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mercoledì 13 ottobre 2010

Il mare alle porte: Oostende vs Palermo

Manca pochissimo alla nostra partenza per Palermo e non abbiamo ancora un programma di viaggio. Colpa degli impegni sempre più serrati - leggesi lavoro argh! - ma ad oggi siamo al solito punto di qualche settimana fa: volo, albergo e Vucciria+Ballarò. Sarà il pensiero del mare e dei due giorni di vacanza che mi è preso la voglia di metter qui queste foto di Ostenda. Hanno sostato un po' nel limbo di flicker ma pian piano arrivano a meta...

In odore/onore di mare, di pesce e di Cavoletto!
Già perché anche ad Oostende - o Ostenda che dir si voglia - come a Palermo, ci andiamo anche a causa sua! Che dire, il suo blog è troppo convincente ^_^ e lei è proprio di queste parti. ...e poi siamo in vacanza d'estate e non arriviamo a vedere il mare?! Per di più che le guide assicurano che sulla costa in Belgio, contrariamente all'entro terra, ci sia sempre il sole.
Quindi tra Bruges (o Brugge) e Anversa (Antwerp) facciamo un salto ad Ostenda, per godere di un po' di mare, un po' di sole, un bagno di folla e soprattutto delle sue sogliole alla mugnaia!! ...e già! e mica la leggo a caso, io, la Cavoletto ^_^.

Ci siamo arrivati con i mezzi pubblici, lasciando i nostri bagagli all'albergo Hotel Van Eyck e prendendo un treno per il mare, insieme a coppie giovani e famiglie attrezzate per la spiaggia. Se qualche fiorentino ci leggesse, non pensi che i treni che vanno al mare in Belgio siano come quei carri bestiame che collegao SMN a Viareggio. No, no, no. Sono quello ci si aspetta in un paese civile, puntuali, puliti e condizionati. Già.
La stazione di Ostenda era fasciata da transenne e tendoni. Da lì a pochi giorni sarebbe iniziata una grande manifestazione estiva e lo spettacolo di punta era il Cirque du Soleil (22 luglio) e noi ovviamente ci capitiamo prima, in tempo per gli allestimenti... sembro predestinata a questo tipo di cantieri! Ma una volta valicato questo intoppo, tutto fila liscio, come la lunga passeggiata, prima sul porto e poi lungo il mare, affollata di passeggiatori e chioschi che vendono patatine fritte. Sai che spasso sarebbe stato lì con i rollerblade! Infatti diversi i noleggi di pedalò e macchinette a pedali per i bimbi. Mare modello Rimini secondo stile anni '80 ma dall'aspetto elegante e marittimo. Così come l'edificio Kursaal un po' sala spettacolo, un po' Casinò che spezza il lungo tratto di passeggiata. Le dune, troppo belle all'orizzonte. Il vento. ... e flotte di latini con borse frigo e radio da spiaggia. Che mix! Notevole l'edificio porticato della Promenade Albert I che sembra non finire mai.
Per fortuna siamo stati prudenti e non ci siamo fatti prendere dalla solita fregola di vedere cosa c'è oltre, ma arriviamo ancora un po' avanti, perché avevamo scelto un ristorante dalla nostra Lonely Planet per andare a mangiare la famosa sogliola alla mugnaia - Toi moi et le mer - che non teneva la cucina aperta troppo oltre le 14 perché le persone sedute dopo di noi le hanno gentilmente rinviate a cena ^_^. Sono marittimi, ma sempre nordici, in tema di orario dei pasti. Abbiamo preso un menù a prezzo fisso assaggiando sia waterzooi, la zuppa di pesce e verdure legata con panna e uovo, ma anche le croquettes de crevettes - con i gamberetti finalmente - e poi la famosa sogliola. Come solito abbiamo spazzolato tutto e goduto pure di un ottimo vinello bianco. Tanto eravamo satolli che anche ai banchi del mercato incontrato dopo non sono riuscita ad assaggiare niente! Caso raro!
Contrariamente alle altre città del Belgio visitate, Ostenda straripava di gente, complice il sabato pomeriggio, complice l'estate, l'effetto di mare, sole e sogliole è stato decisamente piacevole.

Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio

Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio
Oostende, Belgio

venerdì 23 luglio 2010

Gant e Bruges, il nord del Belgio

23 luglio 2010, Brugge.
Siamo arrivati questa mattina da Gant con appena una mezz'ora di treno, la stessa durata della nostra prima conversazione con un italo-belga. Un attempato signore di origini siciliane che in Belgio, si puo' dire, cinquant'anni fa ha fatto fortuna. Ha tre figli, tutti “sistemati, sposati bene, la figlia ha studiato lingue e uno fa il meccanico con un garage in proprio”. Alle nostre domande sul clima belga ha risposto che “non è più quello degli anni '60/'70 quando c'era da aver paura perché poteva fare anche 2 mt di neve, adesso ci sono i riscaldamenti che vanno 24 ore”. Si è invece prodigato nello spiegarci i pericoli dell'Egitto, raccontandoci un aneddoto, mentre la moglie dal seggiolino di fronte ci guardava col fare di chi l'ha ascoltato centinaia di volte, di quando ha dovuto mettere un temperino alla gola dell'autista di un bus per farsi riportare in albergo.

Chiacchiera che ti chiacchiera siamo giunti a Bruges. Il cielo era grigio grigio ma la stazione, e anche i suoi ferrovieri, mi sono sembrati accoglienti. Ogni tanto usciva fuori un raggio di sole lungo la strada di un paio di chilometri che ci siamo fatti per arrivare al nostro albergo trascinandoci dietro le due valigie. ...e da notare, ci avranno segnalato per schiamazzi pubblici, visto che la strada è tutto porfido e le valigie facevano un baccano tremendo.

L'Hotel Van Eyck è carino anche se un po' datato. L'accoglienza è stata molto calorosa, la Signora ci ha fornito di mappa e di alcune indicazioni utili per girare la città. Dato che siamo arrivati molto presto, la nostra camera non era pronta, ci ha ricoverato le valigie nella sala da colazione e siamo partiti all'arrembaggio della città.

Queste città fiamminghe potrebbero sembrare tutte uguali, tetti a gradoni, lotti medievali piccoli e casa una di fianco all'altra. Ma qui si respira una dimensione diversa da Gant. E' vero che Gant l'abbiamo vista addobbata, o meglio dire completamente coperta, dal Festival, ma è assolutamente evidente quanto Bruges sia più turistica e più consapevole di esserlo. Tutta bella “rifinita”, con i suoi muri stuccati, le strade pulite, i ponteggi ben chiusi con i teli per non far vedere dentro. Un po' come il Chianti insomma, ha fatto una risorsa della sua bellezza, anche a discapito dell'autenticità. Ma che dire, non siamo mai contenti, noi turisti pretenziosi! A Gant – meta precedente - avevamo notato proprio questo, una certa come dire “rilassatezza” nel tenere gli ambienti – e non solo perché il Festival copriva con tendoni, americane e sponsor i maggiori monumenti della città – ma anche perché molti spazi erano letteralmente abbandonati e lasciati al degrado, molti ambienti vuoti e con cartelli di affitto o vendita.

Quindi due estremi per queste due città, due bellezze simili ma diverse.

Urbanisticamente invece sono molto simili, almeno per noi profani di fiammingo tutti intrisi di Rinascimento fiorentino.... Sono cittadine medievali che devono la loro fortuna alla vicinanza con l'acqua, che ne disegna grazie ai canali la maggiore viabilità. Sui canali e sulle piazze si dispongono i maggiori edifici pubblici, dal palazzo comunale, caratterizzato dalla torre che prende il nome di Befroi, all'edificio delle poste o del mercato, o ai singoli edifici delle corporazioni e a parte, la piazza del potere religioso con la cattedrale.

