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lunedì 17 novembre 2008

Cuneo! Bonet! Ritornerò!

È proprio vero, che a tirar di pale ci si stanca! ...e nemmeno ci se ne rende conto!
Questo almeno è successo a me.

Sabato mattina, giunta sul treno che mi portava ad Alessandria - dove Nathan mi aspettava sulla Poderosa -  ho sentito un lieve malessere di stomaco e dei dolori articolari. Sempre pronta a dar la colpa al prossimo, ho visto bene di accusare, come causa del mio malessere, la guida di mio padre, senza pensare al virus che stava mietendo le sue vittime nella Piana.
Non ci ho pensato nemmeno quando sono riemersa da un sonno di due ore alla stazione di Genova Principe. Non ci ho proprio pensato. Sarà stata colpa dell'incaxxatura per la sentenza della Diaz o l'appello di cameratismo post sentenza Diaz?
La prova schiacciante del mio incipiente stato influenzale l'ho avuta quando ai profumi inebrianti che uscivan dalle norcinerie di quella bella città che è Alba, ha risposto, invece che il mio palato un'attivazione di papille gustative, il mio stomaco, con un forte senso di nausea.
prova

Ed è stato lì, nei pochi passi che abbiamo fatto durante l'ora di pranzo in questa cittadina invasa dai banchi del mercato, affollata di goderecci tedeschi con calici di buon vino piemontese in mano, con il naso di Nathan in ogni saracinesca delle numerose librerie, lì, mi sono accorta che non mi sarei affatto goduta lo splendido week end di sole e di prelibatezze gastronomiche che mi aspettava! Sconfortoooooo!!

Ripresa la Poderosa, in cui per puro miracolo non cresce l'erba visto la terra che contiene, mi sono accasciata e risvegliata a Cuneo. Il sole alto illuminava lo splendido paesaggio che non avevo avuto modo di ammirare durante la nostra precedente visita. Un paesaggio vasto, aperto, di pianura, con i prati verdi e le case ben curate in classico stile piemontese savoiardo (hiihhi come i biscotti!!). Una ghirlanda bianca e austera di creste dal modellato elegante cingeva tutt'intorno la valle, sembrava di essere nello sceneggiato televisivo del Libro Cuore della mia infanzia! Complice il recente risveglio, non mi sono fatta mancare una riflessione a voce alta: "Queste montagne sono più belle di quelle della Valle d'Aosta".
Nathan non ha dato segno di offendersi, forse ha dato la colpa al rincoglionimento dello stato influenzale, o forse era anche il suo pensiero.

Ci è voluto un po' di giri a vuoto e un po' di nervosismo per arrivare al B&B San Giacomo. Molto più carino dal vero che sul web. Consigliabilissimo per chi come noi cerca ambienti economici (55 euri la doppia con bagno in comune, con un'altra camera, non occupata) e confortevoli.
E questa volta era proprio necessario, ho sfruttato a pieno l'uso della stanza, mi sono coricata poco dopo il nostro arrivo e sono riemersa giusto appunto per mettere qualcosa nello stomaco e prendere un'aspirina.

Prima di perdere conoscenza ero riuscita a convincere Nathan ad andare ugualmente all'incontro di Scrittori in città che avevamo prenotato, l'unico che avevo scelto io!
Sì, perchè se eravamo a Cuneo questo week end è stato per questa iniziativa, a dire la verità per Sepulveda, per il quale però non eravamo riusciti a prenotare i biglietti e quindi, se fossi stata in forze, l'avrei aspettato fuori dalla porta dell'iniziativa. Ho chiesto a Nathan se si appostava lui per me, ma ecco... sapevo di provarci e che non avrei avuto altro che un "sisi" poco convincente per farmi stare buona.

