarsiere.
Confesso di aver avuto il piacere di leggere questo romanzo,
in fase di revisione, quando l'editore Abel books (e molti altri, a giudicare dai premi e dalle vendite) non aveva ancora
scoperto le qualità del nostro talentuoso.
Della trama potrete leggere sulla
quarta di copertina (espressione che avrà ancora un senso?). Quel
che a me è piaciuto di questo libro, a parte il meccanismo del
progressivo disvelamento del mistero che sta alla base della storia
tipica del thriller, è la capacità di Santarsiere di definire pezzo
per pezzo i suoi personaggi e quella dimensione di paese, compresa
nel suo sguardo ironico. E poi la lentezza con cui gli elementi del
giallo vengono affastellati, con meticolosità, alternandoli allo
sguardo d'insieme sul paese e a quella lente d'ingrandimento che cala
di volta in volta sui protagonisti.
“Ultimi quaranta secondi della storia
del mondo” di Stefano Santarsiere è un libro che consiglio a tutti
coloro che possiedono un ebook reader. E' disponibile in tutti i
formati del caso, epub, mobi e pdf sul sito dell'editore e un po' su tutte le librerie on-line specializzate in ebooks. In carta non c'è, o forse non c'è ancora o
forse è proprio meglio così.
Con i nostri lettori di ebook abbiamo
quasi risolto il problema dei libri che si mangiano metà dello
spazio di casa nostra.
“Ultimi quaranta secondi della storia del
mondo” è un libro di peso, che non occupa spazio.
giovedì 23 febbraio 2012
Puericultura questa sconosciuta #1
Come mio solito, se non so niente sull'argomento cerco informazioni, anche in modo compulsivo, l'ammetto.
Che si tratti di una città nuova, di un prodotto da cucinare o di come si cresce un bambino ^_^ il metodo è lo stesso: se non ne sai niente, documentati!
Forse per questo ultimo argomento la questione è diversa, siamo donne, create - come mi ha detto una mia saggia vicina che incrocio giusto due volte l'anno - nate per far figli e ci dovrebbe venir naturale. Ma corre l'anno 2012 e l'istinto animale si è un po' sopito sotto bit di tecnologia. Non c'è più la famiglia allargata, i bambini li ho visti solo sulle riviste e siccome sono una che trova rassicurazione nelle nozioni ho iniziato a leggere ed ho scoperto che esiste la puericultura.
mercoledì 9 novembre 2011
Week-end a Venezia: io, tu e la panza
Cosa mi potevo scegliere come regalo di laurea se non un breve viaggetto di un week-end dopo aver passato i mesi estivi a sudare con tutta la mia panza sui libri? ... e visto che con la panza ti fanno un sacco di storie per volare, abbiamo optato per una meta vicina che da un po' mi ronzava nella testa: Venezia!
Dal venerdì sera alla domenica, cercando di concentrare in questi pochi giorni alcune di quelle cose che mi sono rimaste da vedere rispetto alle sporadiche visite e tutte quelle cose buone che mi ero appuntata di assaggiare in una prossima visita!
Due notti e due giorni in cui conciliare San Giorgio e la Giudecca, il gianduiotto da passeggio alle Zattere, la chiesa della Salute e i suoi capolavori, qualche Tintoretto e l'Assunta di Tiziano, i cicchetti in qua e là e il baccalà, il ghetto e le sinagoghe, manca altro?!
Due notti e due giorni in cui conciliare San Giorgio e la Giudecca, il gianduiotto da passeggio alle Zattere, la chiesa della Salute e i suoi capolavori, qualche Tintoretto e l'Assunta di Tiziano, i cicchetti in qua e là e il baccalà, il ghetto e le sinagoghe, manca altro?!
venerdì 28 maggio 2010
...in odor di Toscana: mare, relax e libri!
Presto una nuova estrema avventura di Nathan e la Francese!.... una cosa che molti e banale e per noi è STRAORDINARIA!
Cosa?
...
Ma come cosa?!
Pensate:
1) maggio,
2) sole,
3) 100 km dalla costa toscana...
Ma andare al mare nel week end!