A Brugge ci sono due piazza quasi attigue, il Mark e il Burg, unite da una breve strada. Tutto attorno i canali e i quartieri caratteristici. Diverse le casa “particolari” tipo del pellicano o del paniere d'oro, simboli delle corporazioni che le hanno costruite o alloggiate. Anche qui come a Gant, non ci siamo fatti mancare la gita in barca e anche in questo caso si è notata la differenza, Gant più economica e gioviale, con tanto di gelato per intendersi, a Brugge più distante ed attrezzata. Sono state assai comode per orientarsi un po' meglio e prendere rapidamente un minimo di orientamento della città. Devo ammettere che la mia rilassatezza si fa sentire soprattutto a discapito dell'orientamento.

Ma non ci siamo fatti mancare niente, come immaginabile, soprattutto a tavola. Avevamo optato per un unico pasto, per non tornare dalle vacanze con i soliti chili di troppo che alla fine potrebbero “pericolosi”! ...ma che dire, c'è chi sostiene che saltare i pasti fa male, ed allora, pranzo leggero (ts!) ma caratteristico presso Eethuis Salade Follie – insalata di aringa per me e quiche di pancetta per lui – la leggerezza è un'opinione no? Se non siete d'accordo chiedetelo ai nostri commensali di ieri a cena presso l'Amedeus The place for ribs (a volontà) di Gant. Cosa sono 'ste ribs? Costolette di maiale, Rosticciana per i toscani! Ti siedi, ti portano la carta, che comporta tre menù a base di spare-rips abbinate diversamente ed altri due o tre piatti. Tutti ordinano ste Ribs. Ovviamente la sottoscritta che ha fatto? Ha ordinato un altro piatto, ossessionata com'è dall'assaggiare e dal dover sempre prendere un piatto di verso dal commensale moroso. Bene io ho preso la W... ?. zuppa tipica a base di pollo, l'altra metà di me ha visto bene di prendere la specialità della casa. Quando i nostri piatti erano in tavola, pietà o fortuna ha voluto che a lui piacesse la mia zuppa e a me il suo piatto, e quindi il piccolo dramma che ci poteva essere non si è consumato! Costolette a volontà! Era una intera striscia di costole di maiale ben condite con salsa agrodolce e a fianco una patata impomata con una salsa dal gusto Indy un po' Garam Masala. ^_^ Sul tavolo c'era pure un barattolo per gli ossicini, ovviamente, su tutti e non sul nostro. Così quando il cameriere se n'è accorto ed ha rimediato, io ho cominciato solermente a riempierlo con quelli che avevo ciucciato e nascosto sotto la scodella di zuppa di Nath. Solo che nel fare questo, uno stronzicino di ossicino s'è piroettato dentro il bicchiere di Leffe del mio moroso. Che orgoglio ho provato quando con estrema naturalezza, mentre io me la ridevo alla grande un po' presa dai gradi e dalle bollicine, lui ha tolto l'osso e guardandomi con aria superiore ha finito in un sorso la birra rimasta. Che Omo!

Non pensate che le costoline siano finite con la prima portata consegnata al tavolo, anche se solo con quelle, la parola volontà scritta sul menù, poteva essere esaurita. I camerieri ripassano costantemente tra i tavoli a rimpinguare i piatti dei volenterosi divora ossa di porco. Un posto notevole - da esportare - per passare spassose serate in compagnia a centrare i bicchieri degli alti con le costerelle!

Ma Gant non è solo Festival di musica e banchini di patatine ed hot dog, è anche un bel nucleo medievale con queste magnifiche case a gradoni. Spettacolari quelle sul Graslei e il disegno in successione delle due piazze del potere civile e temporale, con in mezzo la svettante ed altissima torre del Befroi, visitabile, non so da chi, sicuramente non da chi si ciba con i piatti della cucina belga!


Curiosità?! Qui fa buio tardissimo e noi - stanchi morti dal troppo camminare (o mangiare?) - non riusciamo a star svegli per veder calare il sole.

martedì 20 luglio 2010

4° giorno in Belgio: Brussel, Hortà e l'etiope.