Ritrovati per cena, placato l'entusiasmo del mio fidanzato per l'iniziativa emozionante da me, purtroppo, mancata - che in prossimo post ci racconterà per filo e per segno!! - nell'incertezza di cosa potessi mangiare in quello stato, ci siamo avviati alla ricerca di un ristorante.
Siamo approdati dal Vecchio Zuavo in via Roma. Un tipico locale storico, dall'ambiente un po' retrò e dai proprietari un po' iti con gli anni. A me è piaciuto molto, e mi sarebbe piaciuto anche di più avessi potuto gustare le specialità del menù. Il mio stomaco era nel pieno dee suoi capricci, tanto che ha dovuto accontentarsi di due dita di vino e di assaggi scarsi dei piatti che avevo ordinato: flan di porri - che direte, non certo l'ideale con la nausea... tanto più che i porri di Cervere sono potentissimi!! - e lesso con bagnetto verde - giuro di averla solo assaggiata la salsa!-.
Che dramma! Ma più di sentirsi male fuori casa, il dramma vero è stato quello di non poter nemmeno chiedere se avevano il bonet!! Il dolce tipico fatto di cioccolata ed amaretti!
Cioccolata! AHH! Ricordo per chiunque si trovi in zona Alba/Cuneo che lì da quelle parti c'è la Ferrero - sì, quella della Nutella - e la Venchi (vietato il clik ai diabetici!) cioccolateria artigianale con tanto di spaccio aziendale!

Insomma, dal Vecchio Zuavo siamo andati diretti a letto, fino alla mattina del giorno dopo, quando la mia spina dorsale ha ripreso la sua funzione sostenitrice, il mio stomaco ha incamerato un po' di zuccheri con la ricca colazione della Signora Daniela.

Alle 11 cercavo nuovamente una sedia nella libreria della manifestazione. Ero già sfinita. Per fortuna l'incontro che avevamo prenotato è stato piacevole e divertente, e soprattutto lungo! Non ho dovuto fare altri sforzi che condurmi alla successiva sedia del ristorante. Anche se trovarne uno aperto non è stato semplice -sembra che a Cuneo si mangi a casa la domenca - ma il caso ha voluto che anche per il pranzo ci sia andata bene assaje! La Piola
ci ha accolto con calore, l'ambiente ma soprattutto i piatti! Anche qui Nathan ha avuto più gusto di me nella scelta dei piatti, tutta colpa del virusse! Comunque ci siamo bevuti oltre la metà la nostra bottiglia di Arneis, la mia zuppa e il suo prosciutto di agnello, il mio arrosto all'arancia e i suoi gnocchetti di castagne. Anche qui, niente bonet, l'odore del caffè è stato fatale, ha risvegliato il sopito senso di nausea, avevo osato troppo per le mie condizioni!
prova
Mi mancava una sola unica cosa prima di riprendere il treno da Cuneo e farmi 7 ore di treno per tornare a Firenze. Una sosta da Arione, la pasticceria in piazza Galimberti che fa i cuneesi più buoni del mondo. Una sola cosa mancava e manca ancora, l'Arione era chiusto! Nella corsa alla stazione son partite le raccomandazioni al mio-amore-dalla-braccine-corte: "Ti ricordi che mi devi comprare?! Ti devo lasciare i soldi?!"
Una volta abbandonata sul seggiolino del treno, l'intenzione era quella di mirare il panorama di quella provincia granda che non conosco, ma anche lì il malessere ha vinto spingendomi nel sonno.




lunedì 10 novembre 2008

Uno, due... tre.... pale azionate!

Non si tratta di un giramento di baxxe collettivo, nata dalla lettura di questo articolo sul g8, no. 

Forse non lo sapete, ma io sono una portatrice sana di "arnoldite", una malattia gravissima, che porta a pensarne troppe - molte di più di quelle concretamente realizzabili - e in casi estremi porta anche a tentare di farle tutte, le cose che si è pensato.
Quando la malattia lascia il suo stato passivo, sopito, per quello attivo, vivace, ebbene quell'attimo di passaggio è stato definito - da una persona a me molto vicina di cui non farò il nome ma solo il nick - "l'azionamento delle pale!". 
Mi metto in moto, come un mulino a vento, come un motore a scoppio, come una trivella perforante, per focalizzare, organizzare, l'evento, l'azione o qualunque cosa sia l'atto pensato.

