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mercoledì 22 ottobre 2008

Tè, gelato ed erba marcia!

In un momento in cui sarebbero necessarie energie da spendere per urlare contro le malefatte di questo governo, in un momento in cui le prove personali si fanno impegnative, quando il gioco si fa duro insomma, i duri cominciano a.... SOGNARE!!

Personalmente mi rifugio nei momenti che mi son concessa, nei ricordi delle nostre splendide e ormai lontane vacanze in Giappone!

Tra i pochi (giuro, pochissimi) acquisti fatti, un posto di eccezione ha avuto il tè e purtroppo non la teiera di ghisa che Nathan non mi ha fatto comprare!
Tè, the, tea, di vari qualità e marche.

help me!
A Uji ho comprato ben tre qualità di tè, due a caso, indicandole con il dito alla gentile signora, "Quellilllììì!!" - e sono queste ritratte nella foto sopra - mentre la terza, l'abbiamo acquistata su assaggio, per il gusto del signorino. La signora ci ha offerto una bevanda fredda di colore verdona e molto dolce. ...e al Signorino, in quel caldo soffocante, è piaciuta. Quello verdone l'ho fatto a freddo e messo in frigo. La confezione di alluminio mi ha portato a pensare fosse da utilizzare così...

Per i tè qui sopra, chiederei aiuto alle nostre amiche che conoscono il giapponese: per comparazione di caratteri, mi sembra di riconosce la qualità Sencha sul primo sacchetto color arancio, l'altro non saprei.
In più di una occasione mi sono invece rifornita della qualità matcha e l'ho presa per fare una cosa in particolare: IL GELATO!

Dopo che a Kyoto ho assaggiato questa bontà, tornata a casa, non ho potuto fare a meno che procacciarmi ricetta e gelatiera. La ricetta me l'ha fornita il gastro blog di Kja Il Pranzo di Babette, la base almeno. Io l'ho un po' rivista utilizzando latte di riso e panna vegetale... ed ecco il mio prodotto! Era buonissimo anche se Nathan continua a dire che sa di erba marcia :) ... ma lui si sa, è un mangiapatate!



gelato al matcha fatto in casa

il gelato di Hulk!

sabato 26 luglio 2008

Scorpacciata di templi


Nara, Uji e Inari 26 luglio 08


Di buon mattino siamo partiti per Nara, pensando di passarci la giornata visitando i suoi numerosi templi. Poi lungo il tragitto in treno abbiamo rivisto il programma optando per una seconda e forse una terza tappa, il Padiglione della Fenice a Uji, che tra l'altro è la città dei racconti di Genji, e il Tempio di Inari a Inari appunto.


A Nara abbiamo necessariamente ridotto la visita ad un solo tempio, il Todai-ji e al suo portale d'accesso il Nandai-mon. Mai visti tanti cerbiatti golosi di biscotti! L'edificio e anche il suo ingresso lasciano senza parole, legno che crea spazio grandioso e solenne!

Il caldo era micidiale, fortuna che il miraggio del sushi che abbiamo avuto per pranzo era reale!

Gli altri due templi era raggiungibili con la stessa linea ferroviaria che ci riportava a Kyoto, è stato un percorso a tappe ai distributori di bevande delle varie stazioni.

Il Padiglione della Fenice purtroppo non era molto fotogenico alle due del pomeriggio con le ombre che lo tagliavano di netto, ma abbiamo goduto dell'odore del té per le vie che conduco all'ingresso.

Inari è incantata. Il vermiglio degli edifici e dei torii, e il ghigno di Inari la volpe ti precede e ti osserva, ovunque.
Ora credo molto di più al nostro amico Kerr, che nel suo Il Giappone e la Gloria, racconta di aver tagliato la corda a gambe levate per la paura, durante una passeggiata in notturna nei 4 km di percorso nel bosco sotto gallerie di torii.

Stasera ci siamo rilassati, pronti ad una nuova lunga giornata con inizio di buon mattino, meta Himeji.

Tour invernale della Sicilia: Siracusa

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