...ed oggi tocca a me!
Mancherà lo stile del nostro prezioso Nath, ma dovrete accontentarvi.
Per compensare vi passo un po' di foto dei giorni precedenti...

Belgio&Olanda_1

Oggi, dopo un po' di indecisione sul programma ci siamo dedicati all'architettura ^_^
Prima tappa, lo snobbato Palazzo Stoclet di Hoffman.
Snobbato dalle nostre due guide che gli dedicano giusto qualche riga, ho visto bene di riscattare personalmente il suo onore.
Vai a sapere perché a me era rimasto ben in mentre rispetto alle altre opere Jugendstil, forse perché unico palazzo completo realizzato da un team di artisti (tra cui anche Klimt) dall'arredo ai tendaggi, dalle sedie all'architettura. Si tratta di un'opera rappresentativa di quel filone di Art Nouveau che vede forme geometriche e lineari, che fa del disegno il primato della facciata e dell'architettura tutta. Un po' di Secessione viennese a Bruxelles. Peccato però che non si possa visitare e ci si debba limitare a vederlo da fuori, in un incrocio di traffico ad alta percorrenza che non permette certo di apprezzarlo. In più, con la mia solita fortuna, il palazzetto era in parte rivestito dai ponteggi e, il bel colore dorato (forse ritoccato nelle foto) è virato in un verde scuro ed ha pure sbrodolato sulle altre lastre di rivestimento.
Siamo arrivati fino a qui in tram ed è stato interessante dare un occhio su questa città così eterogenea. Ti trovi palazzetti liberty in pietra con bovindo incorniciati da colpi di frusta, oppure palazzetti in mattoni rossi con il tetto a gradini con sotto una lavanderia cinese o un kebab pachistano. Le persone per strada sono di tutti i colori, qualcuno è bianco che sembra passato nel borotalco, altri sono scuri con dei bicipiti ben disegnati che non puoi fare a meno di seguire le forme finché l'occhio lo consente. Forse perché l'occhio l'ha seguito troppo, non so, ma per il ritorno Nath ha optato per la metro e quindi la ricerca antropologica non ha avuto collegamenti con il contesto urbano ^_^ .

La seconda tappa è stata il Museo Hortà (che apre - attenzione! - dalle 14.00 alle 17.00) e ne è valsa veramente la pena. Si tratta dell'edificio che lo stesso architetto del liberty belga si era costruito per sé come abitazione e studio. E' stato molto ben recuperato ed arredato con gusto recuperando mobili originali. La scala interna è il punto forte dell'edificio che vi si noda tutto intorno. Qui i motivi floreali invado ogni dettaglio, dalla serramenta degli infissi, alle maniglie della porta, le zampe dei tavoli o decorazioni delle travi strutturali del soffitto. Il colore oro si armonizza con garno ai toni caldi delle tappezzerie e del legno. Insieme al biglietto c'è una piccola mappa che indica dove sono gli altri edifici di Hortà, di cui solo questo è visitabile. Al bookshop del museo è in vendita per pochi euro una mappa con i percorsi liberty della città, dove i tracciati in pianta sono accompagnati dalle foto per riconoscere le facciata. Una prossima volta magari....

Noi (io?) avevamo puntato una terza tappa culturale per oggi. Si una terza!
Il Museé Magritte! Lo dicevo al mio fidanzato, sono un animale urbano io! Datemi scarpe comode, una mappa, una città e qualche museo, ed io sono al settimo cielo!
Il Museo Magritte è in Place Royal e la sua collocazione ci ha fatto capire che domani è festa nazionale perché c'è un allestimento militare che invade ogni cosa. Comunque tornando al Museo, è attiguo ad un altro, probabilmente di Arte antica e per arrivarci c'è da fare un po' un lungo giro (se come noi non si entra dal lato giusto!), ma una volta introdotti, l'allestimento è assai preciso, quasi asettico. Tutto nero, diviso in tre piani e quattro sale. Molte delle enigmatiche opere dell'artista, alcune tra le più famose come la più bella a mio avviso: L'impero della luce.