Ed è stato ieri sera, all'arrivo a casa dopo lo scampato sciopero dei treni, che ho dato il via all'organizzazione del prossimo week end e lungimirante come sono, butto un occhio anche alle prossime vacanze natalizie.

A breve scadenza stiamo programmando di tornare a Cuneo (ma non abbiamo parlato dell'ultima visita a Cuneo? ah si qui!), obbiettivo (mio personale): incontrare in ciccia e ossa Luis Sepulveda. 
Ebbene si, è presente all'iniziativa scrittori in città che viene organizzata dalla capitale della Provincia Granda, e dato che Nath venerdì deve lavorare, abbiamo optato per un week-end-a-metà-strada o quasi! L'iniziativa con la partecipazione di vari scrittori - non solo Sepulveda - ci è sembrato un buon pretesto per tornare a mangiare un ottimo 
 bollito piemontese! 

Quindi rete alla mano, cerchiamo un b&b, che forse abbiamo trovato, qui, e studieremo meglio le modalità di appropinquamento separato alla metà.
È bello pensare ad un intramezzo itinerante in casa di altri rispetto al nostro solito nomadismo Aosta-Firenze.

...e visto che ci siamo, perchè non cominciare a pensare alle probabili lunghe vacanze che ci aspettano per le prossime festività? Sembra che si possa stare insieme dal 20 dicembre al 6 gennaio! OHH ce la faremo?
Come meta, inutile dirlo, il nostro cuore è volato subito in Giappone, ma un conto agli spiccioli in saccoccia e abbiamo abbassato le nostre mire. 
Ci siamo trovati in accordo nella perlustrazione di una delle regioni italiane che Nath non ha visto, e che io ho freguentato molto poco, e che ci ha dato la gioia di risultati amministrativi così felici ( i tiggi non lo dicono ma alle amministrative per la Provincia di Trento ha stra-vinto il centro-sinistra!!) . E quindi programmeremo a breve le nostre vacanze di natale in trentino alto adige. Speriamo di avere l'occasione di incontrare i nostri amici blogger che vi abitano o di avere da loro qualche dritta.
Giuro, abbasserò le pale in tal caso!

domenica 9 dicembre 2007

In Langa. Parte seconda.

segue da In Langa. Parte prima.
Il sole è debole e la nebbia piano piano ci inghiotte, ma ormai siamo in strada e non dobbiamo fare altre soste fino alla meta: Boves.
Grazie alle mie già osannate doti di navigatrice senza mappa, arriviamo giusto a qualche chilometro da casa della famiglia che ci ospita senza dover telefonare per un aiuto. Saremmo potuti quasi arrivargli sulla porta se al CuoreMio non gli fosse preso l’ansia-da-strada-sconosciuta.
- “Ma quanti abitanti farà Boves? Ma non sarà indicato… ma scherzi!? Chiama chiama! Che altrimenti ci perdiamo!” Io che nonostante i miei trent’anni suonati anch’ora non credo nelle mie enormi capacità di orientamento, chiamo ed è lì che scopriamo di essere proprio dietro l’angolo.
Arriviamo a La Meridiana, ospitale cascina mirabilmente ristrutturata. Se capitate da queste parti, cercate di soggiornarvi, oltre ad un ottimo alloggio, sarete nelle mani di una splendida padrona di casa! Un caffè e tante ciane si dice in toscano, cappottini – affettuosi s’intende! - sugli assenti compagni di viaggio India Sud. Nathan un po’ s’annoia, lo vedo, lui li conosce appena, a lui l’India non rimane simpatica.
Dopo questi lunghi pettegolezzi ci avviamo verso il nostro alloggio, La Bismaüda. Delizioso B&B che ci ricorda le dolci alcove bretoni. Ci concediamo una dolcissima intimità, di cui non racconterò, di cui avevamo un estremo bisogno dopo la lunga settimana di lontananza. Riemersi dal torpore giusto per l’irrevocabilità della cena, ci ritroviamo a La Meridiana. Bhe qui il mio esordio è una clamorosa figura. Salutiamo nuovamente, Fulvia, il marito e Vale (la figlia). Aspettandomi Febim, il fratello/figlio, accolgo la sagoma di uomo che scente le scale con un “ohhhhh…”, solo alla fine della mia holà mi accorgo che tale sagoma mi è sconosciuta, che non è affatto Febim, ma il Valefidanzato a me sconosciuto. A quella scena la compagnia tace e il mio imbarazzo sale, per smorzarlo non mi rimane di meglio che ammettere la clamorosa figura-di-cacca. Un modo un po’ pietoso per prendere subito confidenza! La cena ha visto un succedersi di pietanze strepitose e chiacchere godibili, terminate con l’apoteosi: il Bunet, budino di amaretti e caramello che ha dell’incredibile. Tra Barbera e Tenuta Frescobaldi, facciamo l’una senza accorgersene.
Urge ricovero in orizzontale per riprendere le forze dopo una giornata tanto densa, sapendo che domani ci aspetta altrettanto!