L'Omo mio si chiama Nathan, ma mica fa Falco di secondo nome?! e quindi per noi lo straordinario non è essere sfrattati dallo yacht paterno sulle onde del mare che ti culla nei primi tre mesi di vita ma ...prendersi due giorni di riposo sulle coste toscane!
Una volta, ci incontravamo a metà strada ed è capitato di farlo pure sul mare, e pure in campeggio! ...e adesso che siamo stanziali, prendere due giorni per noi, lontani da impegni, lavoro, corsi e genitori è difficile più o meno come percorre tutte le settimane 450 km!
...e quindi, carta di credito alla mano, forti del fatto che lunedì devo lavorare sulla costa e così mi evito pure 4 ore di viaggio in un giorno e pure le code da rientro della domenica, il prossimo week end lo passiamo a Marina di Bibbona, precisamente qui..
...non siamo più fatti per la tendina? chi lo sa!
...intanto mano alla libreria, che per inciso, Nathan si sta portando giù dalla Vda! Niente più acquisti librari, adesso ho un immenso fondo a cui attingere! ^_^ Zitti però lui non lo sa.
...e a proposito di libri e di Toscana, ho appena finito Meccanica celeste di Maurizio Maggiani e lo voglio consigliare agli appassionati di storie cantate alla vecchia maniera, un po' erranti un po' agresti, un po' poesia un po' storia vera.
"Padre" Maggiani, con il suo tono da predicatore della memoria, lo abbiamo anche sentito presentare il suo libro, la sera della notte bianca a Firenze. Un po' troppo lirico, e un pizzico paternalista, ma un grande affabulatore.
Devo dire che mi sono vendica di stoccata ricevuta nel lontano 2002, quando ad uno spettacolo teatrale gli chiesi un autografo, e rivelandogli il mio nome mi disse:
-"AH, come la donna che mi ha rovinato la vita!"
Immaginate la mia faccia vero? Tutto l'incanto che mi aveva conquistato con quello spettacolo mi finì non sotto i piedi, oltre, sotto terra. Che dite voi, appena ho potuto, in fila per la dedica, ancora prima che guardasse e mi chiedesse il nome, gli ho detto con il sorriso a 362 denti:
Alzata:
-"L'ultima volta che mi ha fatto la dedica su un libro mi ha fatto rimane molto male"
Alza gli occhi dalle pagine e con quel suo piccolo capino pelato mi chiede:
-" Ah si perché?"
Schacciata:
-" Perchè mi chiamo xxx e mi disse che era il nome della donna che le ha rovinato la vita!"
PUNTO!!! ^_^
Silenzio
-" Già. Ma adesso è passata."
Bene, adesso è passata pure a me.
martedì 18 maggio 2010
Torino/India a 6 euro!
Domenica, per pochi euro, siamo andati in India, e sono riuscita a portare pure quell'ostruzionista del mio fidanzato.
...a dire il vero, forse in India ci sono andata da sola, perché mentre io sfogliavo le pagine del sub continente lui guardava altro e altrove, per un po' ci siamo pure separati.
Quindi, riconducendoci alla nuda e cruda verità, domenica, di rientro dalla Valle verso il meridione, abbiamo fatto sosta al Salone del Libro, dove ospite d'onore era l'India e i suoi autori.
C'era pure un mezzo appuntamento con gli anobiani del gruppo Un Filo d'India, un nastro rosso/arancio alla borsa. Io guardavo, ma non ho incontrato nessuno, mentre lei racconta un sacco di cose belle.
Io ho seguito l'incontro con Tishani Doshi che ho trovato molto interessante. Storia parzialmente autobiografica di un'infanzia tra Galles e Madras. Mi riprometto di leggere il libro, ma non l'ho voluto comprare.
Ho trovato vergognoso che le case editrici presenti al Salone - per altro grande vetrina di ogni cosa, dalle banche alle Regioni (basta che un libro mascheri la loro non appartenenza al mondo vero e proprio dell'editoria) - non effettuassero sconti.
In fin dei conti, oggi, i supermercati ti offrono sempre i libri al 20% di sconto, e dato che le prime edizioni costano anche 18,00 euro, non è da poco!
Per protesta non ho fatto acquisti se non al LIBRACCIO, stand di una libreria di Torino, con tanto di sito, che vende reminder e libri nuovi a metà prezzo.