Dopo i'curturale, si passa al ludico-gastronomico: ci siamo fatti corrempere in ordine, da una birra Duval che ci era molto piaciuta il giorno prima, da un cartoccio di patatine fritte che qui sembrano essere le più buone del mondo oltre al piatto nazionale, da un cestino di lamponi e poi ancora dalla cena all'Etiope a base di Injera e tante salsine piccanti, ma tanto piccanti !, che la prossima volta che metto a tavola qualcosa con una punta di cumino e qualcuno si lamenta mi sente in belga!

Domani andiamo a Gant che sembra essere invasa da un festival di teatro di strada e/o marionette. Ma abbiamo ancora una mezza mattina qui, chissà...
BELGIO&OLANDA_2

lunedì 19 luglio 2010

Bruxelles e la riscossa del Belgio (Secondo e terzo giorno)


Eccoci a Bruxelles. Questo pomeriggio abbiamo lasciato il panzer all'agenzia avis più vicina all'albergo (e che albergo!) e in cinque minuti l'abbiamo raggiunto.
Arrivare in questa grande città, così europea (e del resto ne è la capitale), così vivace, un po' parigi e un po' berlino, ma diversa da entrambe, è un tuffo nel bel mondo metropolitano che ci fa riconciliare con il Belgio.
Nel frattempo c'è stata la lunghissima salita stracacata dai picconi sul campanile di Florenville (super pacco degli orrori su quella scala che in Italia i vigili del fuoco e l'asl avrebbero chiuso nel giro di 5 minuti) e ci sono state altre Abbazie, tutte, in un modo o nell'altro sono state delle mezze fregature. Ma la birra no, quella, da sola, merita il viaggio. A Orval, c'è stata la Orval, assolutamente superata dalla Trappiste di Rochefort (a scelta da 6, 8 o 10 gradi - la 8 è stata la mia preferita, dolce e corposa al punto giusto).
Stamattina, lasciata la nostra casetta svedese di Rochefort (dove la simpatica Christine ci ha ammaliati con la dozzina di marmellate che prepara per i suoi ospiti e ci ha edotti su quanto siano zozzi, xenofobi e detestabili i fiamminghi... in base alla sua esperienza di vallone e io ho finalmente chiarito la mia antica confusione tra valais e vaudois grazie a due silenziosi ospiti svizzeri), la prima tappa è stata a Dinant (giusto una passeggiata tra la falesia e la Mosa) e Floreffe, altra Abbazia, altra delusione, altra birra non male (consigliamo la Meilleure, scura ad alta gradazione) e piatto misto di affettati e formaggi locali.

 

E così insomma, alla fine ce l'abbiamo fatta. Ci siamo lasciati alle spalle tutte quelle mucche bianche e pezzate-nere che punteggiano la sterminata campagna vallone, tutti quegli sconfinati campi di granoturco, le orde di motociclisti che sembra di essere ai tempi di easy rider e quelle miriadi di brocante ad ogni raccordo autostradale, con tutti quegli hippies flaccidi che sembrano usciti da una rivisitazione postmoderna di bosch.

E invece a Bruxelles sono (quasi) tutti belli, uomini donne, bianchi, gialli, neri e meticci, una tal varietà di colori, visi e forme da far girare la testa, insieme alle vetrine, ai palazzi e al tramonto che incendia la città dal belvedere di place poelaert.

Stasera cena copiosa da Fin de siècle, coniglio e stinco di maiale in mostarda innaffiati dalle ottime Duvel e Westmalle. Passeggiata a zonzo in centro e assaggi di cioccolata.

Per domani abbiamo già prenotato all'etiope, in quartiere fashion, moderatamente gay.

sabato 17 luglio 2010

Primo giorno. Che pacco sto Belgio.