Infatti anche il giorno successivo non sarà da meno, inaugurato con una colazione pantagruelica alla Bismauda, tutto prima che la Madama Julia vada a messa...
Senza nebbia, quasi non ci orientiamo in questo paesaggio così diverso, e ingordi di capirlo meglio, ci rimettiamo in macchina dopo una breve sosta di saluti a La Meridiana. Un passaggio giapponesea Boves, e poi rapidamente a Cuneo, dove facciamo una MERITATISSIMA sosta da Arione, il vero produttore di calorici cuneesi! Sembra che vi sia passato anche Ernest, quel godurioso!
Brum Brum, ancora in macchina verso Cherasco! Tipico borgo che a giudizio di Fulvia non possiamo mancare… se non che, per strada ci si interpone una sosta d’obbligo.
Lungo il nastro d’asfalto della statale che porta a Turin, un cartello ci annuncia l’abitato, le cataste di porri a mazzi vicino ai cancelli ci danno il benvenuto: Cervere , il paese dei porri!
- “Nooo!! Porri, bada belli!!Bellini-renzino!! …la parte bianca è altissima”.
- “Non possiamo comprarli, sai che puzza fino a Firenze in macchina!”.
Silenzio.
- “Ok, vabbeneeee! Uff.. se li volete compriamoli!”
- “Mi fermo?!”
Ed eccoci a suonare alla porta della prima catasta di porri.

Cherasco è delizioso sul suo cucuzzolo, chiuso in mura medievali; percorriamo viali con alberi secolari e nodosi che ci conducono alla porta e al brulicante mercatino dell’antiquariato. Al posto d’onore, sull’ingresso, alcuni banchetti con il protagonista indiscusso di questa terra: il tartufo bianco. …e come poteva mancare! E noi l’aspettavamo al varco, anche nei nostri piatti doveva passare! Infatti a conclusione della gita, una coppia di amici valdostani ci aspetta al Ristorante Il Belvedere, ancora a La Morra per sbafare il prelibato tubero. Che peccato però che il mio appetito sia stato messo ko dalla cena della sera prima! Il Belvedere è un ristorante sciccoso vecchio stile, dove merita andare per festeggiare un evento, e regalarsi un pranzo memorabile, anche per l’incidenza che ha sulle saccocce!
Sarà l’amaro in bocca per quel che ho visto passare e non ho mangiato, sarà che il tempo con Nathan è stato poco, molto poco, ma avvicinandosi la dipartita il mio umore vira al malinconico, come la nebbia e gli ultimi bagliori di questa terra, che ho scoperta chiamarsi Langa – e non Langhe – una terra femmina, dolcissima.


Tour invernale della Sicilia: Siracusa

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