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giovedì 22 ottobre 2009

I colori dei dintorni di Avignone

Complice un raffreddore riprendo il racconto di quest'estate. Eravamo rimasti qui.

Tre notti dalla signora Olga e tre giorni a scorrazzare tra Avignone e i suoi dintorni.

Primo tra tutti, Orange.
Nathan lo aveva visto sulla guida che mi ha regalato ancora prima di partire: l'unico teatro romano con muro di quinta ancora intatto conservato in Europa.
Do you remember?
- Ma Orange è vicino Nizza?
No, è vicino ad Avignone!
Non vicinissima, ma può meritare una visita se avete un po' di tempo. La strada è piacevole, costellata da frequenti viali di alberi giganteschi, maestosi ed eleganti come solo i viali alberati franzosi sanno essere. La cittadina è rilassata, non è gremita di turisti. Il complesso museale nel quale è contenuto il teatro è molto organizzato e ben tenuto. Come molti monumenti in Francia, anche questo teatro romano è funzionante (leggi messo a profitto!). La sera in cui siamo andati noi andava in scena il Rigoletto ed infatti tutto era predisposto, scenografia e cavea per l'orchestra. Non mancano le audioguide, ben fatte e iper dettagliate, potenti aspirapolveri da orecchio, capaci di aspirare le tonnellate di pulviscolo depositato sulle nozioni di storia romana archiviate nelle curve dei nostri cervelli.
Bella la romanità francese!

Teatro romano di Orange, France

Instancabili, abbiamo puntato la seconda tappa della giornata "dintorni": Carpentras.

Perchè questa cittadina tra tante lungo il percorso (che poi tanto di strada non era)?
Non saprei. Leggendo dalla guida aveva un paio di particolarità che spiccavano dalle altre bastide incontrato lungo il percorso. Oltre la cinta muraria ancora visibile e l'assetto stradale tipico medievale, Carpentras è anche un antico insediamento ebraico e mantiene ancora una sinagoga attiva, in più oltre alla Cattedrale gotica rimaneggiata, è segnalato un edificio di pregio e sui generis, una piscina art decò.
Nonostante la piena ora di pranzo non sia la migliore per rendersi conto della vivacità del paese, Carpentras ci è parsa assai attiva. Bei negozi - ho comprato delle pirofiline da forno verdi deliziose! - bei banchi alimentari e gallerie coperte.
Anche Carpentras ha il suo festival, musicale mi sembra, come ogni città della Francia Sud che si rispetti, l'evento non manca mai!
Poi la Sinagoga. Alla prima scampanellata non ci ha aperto nessuno. Un cartello poco comprensibile segnalava l'apertura per le 16. Abbiamo atteso al bar alla piazzetta di fronte sorseggiando la nostra Cokà e Orangìna. Un flusso di visitatori, suonava, aspettava, faceva un giro e risuonava, a ciclo continuo. Quando poi siamo riusciti ad entrare, abbiamo capito dalla gentile signora che le ferie estive avevano ridotto il personale addetto alle visite, lei doveva aprire, sorvegliare gli ambienti e ricondurre i visitatori alla porta.
Per la piscina coperta non siamo stati altrettanto fortunati. Nel periodo estivo è proprio chiusa.

Carpentras, portale laterale della Cattedrale
Sinagoga, Carpentras

Ortolano, Carpentras

Jouvaud, Pasticceria a Carpentras

Potevamo noi essere soddisfatti di questa gira fuori porta e ritirarci a godere della piscina della Signora Olga nella costosa camera di Avignone? NOOO!!
Da qui via, con la buonanima dell'amatissima Poderosa, verso i dintorni sud ovest di Avignone:

L'Abbaye di Sénanque è la degna conclusione di una tortuosa strada panoramica immersa nella macchia mediterranea. Appare in fondo ad una gola, assai riparata e protetta, degno luogo di ritiro spirituale. Difficile sarà trovarvi pace e solitudine, è una tappa d'obbligo nel tour della Provenza e non mancano gli autobus di turisti. Si costeggia i filari di lavanda recintati con la macchina e si giunge ad un parcheggio. Accessi differenziati per la basilica e lo shop. Mi vergogno un po' a dirlo, ma abbiamo preferito il negozio all'ozio! ...e mi mangio le mani perché gli interni devono essere davvero belli. Ma anche lo shop non è male, servizi igienici compresi!, abbiamo acquistato essenze di lavanda e miele allo stesso aroma, anche la libreria è molto fornita.

Abbaye Notre-Dame de Sénanque

Lavanda, Abbazia di Sénanque

il monaco

Da qui, una visita flash a Roussillon, tanto lodata dal mio capo per le sue terre rosse, e in effetti, il colore che offre al tramonto è veramente vivido e potente! Il paese è delizioso, una veloce scarpinata verso il punto più alto per ammirarne il panorama è d'obbligo.