All'alba all'alba!
Dopo un INCREDIBILE sveglia alle quattro del mattino, che ancora il mondo intorno era immerso nelle tenebre, io e la Francese ci siamo letteralmente lanciati dal letto. Un caffé nerissimo e bollente non è servito a cancellare i postumi della pecora di Ser Oro alla festadelpddicampi, ma ad infonderci il coraggio, quello sì, di uscire di casa al fresco della notte in Piana.
Stazione di Signa, con gli occhi chiusi davanti al degrado, e Pisa, gli occhi a quel punto stretti stretti, e non solo per il sonno.
All'aeroporto imbarchiamo la valigia, ancora impauriti dalle insistenti minacce di ritorsioni da parte di ryanair nel caso di qualch'etto di troppo.
E poi siamo in anticipo e allora nell'attesa, all'imbarco, ci mettiamo a sfogliare le nostre guide bilingui del Belgio. E i belgi intorno a noi, tutti questi belgi, che in Italia sembrano decine e decine di milioni, con tutte quelle macchine con la targa a caratteri rossi su sfondo bianco che affollano le autostrade in estate, ecco tutti questi milioni di belgi, quelli che non hanno preso la macchina, e che stanno per decollare di ritorno nelle loro città, ci stanno puntando gli occhi addosso. Guardano la mia Routard Belgique e si danno di gomito, spalancano gli occhi in un moto d'incredulità, tutti i milioni di belgi che hanno passato le vacanze in Italia.
E a noi non resta che far finta di niente. Imperterriti, anche quando una fiamminga in coda al gate ci attacca bottone con la frase in discreto italiano "ma voi state andando in belgio in vacanza?" sogghignando con gesti d'intesa verso la ragazza che l'accompagna.
Bah.
E si parte, alla fine, ignorando ancora certi indizi convergenti, in ritardo di una buona mezz'ora, ché quella levataccia avremmo anche potuto evitarla. A saperlo.
E l'aereo decolla e noi crolliamo l'uno sull'altro. Se non fosse per il freddo, per quelle correnti di aria freddissima che tagliano il collo. E chi ci pensava più all'esistenza del freddo, dopo le ultime settimane nella foresta del sud-est asiatico che è stata la provincia di Firenze.
E il bello non è ancora arrivato. Perché a Charleroi, sull'asfalto di quello che chiamano l'aeroporto di Bruxelles sud, fa ancora più freddo che in cabina. Vento da pelle d'oca e una felpa da recuperare in valigia.
Al noleggio auto ci rifilano un mezzo pacco. Il tipo, col tono di chi ci sta facendo un piacere, dice fiero che ci dà una macchina più grande (avevamo prenotato una polo) allo stesso prezzo! Wow, sì, dice è una xmas. Ah sì sì, faccio io, va bene, mentre penso, ma che cazzo di macchina sarebbe sta ecsmàs? (mentre una berlina dalla linea sportiva si disegna nella mia testa).
Orami lontani dall'ufficio noleggi e con una voglia pazza di partire, troviamo questa specie di pulmino a nove posti, di quelli che il trentenne medio italiano si precipita a prenotare quando scopre che la sua amata è al primo mese del loro futuro figlio unico, ma insomma chissà quante casse di birra ci potremo stivare...
E vabbè, si prende, giusto per provare l'ebbrezza di guidare un carrozzone con targa belga lungo come un panzer tedesco.

Un po' quasi ci perdiamo, uscendo dall'intrico di strade del Pays Noir (come il carbon), ma poi s'imbocca un pezzo d'autostrada (aggratisse!) e si scende, direzione Beaumont et Thuin.