Questi gli acquisti:
Quest'ultimo particolarmente interessante ad una prima lettura, saprò dire...
giovedì 28 gennaio 2010
J. D. Salinger, Il giovane Holden


"Ragazzi, quando morite vi servono di tutto punto. Spero con tutta l'anima che quando morirò qualcuno avrà tanto buonsenso da scaraventarmi nel fiume o qualcosa del genere. Qualunque cosa, piuttosto che ficcarmi in un dannato cimitero. La gente che la domenica viene a mettervi un mazzo di fiori sulla pancia e tutte quelle cretinate.
Chi li vuole i fiori, quando sei morto?
Nessuno."
Segna l'Azione: L'India è a Torino!
Prossimo appuntamento torinese: il Salone Internazionale del libro, l'ormai solita mega libreria al lingotto, dove gli eventi spesso e purtroppo sono in fasce orarie poco accessibili "per noi che veniam dalla campagna".
Ma quest'anno vinceremo la ritrosia che lo scaffale carico di libri da leggere ci impone. Perchè? Perché c'è l'India ospite d'onore, e magari c'è pure Suketu!
È stato tanto sul mio comodino, che ormai siamo intimi ^_^. E magari riusciamo anche ad incontrare qualche anobiiano amico del gruppo Un filo d'India, insinuato anche su Facebook.
Non rimane che aspettare il programma e fissare il treno!
lunedì 29 giugno 2009
Sommamente indeciso

Ad aver appena finito uno dei migliori libri che abbia letto negli ultimi anni, ieri sera, al ritorno dalla graziosa stazione di Santhià, dove ho lasciato la mia Francese in partenza verso una nuova settimana di impegni e sbattimenti, dopo che il signor Givings ha spento per l'ennesima volta l'apparecchio acustico sotto quella pioggia di argomentazione della signora Givings, dopo aver voltato l'ultima pagina del prototipo di romanzo perfetto, l'imperativo è ora quello di guardare avanti con ottimismo e di acuire l'ingegno per decidere quale possa essere il più degno successore di un impareggiabile capolavoro.
Una lista di libri papabili che mi guardano dallo scaffale di casa:
Amos Oz, Una pace perfetta (pagg. 350) Regalato da una delle più amabili colleghe qualche settimana fa, che già me ne ha chiesto conto, è l'ultimo dei libri tradotti in Italia (l'originale è dell'82) di quello che forse è considerato il più grande scrittore israeliano. Vite che s'intrecciano in un kibbutz, alla vigilia della guerra dei sei giorni.
Vasilij Grossman, Vita e destino (euro 28,90 scontato, pagg. 827) Pagato con i buoni pasto in un supermarket appena fuori città (per la cultura mi tolgo letteralmente il cibo di bocca). Monumentale affresco dell'Unione Sovietica al tempo della Seconda Guerra Mondiale.
John Reed, Dieci giorni che sconvolsero il mondo (pag. 289) Ceduto dalla stessa collega di prima (che lo buttava). Tra narrativa e cronaca (qualcuno lo chiamerebbe Oggetto Narrativo Non Identificato), la straordinaria epopea della rivoluzione bolscevica. In edizione Editori Riuniti del 1964, a Lire 900, con prezioso invito alla lettura in quarta di copertina, nientepopòdimeno che del compagno Lenin! (chi mai si sognerebbe oggi di citare Lenin per vendere un libro?)
Marco Archetti, Gli asini volano alto (euro 16, pag. 219) Comprato, qualche settimana fa come gesto d'incoraggiamento in questa nuova e bella libreria di Aosta. Un avvincente (si spera) avventura on the road e racconto esplosivo (a giudicare dai precedenti) di un'amicizia. Uno dei pochi autori che mi fa superare il pregiudizio sugli scrittori più giovani di me...
David Foster Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più (euro 11, pagg. 140) Comprato non mi ricordo più dove, ma forse alla Rinascita di Sesto Fiorentino come tributo al nostro eroe scomparso. Non ho mai amato abbastanza Wallace e forse, mi dico, è arrivato il momento di capire dove ho sbagliato.
