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lunedì 9 luglio 2012

Questo lo voglio vedere! #1

Al  culmine della mia mania per le liste, ecco qui una lista promemoria delle cose che voglio vedere, chissà quando, ma prima o poi...
Mancato il proposito di limitarsi all'italia...

sabato 23 febbraio 2008

Il tarlo della memoria


Da qualche settimana il nostro blog langue.

Oltre alla recente morìa di post – siamo passati dal giornaliero, al settimanale, alla quasi estinzione – anche i nostri argomenti hanno virato repentinamente. Partiti raccontando di luoghi reali - mete dei nostri incontri a metà strada – siamo approdati alle composte indignazioni, alle recensioni cinematografiche e agli eventi della Repubblica delle Banane. Sarà che la nostra relazione si sta consolidando, sarà che riusciamo a fare anche qualcosa in più adesso, oltre che i piccioncini… sarà… ma soprattutto nel nostro recente quotidiano si è instaurato un tarlo, il tarlo del viaggio della memoria.

Tutto è cominciato quando Nathan ha preso dal suo scaffale dei libri da leggere, questo libro.

Contemporaneamente, mentre lui si immergeva nella lettura del saggio di Preston, io ripescavo dai banchi di un giornalaio di Ivrea il primo numero del ritrovato Diario (splendido esempio di un giornalismo vecchio stile). Le informazioni carpite dalle nostre singole indagini hanno dato vita al nostro primo viaggio della memoria. Dove? Nella Spagna di oggi, nell’operazione di recupero del ricordo e di giustizia verso le vittime della dittatura fascista, nella forza di un governo come quello di Zapatero che ha saputo rispondere, a colpi di riforma, alla stasi del Paese.

Nell Dvd L’Ultima Crociata, uscito con Diario di gennaio, Enrico Deaglio e Peppe Cremagnani, prendono spunto da alcuni necrologi apparsi da un paio di anni a questa parte su El Pais. Sono lo spunto per raccontare la vasta operazione di recupero dei resti delle vittime repubblicane nelle fosse comuni, testimonianza degli atroci crimini commessi dalla dittatura franchista, perpetrati in tutto il territorio spagnolo. In Spagna si è inaugurata, anche grazie all’aperta politica di Zapatero, intenta all’eliminazione dei simboli della dittatura, una campagna di recupero della memoria ad opera dei nipoti. Sono i nipoti, i cinquantenni di oggi, che hanno potuto commemorare, ricordare e rendere giustizia ai loro nonni, vincendo l’ostracismo dei loro padri costretti ad un silenzio di convivenza con gli stessi carnefici. Un movimento importate, che abbiamo potuto cogliere e comprendere meglio anche grazie all’approfondimento storico di Nathan con il saggio di Preston. Un viaggio importante, nella memoria dei padri e dei nonni, che è bene che sia stato avviato prima che l’economia del cemento copra le testimonianze.

Ma questo non è l’unico viaggio.

Dalla Spagna franchista siamo arrivati nella nostra Italia del dopoguerra, un luogo diverso dall’attuale, dove era necessario costruire tutto, luoghi di vita e di aggregazione, cultura politica e associativa, diritti. Questo viaggio nel tempo e nella memoria lo abbiamo compiuto grazie a Memorie di un militante comunista, diventato blog. Una distanza, quella tra il presente e il passato, che va molto oltre i 67 anni che aveva Remo quando ci ha lasciato queste pagine. È purtroppo una distanza più ampia, soprattutto in termini di coerenza, senso civico e di appartenenza ad una comunità.

Se avete un’ora del vostro tempo da dedicare ad uno esercizio di memoria, vi invito a leggerlo.

Memoria verso chi ci ha lasciato un Paese democratico, con leggi e diritti civili consolidati. È bene tener a mente che tutto quello che per noi è scontato, acquisito, è stato conquistato, spesso con la fatica, da chi ci ha preceduto. Qualcuno per noi ha lottato. Teniamolo a mente e difendiamo tutto questo, stiamo pronti a salvaguardarlo dall’avanzata del qualunquismo, dall’arroganza del denaro, dall’assenza di rispetto e dalla cattiva cultura.

Si può fare.

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