A Thuin c'imbattiamo nella prima abbazia (o almeno nei suoi resti) e nella prima birreria, con annessa birra trappista: la ADA! accompagnata da taglieri di formaggi, rillettes, paté, petite salade, jambon de canard etc. etc.
Non male come inizio.
E intorno un paesaggio né piatto né collinare, solcato da un fiume navigale (la Sambre), grazie ad un caratteristico sistema di chiuse.
All'abbazia c'imbattiamo in due sposi e il loro fotografo. Ma oltre a loro, quasi nessuno, solo noi, sti sposi, e rari passanti qua e là.
Si riparte per Chimay, allora. Altra abbazia, questa nemmeno visitabile (ci aggiriamo per il giardino, dove la Francese ingaggia uno scambio di confidenze con una sequoia monumentale, la chiesa e il cimitero dei frati). Assaggiamo birre e formaggi a pochi chilometri. Ci portano al tavolo una complessa architettura di birre aromatiche che in Italia (sebbene un paio di etichette Chimay siano diffusissime) non abbiamo mai visto. E poi ripartiamo, forse un po' storditi, ma neanche troppo, forse più dalla levataccia che dalle birre, e la Francese si addormenta appena mette piede sul panzer.

E così Chimay, forse questa cittadina non merita una passeggiata, se non altro per il nome che porta? Ecco, no, proprio no. Chimay è una schifezza che ti mette addosso un'angoscia esistenziale e che ancora di più ti fa chiedere ma dove caspita sono finiti i belgi? Solo nella Gran Place vedi un gran movimento (che nemmeno si muove poi troppo la gente, ché son tutti seduti a bere birra).

E insomma, sarà che alzarci all'alba ci ha fatto male o che il viaggio al gelo dell'aereo non ci ha fatto troppo bene o forse che le birre qui son così buone che non ti accorgi di mandarle giù. Ecco, siamo già in albergo (a Fourmie, appena aldilà del confine, in Franzica, in un camera con vista sugli Etangs des Moines).
La Francese ha detto "andiamo a fare un giro agli stagni" e poi si è addormentata sul letto.

Domani si rivalica il confine e si va ad est. Orval e Rochert, nuove birre, altri formaggi et chambre d'hote con, pare, simpatissima padrona di casa.

In Italia sono le 20.06 . Qui è tardissimo. Buona notte.

sabato 19 giugno 2010

Belgio&Olanda progetto di viaggio in corso

Giornaliero:
sab 17/07 -> arrivo all'airport di Charleroi circa alle ore 10,00; noleggio auto direzione verso Chimay 1° abbazia trappista - si beve e si dorme in zona!
dom 18/07 -> da Chimay (2h viaggio) 2° abbazia Orval (di dorme a Orval) - (1,5 h auto) 3° Rochefort (si dorme a Rocherfort)
lun 19/07 -> visita all'Abbazia, dopo pranzo partenza da Rocherfort -> (1,2 h auto) Bruxelles riconsegnando l'auto (si dorme a 1a notte Bruxelles)
mart 20/07 ->visita Bruxelles (si dorme Bruxelles 2a notte)
merc 21/07 -> visita Bruxelles si parte in serata per Gant (40 min treno) (1a notte Gant)
giov 22/07 -> visita Gant (2a notte Gant)
ven 23/07 -> da Gant spostamento per Bruges (25 minuti treno) (1a notte Bruges)
sab 24/07 -> da Bruges partenza in mattina per Anversa (1,2 h treno) si visita e dorme Anversa (1a notte)
dom 25/07 -> 2a giorno Anversa, possibile escursione fuori città Abbazia/birreria lì vicino
lun 26/07 -> da Anversa - Rotterdam (1 h treno) (1 notte rotterdam)
mart 27 /07 -> Rotterdam visita a Den Haag (17 minuti) (2a notte Rotterdam)
merc 28/07 -> Rotterdam - Utreckt (40 min) (3a notte Rotterdam)
giov 29/07 -> Lisse/ Delf (10 min da rotterdam) (4a notte Rotterdam)
ven 30/07 -> Rotterdam - Amsterdam (1h treno) (1a notte Amsterdam)
sab 31/07 -> Amsterdam (3a notte Amsterdam)
dom 1/08 -> Amsterdam partenza notte ad Eindhoven (3a notte Amsterdam)
lun 2/08 -> Da Eindhoven per Pisa

Pernottamenti
1 notte Chimay
1 notte Rochefort
2 notti Bruxelles
2 notti Gant
1 notte Bruges
2 notti ad Anversa
4 notti a Rotterdam
3 notti ad Amsterdam
= tot. 16 notti

Cosa fare, vedere, comprare e ... mangiare!? (l'essenziale...)