Luigi Cojazzi, Alluminio (euro 12, pagg. 206) Comprato a novembre alla libreria del festival letterario Scrittori in città di Cuneo. Premiato, se non ricordo male, come miglior esordio del 2008. Un romanzo tra amore, pallone e desaparecidos.
Insomma, la faccenda è davvero intricata e mi porterà, lo so, sull'orlo della disperazione. Tanto più che intendo assolutamente finire entro sabato il libro che mi accingo ora ad iniziare (e allora addio Grossman, ahimé) visto che per quel giorno è previsto l'acquisto di quest'altro libro che si annuncia imperdibile, oltre che assolutissimamente urgente, con l'ultima cartuccia che mi è permesso sparare sul buono acquisto che la Francese si è guadagnata con il sudore della sua fronte e che in uno slancio d'imprudente generosità ha deciso di dividere con me (yè!)
E poi e poi, quant'ansia a sbirciare con la coda dell'occhio a tutti quegli altri libri che mi fissano dalla mensola e che dovranno, per mia insindacabile decisione, aspettare....
Prigioniero a Parigi e altri racconti, Così triste cadere in battaglia, Per amore della verità, La ventisettesima città, Eden express, Le quattro casalinghe di Tokyo, Necropoli, La storia, L'uomo che non credeva in Dio, ecc. ecc. ecc.
uff, chi mi aiuta a districare questa matassa?
sabato 11 aprile 2009
Anomalo uovo pasquale
lunedì 9 febbraio 2009
Grazie con Sfida

Per ringraziare il Principino ho qui pronto un pacchettino... (si lo so la rima è pietosa, pardon).
Non potevo fare altrimenti.
L'AmoreMio è stato così dolce e paziente a sopportami in questi mesi di preparazione all'esame - e altrettanto dovrà esserlo nei prossimi perché con molta probabilità abbiamo per ora solo rotto il ghiaccio - che non potevo fare a meno di ringraziarlo con qualcosa a lui gradito.
Ho già appurato sotto Befana, che i golfini non sono di quo gusto, quindi ho fatto come a Natale - non come Pasquale - e mi sono avviata verso gli scaffali...
Sono diventata attenta alle sue preferenze, perché come dire, è un po' stucco, e non vorrei giocarmelo con la scelta di titoli sbagliati.
Quindi sono andata dietro alla sfida che lui stesso ha lanciato in queste pagine, ed ho scelto ben 5 titoli. Vediamo se da qui a venerdì - quando troverà il pacchetto sul comodino - riesce a indovinare autori e titoli. Ovviamente, la sfida nella sfida, è aperta a tutti coloro che vorranno partecipare.
Alcuni indizi, uno per autore:
1) per me è lui
2) per lui è lui
3) per lei è lei
4) lo hanno citato ma ci ha lasciato
5) non è stata citata ma se ne parla spesso (hiihi la volevo leggere io!)
ps. È solo una coincidenza che quando Nathan riceverà il pacco della Sfida, sia San Valentino, noi, innamorati anticonformisti, non ci confondiamo con queste ricorrenze commeciali!
:)
domenica 11 gennaio 2009
C'è sempre tempo per andare sulla luna.
Qualcuno potrebbe pensare che siamo diventati degli smidollati-polentoni-in-pantofole che si spostano tra il letto e il divano, dato che i nostri post, sono sempre più casalinghi.Mai pensiero fu più errato!
Ieri per esempio - come ogni volta che ci troviamo a quattrocchi con qualche nuovo o vecchio commensale - siamo tornati in Giappone sull'onda dei ricordi dello splendido viaggio di quest'estate! Siamo partiti da Gioia, una tabaccheria sushi bar in quel de Le Bagnese, e al profumo della zuppa di miso, ci siamo ritrovati sulle tappe estive, facendone partecipi tutti i commensali. Hanno gradito, m'è parso.
E non torniamo solo sulle nostre orme, ma andiamo anche avanti, sempre in esplorazione!
Per esempio siamo ad un passo dall'organizzare il nostro primo avvento in quel di Londra! A breve, sempre se siamo in grado di reggere le temperature londinesi...
Nathan ha già guardato un paio di volte i voli e ho l'impressione che la presenza di Lucillina-Sua alla Corte di Sua Maestà, influisca in qualche modo.
