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| Nara, Uji e Inari 26 luglio 08 |
Di buon mattino siamo partiti per Nara, pensando di passarci la giornata visitando i suoi numerosi templi. Poi lungo il tragitto in treno abbiamo rivisto il programma optando per una seconda e forse una terza tappa, il Padiglione della Fenice a Uji, che tra l'altro è la città dei racconti di Genji, e il Tempio di Inari a Inari appunto.
A Nara abbiamo necessariamente ridotto la visita ad un solo tempio, il Todai-ji e al suo portale d'accesso il Nandai-mon. Mai visti tanti cerbiatti golosi di biscotti! L'edificio e anche il suo ingresso lasciano senza parole, legno che crea spazio grandioso e solenne!
Il caldo era micidiale, fortuna che il miraggio del sushi che abbiamo avuto per pranzo era reale!
Gli altri due templi era raggiungibili con la stessa linea ferroviaria che ci riportava a Kyoto, è stato un percorso a tappe ai distributori di bevande delle varie stazioni.
Il Padiglione della Fenice purtroppo non era molto fotogenico alle due del pomeriggio con le ombre che lo tagliavano di netto, ma abbiamo goduto dell'odore del té per le vie che conduco all'ingresso.
Inari è incantata. Il vermiglio degli edifici e dei torii, e il ghigno di Inari la volpe ti precede e ti osserva, ovunque.
Ora credo molto di più al nostro amico Kerr, che nel suo Il Giappone e la Gloria, racconta di aver tagliato la corda a gambe levate per la paura, durante una passeggiata in notturna nei 4 km di percorso nel bosco sotto gallerie di torii.
Stasera ci siamo rilassati, pronti ad una nuova lunga giornata con inizio di buon mattino, meta Himeji.