Amsterdam
• AALSMEER cittadina sud ovest 15 km - asta/mercato dei fiori
Nemo, Renzo Piano 1992/97
Silodam, MVRDV 2002
Bus station at Spaarne Hospital (Spaarne Ziekenhuis) Spaarnepoort 1 2134 TM Hoofddorp NIO Architecten 2003

Anversa (1/2 giorni, mi sa che puo' bastare un giorno...)
• Centro storico con il Grote Markt e i suoi antichi palazzi
• Comprare un piccolo paio di orecchini di diamanti per LaFrancese (piccoli causa problemi di spazio per il bagaglio di ryanair)
• Visita alla Cattedrale per la pala d'altare di Rubens Discesa dalla croce e per il quadro della Assunzione in una cappella.
• il lungofiume, che a LaFrancese gli serve per la tesi..
palazzo di giustizia fatto da Rogers

Chimay
Visitare l'Abdij Notre-Dame de Scourmont e degustarne la fantastica birra

Bruxelles

• Grand Place e Grote Markt
• edifici progettati da Victor Horta


Brugge
• centro storico: Markt, piazza quadrata con beffroi
• gita in battello sui canali!

Delf (ci andiamo?)
Central Library Delft University of Technology Prometheusplein 1 Delft Mecanoo 1997

Den Haag

EDUCATORIUM, OMA, 1997

Rotterdam
• visita in autobus ai mulini di stichting-kinderdijk.nl‎
KPN Telecom Office Tower, Renzo Piano, 1997/200
Kubuswoning (Cubic Houses)

Liegi
stazione alta velocità di Santiago Calatrava - non è nelle tappe, ma magari ci passiamo?
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Link utili:
trasporti pubblici Bruxelles http://www.stib.be
orari treni di tutta europa www.b-europe.com
architettura contemporanea http://www.galinsky.com

Pronti...

Abbiamo fissato i voli per il nostro prossimo viaggio in Belgio&Olanda!
Niente più auto, siamo orfani della Poderosa e 1.200 km di andata e altrettanti di ritorno, forse sono un po' troppi per 15 giorni, dato che poi ci sia aggiunge il percorso in itinere per il Belgio&Olanda.
Nonostante si pagasse con la mia carta ho dovuto strappare il diritto a portarmi un bagaglio da stivare, che come sapete con low-cost di solito si pagano - 20 kg = 30 euro! - e il noleggio dell'auto in loco per il tour dell'abbazie trappiste ^_^

Prossimamente il resto del viaggio, che visto che saremo a PIEDI con la mia valigia da 20 kg dovremo programmare bene le nostre tappe!

giovedì 13 maggio 2010

Belgio & Olanda, preparazione del viaggio fai da te, parte 1a.

Il primo acquisto verso le vacanze.
Accettiamo suggerimenti. L'idea è non solo Belgio, ma anche Olanda, e forse Danimarca ^_^

La guida Routard recente purtroppo è solo in francese, il Principino traduce la sera e soddisfa la mia curiosità inventando pure un po'.

More about Belgique

martedì 27 aprile 2010

Estate dissetante!

Come non pensare alle prossime ferie, quando riesci a fare una settimana di straordinari in un mese?!
Accantonato per un po' il mio/nostro sogno aMMericano on the road potremo puntare a nord: Belgio e Olanda.
Quale leva vi/mi muove? aBBirra Belga! ^_^


Ogni suggerimento è ben accetto!

mi sarei fatta anche una mappettina

Visualizza Belgio&Olanda in una mappa di dimensioni maggiori

Tour invernale della Sicilia: Siracusa

Leggi anche Tour invernale della Sicilia prima parte (Trapani, Erice, Marsala) seconda parte (Agrigento, Ragusa e dintorni) Siracusa è...