Lucì non tornare fino a quando non arriviamo!
E poi e poi e poi... siamo di passaggio anche a Varsavia sapete!
Babbo Natale - nella mia persona - ha portato a Nathi un sacco di libri (aperta nota polemica: libri che lui ha per lo più iniziato a recensire su sottotomo.com, quindi non si puo' dire che non scriva, anche se qui non pubblica dal lontano 16 dicembre" chiusa nota polemica) e uno di questi libri è il voluminosissimo La Famiglia Moskat di I.B. Singer. Libro che anche io vorrei leggere, ma per ora, dato 6 cm buoni di spessore della costola, mi faccio raccontare nelle mosse dei suoi numerossissimi personaggi a spasso per la città nelle atmosfere yiddish pre guerra mondiale.
Con una telefonata siamo in quel del Trentino, dove si trova la FamigliaFrancese e con un'altra in Liguria dove invece sverna la Famiglia di Nathan.
E poi, vogliamo mica non passare qualche minuto in India, culla della civilità?!? Lì ci vado da sola, perchè Nathan non ha fatto i vaccini! :)
Tutte le sere, prima di addormentarmi, non posso non passare qualche minuto a Bombay sulle pagine di un grande reportage, paragonabile a "Gomorra" di Saviano, ma in salsa Curry: Maximun City, Bombay città degli eccessi - di Suketu Metha. Un grande libro che apre gli occhi a chi - come me - guarda prevalentemente gli aspetti romantici e spirituali di questa Terra.
Poi abbiamo deciso di mantenere i programmi e proseguire come tutte le domeniche: rientro a casa, separati.
C'è sempre tempo per andare sulla luna.
martedì 26 agosto 2008
Autostop con Budda, ancora libri di viaggio sul Giappone
Mi sembra doveroso parlare di uno dei più simpatici, densi e ricchi libri di viaggio letti di recente sul Giappone
Dopo Kerr, anche fin troppo citato, e Peter Carey, nel suo divertente "Manga, fast food & samurai un Giappone tutto sbagliato", voglio spendere due parole e un po' del vostro tempo per "Autostop con Buddha Viaggio attraverso il Giappone", solo appena citato in qualche post prima del viaggio (a conti fatti sono un po' più di due parole.. pardon!).
Purtroppo ho portato avanti la lettura in modo molto frammentario, colpa degli eventi e le troppo dottrinose letture precedenti. Ma il libro si è rivelato sorprendentemente piacevole per stile e contenuti. Innanzi tutto il suo autore: Will Ferguson, un simpatico e robusto (nooo grasso! robusto!*) canadese che si è trovato a dire troppo spesso ai colleghi giapponesi di voler risalire il fronte dei sakura in autostop, alla ricerca della vera essenza del Giappone. Lui, canadese, scherza, ma i colleghi, giapponesi, lo prendono sul serio e lo pungolano continuamente sull'avvio dell'impresa. Will si trova costretto a partire.
Il libro è piacevolmente diviso in capitoli geografici (uno per ogni isola maggiore) e con mappe che seguono il percorso. Tocca mete insolite, di un Giappone non consueto, non da cartolina. Grazie al metodo particolare di viaggio - l'autostop in Giappone non è praticato affatto - incontra e ha opportunità di dialogo (spesso, ma non sempre) con le persone che gli danno il passaggio . Ed è questo l'aspetto più interessante che emerge, uno sguardo sull'enigmatico popolo giapponese.
Adopera toni ironici e romantici, goliardici e nostalgici, irriverenti e spirituali in relazione ai luoghi e alle persone con cui viaggia. Le riflessioni con cui accompagna avvenimenti, luoghi e osservazioni non sono affatto banali, spesso toccano aspetti - come quelli sul viaggio - con cui tutti "nomadi dentro" abbiamo da fare i conti. Anche qualche nozione, che magari nella forma, a chi ben più documentato farà sorridere, ma devo dire che è stato utile e simpatico apprendere in questa forma un po' giocosa e leggera.
C'è una domanda su tutte che Ferguson pone ai suoi "autisti": i giapponesi, sono timidi o arroganti? Una domanda, molte risposte.
