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giovedì 5 marzo 2009

Market Coffee House, in Brushfield St.

Market Coffee House, in Brushfield St.

Lo avevo già adocchiato all'andata. Mi era piaciuto subito. Ma il momento non era dei migliori.

Per due forsennati del tour di città come noi, mica è semplice capire quand'è il momento della sosta.
Ne avevamo già discusso e me ne ero uscita con una filippica da maestrina: "Non devi mangiare quando hai fame o bere quando hai sete, dobbiamo ottimizzare le soste, quando vedi qualcosa che ti piace ci fermiamo, è impossibile pensare di vagare liberi e poi di trovare nel momento giusto l'articolo giusto. Quando mangio io devi mangiare anche te!!"
Potete immaginare?
Fortuna che Nathan ci era passato sopra senza troppo interesse.

Eravamo al nostro ultimo giorno, venerdì, c'era giusto un po' di tensione tra noi, e abbiamo avuto modo di liberarla all'interno di questo ambiente caldo e rilassante. Il nostro vicino di tavolo - probabilmente italiano, mi sembrava avesse in mano un volume di Repubblica - ci avrà maledetto.

Comunque, fedele ai miei principi, io ho ottimizzato la sosta e mi sono fatta un buon tè Darjeeling e una bella fetta di Chocolate Cake per rimettermi di buon umore. Avevano anche piattoni di insalate ed altre cose "attraenti". Si ordina al banco e ti portano al tavolo.

Consiglio il locale, anche se un po' trascurato nell'aspetto rispetto alle potenzialità. Potrebbe essere una buona sosta mentre ritornate a piedi da Brick Lane verso la Liverpool Street Station oppure dopo un giro al mercato Spitalfieds. Leggevo che anche Boy George ha un banco in questo mercato ... ma noi, non abbiamo feeling con le rock star, dato il grande evento che ci siamo persi proprio quel venerdì.

52 Brushfield Street, Spitalfields London E1 6AG +44 (0) 20 7247 4110

venerdì 27 febbraio 2009

St. Pancras, The British LIbrary e Barbican in salsa etiope

Ultimo giorno a Londra di questa vacanza così ben posta alla fine dell'inverno e all'inizio della primavera di lavoro.
A conti fatti è stata un po' faticosa. Solo i primi due giorni siamo rincasati prima di cena per un break. Gli altri giorni invece da mane a notte a piedi per Londra senza interruzioni.

Ma è meritato, assai. Anche se l'umore ne ha risentito in questa ultima giornata che ci ha visti un po' - assai - tesi. Ma va bene così, succede, la serata si è piacevolmente risolta, anche grazie alla nostra cara Lucilla, che è riuscita a variare il nostro menù, dal sushi all'etiope.

Ma partiamo dall'inizio che io non sono capace dei salti temporali di Nathan.

La giornata si preannunciava di sole, la nebbiolina grigia si stava piano piano aprendo e nell'incertezza sulle numerose tappe rimaste, abbiamo optato per una composizione delle più vicine.

La St. Pancras International, nella recente ristrutturazione di Sir Norman Foster.
Io l'avevo appena intravista in lontananza, lungo il percorso che abbiamo fatto spesso per prendere la metro. Due passi e davanti a noi un'universo di negozi, bar, ristoranti incastonati dai classici pilatri bianchi dell'architettura di Foster e i mattoni rossi e l'arcate metalliche della vecchia stazione. Per gli amanti del genere, e anche delle numerose offerte gasto-alimentari, da non perdere... e non ci sono solo franchising, anche un bel ristorante chic negli ambienti della vecchia stazione.

Due passi più in là, la British Library, la biblioteca nazionale del Regno, nella sua recente costosissima ristrutturazione. Ce l'avevamo dietro casa, e come non farci un giro! Anche solo di controcanto agli ambienti chiusi delle nostre biblioteche, in particolare quelle nazionali! Una cortina di mattoni rossi, in tinta con vicina stazione, ha il cuore bianco e luminoso dell'atrio. Nemmeno a dirlo uno spazio per le esposizioni: in corso una gratuita e stupendamente didattica sui diritti, con la Magna Carta original in bella mostra. Wi-fi libero previa registrazione sul loro sito e sedute tra le più fantasiose ed ergonomiche per conciliare lo studio. Ditemi cosa ha in comune con le nostre biblioteche? NIENTE!

Da qui ci siamo incamminati a piedi verso il Barbican (approfondimento e foto), questo edificio che la nostra guida rivela essere fonte di discussione per i londinesi. Due o tre chilometri abbondanti, una passeggiatina interessante, ma che deve aver sfiancato il mio compare.
In chiusura, come di norma, abbiamo visto il mercato di Smithfield, l'ultimo delle carni rimasto a Londra, nel suo splendido edificio in metallo.
Abbiamo mangiato in un pub nei pressi di St. Bartholomew the Great, per intenderci quella chiesa normanna di Quattro matrimoni e un funerale... e l'abbiamo vista nel film, perchè il biglietto di ingresso, in questo Paese di grandi musei ad ingresso gratuito ci ha assai scoraggiato.

Avevamo ancora energie per il Barbican, che alla fine si è rivelato un grande complesso residenziale in cemento a vista con un cuore di cultura e iniziative spettacolari. Noi abbiamo goduto della temporanea mostra su Le Corbusier, migliore e più completa di altre già viste.

E con le tre linee della metro lì a due passi come farci scappare una nuova puntatina a Brick Lane che avevamo visto solo in chiusura? ...e poi quei due spicciolini di sterline avanzate andavano spese, quale migliore occasione per comprarsi la sospira teiera lasciata ad Osaka? quindi di nuovo in metro verso Covent Gardner, ma con un'esperienza unica stavolta: ci siamo fatti a piedi la risalita dai meandri magmatici della tube. Su per le scale fino all'ultimo respiro. Da consigliare per far schiantare qualcuno. Ma ho rangiunto il mio obiettivo, la teiera è già pronta per imbarcarsi nel mio zaino, ma non solo lei. A farle compagnia un kit di 10 chine Winsor & Newton che sospiravo dai tempi del liceo.

Degna conclusione della densissima giornata, la cena da Addis, un ristorante etiope che la Lonely consiglia, in Caledonia Road, dove abbiamo condiviso il piatto - letteralmente - con le care già citate Jiad e Lucilla. Grazie amichette, per la compagnia, grazie Londra per la tua straordinaria offerta di belle cose da vedere e gustare. A presto.


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