Qualche estratto dal libro che ho voluto conservare, magari per il prossimo tour del Giappone, e qualche foto rubata in rete.
((foto Wikipedia)
Kagoshima è la Napoli del Giappone. Lo dicono tutte le guide turistiche. (...) esiste tra le due città una alleanza suicida, dato che sia Napoli che Kagoshima sono conosciute principalmente per la distruzione imminente che attende i loro abitanti. Come potete vedere entrambe le città si trovano all'ombra di un vulcano.
Kagoshima è la Napoli del Giappone. Lo dicono tutte le guide turistiche. (...) esiste tra le due città una alleanza suicida, dato che sia Napoli che Kagoshima sono conosciute principalmente per la distruzione imminente che attende i loro abitanti. Come potete vedere entrambe le città si trovano all'ombra di un vulcano.
I tanuki sono creature del folklore giapponese: cani procioni, con pance enormi e testicoli giganti, che vagano per le foreste bevendo sakè e cercando di sedurre giovani fanciulle, spacciandosi per nobili
(foto Wikipedia)
I cani leone erano in origine un cane e un leone ed erano molto diversi nell’aspetto, ma con il passare degli anni gli scultori hanno trovato più facile scolpirli con le stesse proporzioni. Le due figure sono diventate sempre più simili, fino a quando le rispettive fisionomie non si sono amalgamate. Un cane-leone ha la bocca sempre aperta, l’altro ha la bocca sempre chiusa. Il cane-leone con la bocca aperta si chiama Ah, l’altro Un, o meglio nn. “Ah” è il primo suono che si emette quando si nasce; “Nn” è l’ultimo prima di morire. “Ah” è il respiro inalato che dà inizio alla vita, “Nn” è il sospiro del sollievo, il soffio che permette alla vita di fuggire. Tra i due intercorre una intera esistenza, un universo intero ruota intorno ad un singolo respiro. “Ah” è anche il primo suono dell’alfabeto giapponese, n è l’ultimo. E così, tra questi due cani-leone, abbiamo anche la A e la Z, l’Alfa e l’ Omega. In antico sanscrito Ah-Um significa “la fine e il principio dell’universo; l’infinito liberato”.
Pag.40 Entrati nel giardino del tempio, oltre i cani leoni, si trova una fontana e un mestolo. Se si ha intenzione di interpellare gli dèi, bisogna prima sciacquarsi bene le mani e la bocca con l’acqua. Dopo essersi resi presentabili, allora ci si puo’ fare aventi. Si lancia una moneta, ci si inchina, si battono le mani una volta, e si suona la campanella. A dire il vero è un sonaglio, un rumore sordo e secco che richiama l’attenzione degli dèi. Ci si inchina di nuovo e si recita la propria preghiera in silenzio, quindi prima di andarsene si battono le mani due volte , assicurandosi di non dare le spalle alla divinità che riposa nel tempio, oltre lo specchio.
(foto La Francese, Asakusa, Tokyo e Kubota Family residence ad Hagi)
Pag 63 Le case, nelle città giapponesi sono tutte ammassate lungo i bordi delle strade. (…) i quartieri sono dei veri e propri labirinti di strade a senso unico, divisorie strettissime, vicoli ciechi. Di solito i giapponesi giustificano tutto questo effetto “scatola di sardine” con i costi elevati dei terreni, ma in realtà ci sono altri motivi alla base. (…) E’ una abitudine che deriva in parte anche dalla geografia del territorio: i fiordi delle coste sono un invito naturale a concentrare i villaggi all’interno delle insenature. Ma c’e dell’altro. La conformazione dei villaggi giapponesi ha origine da una necessità che l’Occidente ha sempre ampiamente trascurato come una forma di debolezza: il bisogno della compagnia umana e la tristezza dell’essere lasciato solo. In Occidente si ha paura di essere insignificanti. In Giappone si teme la solitudine. E’ per questo che il Giappone è considerato femminile, mentre l’Occidente è più maschile. (…) e noi in Occidente abbiamo sacrificato il nostro senso di appartenenza. In Giappone, è la privacy ad essere sacrificata. Ed è proprio questa privacy che la casa giapponese tenta di recuperare. (…) il cortile per i Giapponesi è ancora un ruolo semipubblico, e lasciarlo aperto è come fare della propria casa un’area cittadina. (…) Nemmeno l’atrio di una casa si puo’ considerare un luogo totalmente privato. Piazzisti, visitatori, esattori e tecnici dei contatori entrano tutti dalla porta di ingresso senza preavviso. L’ingresso è costituito al livello della strada, nel basso di quel mondo pubblico così sporco e pieno di sudiciume. Il personale e il privato stanno sopra. Vi si accede salendo l’ingresso. (…) E’ anche per questo che si tolgono le scarpe. Quando si entra in una casa bisogna lasciarsi alle spalle la polvere del mondo. Si sale, ci si eleva. Vi sono anche ragioni più concrete. Le case giapponesi sono costruzioni estive. Le pareti scorrevoli permettono alle case di aprirsi (…) il pavimento rialzato fa sì che la casa abbia un angolo fresco e ombreggiato. (…) le case giapponesi respirano.
Pag. 77 (…) pachinco, una forma di autoipnosi, in cui ci si siede in una stanza rumorosa, piena di fumo e illuminata da far male agl’occhi, e si caricano delle palline d’argento in un grilletto a scatto. (…) le sale di pachinco sono il flagello del Giappone moderno. Miyazaki è il regno del pachinco. Non c’è altro da fare a Miyazaki, (…) Eppure non si puo’ fare a meno di amare questa città. E come la zia preferita, quella con la voce rauca e l’alito che sa di vodka, quella che ha divorziato quattro volte, quella che esce con uomini più giovani di lei. (…) Pollo NanBam, piatto locale di Miyazaki
Pag. 149 Quell’uomo era un henro, un pellegrino, e stava percorrendo una via che aveva più di mille anni di storia. Nell’804, un sacerdote di Shikoku di nome Kukai intraprese un viaggio insidioso alla volta della Cina, alla ricerca della saggezza. Tornò dopo due anni con quell’idea di libertà che avrebbe portato alla fondazione di una nuova scuola di buddhismo, la setta esoterica degli Shingon. L’idea era tanto semplice quanto rivoluzionaria: chiunque è in grado di trasfigurarsi nel Buddha in questa vita. (…) questo movimento esoterico fallì in Cina ma mise salde radici. Con Kubai, il buddhismo divenne più comprensibile, più accessibile, più immediato e meno coinvolto dal credo e dalla dottrina. Meno astratto, più tangibile, in poche parole più giapponese. Kunai morì nel 835. Dopo la sua scomparsa, gli fu dato il nome di Kobo Daishi, che significa grande maestro. È l’icona più importate nella storia del buddhismo giapponese, e con la quale il Giappone si avvicina di più al punto di generare un bodhisattva, un santo buddista che si ferma sulla soglia dell’illuminazione. (…) Col passare del tempo, dopo la morte del Kobo Daishi, a Shikoku prese forma una via di pellegrinaggio. I fedeli la percorrono tuttora. La via degli Ottantotto templi, come la chiamano, segue la costa più o meno in senso orario, un cerchio che ha inizio e fine a Tokushima. (…) Emon Saburo, il primo vero pellegrino. Emon sta al Kobo Daishi come Saul/Paolo stava al Cristo.
Pag. 159 (…) capii cosa rendeva il paesaggio giapponese così sconvolgente: la montagna non è mai preceduta dalla collina. Dopo aver vissuto per generazioni in un territorio montuoso, il cui terreno coltivabile è sempre una rarità, i giapponesi hanno cominciato a sottrarre la terra al mare, e hanno spianato e dissodato qualunque spazio disponibile, fino ad eliminare ogni zona di transizione. (…) In Giappone si passa dalle coltivazioni orizzontali alle foreste verticali senza che ci sia un senso di fusione tra le due cose: un paesaggio fatto solo di primo piano e sfondo, senza che ci sia niente in mezzo.
Pag. 177 Alla nostra sinistra si trova il Mare interno, un luogo che per i giapponesi è diventato il simbolo della perdita dell’innocenza. Il nome richiama alla mente immagini di isole nascoste e di acque pacifiche, ma di fatto molto di questo ha subito il degrado dell’industrializzazione e delle rotte di navigazione.
Pag. 189 Sorrise. Il suo era un sorrise triste, un’espressione tipicamente giapponese. Una volta questi sorrisi tristi mi spiazzavano, ma ora credo di poterli capire. Sono sorrisi che tradiscono emozioni persino nel tentativo stesso di nasconderle. Sono triste sembrano dire, per questo sorrido nella convinzione che voi comprendiate che si tratta soltanto di una facciata, dietro la quale si cela un dolore troppo profondo per poterlo esprimere con le lacrime.
Pag. 276 (…) loro usano gli inkan, delle specie di stampini, su una delle cui estremità c’è inciso il loro nome. Con questi timbrano i fogli con l’inchiostro rosso. In genere sono fatti di semplicissimo bambù, ma ce ne sono anche di pietra e persino di avorio. ~ • ~ Pag. 343 Il luogo, chiamto Juroku Rakan, fu scolpito nell’arco di molti secoli dai monaci di un vicino tempio, scolpito, così si diceva, per confortare le anime dei pescatori che erano morti al largo di quelle coste. Le sculture erano una specie di monte Rushmore fluttuante e più delicato (…) le sculture giapponesi sono più piccole e fluide, sagome plasmate dalla configurazione del terreno.
Pag 358/9 Gli alberghi dell’amore sono fatti per chi trova LasVegas troppo sobria. (…) nonostante la variazione delle camere gli alberghi sono disponibili in tre modalità base, che ho chiamato: Il Parcheggia e Via, il Bubu settete, e il Nascondiglio Segreto di James Bond. (…) i primi sono sull’autostrada o in periferia. Ogni camera ha il proprio ingresso e il proprio posto macchina. Le coppie arrivano in auto, parcheggiano il veicolo di sotto e salgono fino alla loro camera, tutto senza dover incontrare anima viva, dato che l’anonimato è l’attrattiva fondamentale (…) una volta che la coppia si è sistemata squilla il telefono e i due dicono se vogliono fermarsi per la notte o solo per “riposare”. Il pagamento avviene attraverso una porta a fessure (…). Gli alberghi Bubu Settete sono più o meno come gli alberghi normali. Alcuni hanno addirittura una hall, anche se sembra che non ci sia nessuno. La caratteristica distintiva è il banco della reception, che è protetto da una lastra in vetro smerigliato – sono visibili solo le mani dell’addetto – in modo che le transazioni monetarie si svolgano nell’anonimato. (…) Il tipo nascondiglio Segreto di James Bond è il più diffuso e il più divertente. È tutto automatizzato. Quando entri, una voce elettronica ti dà il benvenuto e ti guida verso un display con fotografie retroillumintate. Sono le foto e i prezzi delle varie camere disponibili (…) quelle libere sono accese. Scegli la tua temporanea alcova di passione, premi il pulsante relativo e poi ti dirigi verso il tuo nido d’amore. Sarà facile individuarlo: sopra la posta ci sarà una luce che lampeggia. (…) e trovai di fianco al letto, un blocchetto e una penna. Questi blocchetti sono uno degli aspetti più stravaganti del soggiorno in un albergo dell’amore. Ogni pagina ha una vignetta con una posizione del Kamasutra e uno spazio per gli appunti. Le coppie fanno un cerchio attorno alle posizioni sessuali che hanno provato e lasciano commenti per chi verrà dopo.
Pag. 368 Hirosaki – la polverosa, storica, pericolante Hirosaki – è una specie di Kyoto sperduta e a buon mercato. Avamposto nordico del Giappone tradizionale, Hirosaki è una città fortificata, una roccaforte zen, un magazzino di oggetti di artigianato. Immaginate una città composta di angusti vicoli e caseggiati disposti con cura. Prendete quella città e shakerate bene. Incasinate il tutto quanto e aggiungete uno strato di polvere e un cucchiaio di storia… otterrete Hirosaki.
Pag. 433 Pianifichiamo le nostre vite in grafici, in battiti del cuore irregolari. Viviamo le nostre vite in movimento, trascinandoci dietro i nostri Io precedenti come immagini in una fotografia stroboscopica. Eppure la natura del movimento – quell’aspetto fondamentale della nostra esistenza – ci sfugge.
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