Roussillon,

...e poi di nuovo via sulla Poderosa per prendere con l'ultimo raggio di sole il verde smeraldo delle acque del Petrarca a Fontaine-de-Vaucluse, e dato che tutte le ciambelle non riescono con il buco, il sole c'era ma l'acqua scarseggiava.
Ovvero, ne abbondava nella parte a valle, dove le alghe producono l'effetto smeraldino delle foto, ma non c'era il getto della cascata.
Ci siamo rifatti con un arrosto di pesce di fiume alla locanda in paese e il rosè locale.

Per dovere di cronaca, visto che abbiamo mangiato bene e lì per lì l'aspetto non lo assicurava, abbiamo mangiato a Le Verdelet tel. 0490202885. Ci è sembrato di aver scelto bene, molti sembrano ristoranti aperti solo per la stagione, questo seppur modesto, sembra un indigeno stanziale ^_^

Chiare fresche e dolci acque

Chiare fresche e dolci acque 2

mercoledì 26 agosto 2009

Avignon e "le-Palais-du-PapÈ"

Sur le pont d'Avignon,
L'on y danse, l'on y danse,
Sur le pont d'Avignon
L'on y danse tout en rond.

Io della lingua francese conosco appena 40 parole: baguette, moquette, toilette, boulangerie, charcuterie, eau, oeufs, ecc. e a dirla tutta, questa cosa mi fa anche un poco incazzØre. Nathan invece il franzoso lo parla piuttosto bene, così sembra, tanto che spesso gli chiedono da che dipartimento della Franza provenga, se fa il prof. di francese e così via... lui gongola, gongola e io rosico, rosico!

Bene, premessa necessaria per spiegare il titolo:
Avignon e Le Palais du PapÈ.

PapÈ, sì. Si scrive Papes, e si pronuncia omettendo la es, ma a me mi piace PapÈ.

Nathan si è sforzato poverino di farmi capire come si pronunciano queste parole da me tanto desiderate, ma le regole sono troppe e troppo complesse, piene di eccezioni e allora io sopperisco con la fantasia, che fortunatamente non mi manca.

PapÈ, senti come suona bene: Le-PalÈ-du-PapÈ.

Perfetto.

Da Marsiglia abbiamo prenotato dalla M.me Olga Manguin, tre notti presso la sua chambre d'hote L'Anastasy sull'Île de la Barthelasse. La Signora è di origine italiana, e sarà stato nella speranza di farmi spiccicare due parole anche con qualcun altro che Nathan ha accettato di pagargli un complessivo di 110 euro a notte con colazione...

La prima difficoltà è stata capire cosa fosse questa Île de la Barthelasse.
Isola? ...ma dove mica c'è il mare ad Avignone!
Il casellante ci ha mandato verso la città. L'autostrada è ovviamente distante dalla città antica, fortificata e cinta da mura, e quando vi si arriva vicino c'è da scegliere se fare il giro da destra o sinistra, sperando di essere fortunati nella scelta di quello più breve.
Pure seguendo alla lettere le indicazioni dalla nostra guida non riuscivamo a cavare un ragno da un buco: grand ronde, pont, ma la strada c209 a destra non c'è... alla terza volta che ripercorrevamo la stessa strada l'apparizione: l'indicazione per l'Île de la Barthelasse a metà del ponte e l'arcano si è svelato.
Île de la Barthelasse è una lingua di terra nel corso del Rodano, che in quel punto scorre lento e pigro cedendo concessioni alla terra.

Da lì a casa di Olga è stato semplice. Ambiente accogliente ed elegante, semplice ed essenziale. La Signora di origine marchigiana era emigrata da bambina con la famiglia in Francia e si puo' decisamente dire che si è sistemata bene. Energica e vitale nei suoi 70 anni compiuti ci ha imbandito gustose colazioni e offerto un piacevolissimo soggiorno. Consigliabile a chi ha voglia di coccolarsi un po'.
Dettaglio, alle pareti stampe e disegni di Henri Manguin, che pensiamo il marito vivente e non l'omonimo, ma defuntissimo, famoso pittore post impressionista.


Risolta la sistemazione potevamo dedicarci alla città.
Bucato il primo parcheggio gratuito sul ponte dell' Île de la Barthelasse, assolatissimo, abbiamo raggiunto in tempo miracolosamente breve un secondo parcheggio gratuito: Les Italien.
Nathan avrebbe potuto girare in auto un giorno intero pur non pagare il parcheggio!
Dovevate vederlo quando abbiamo lasciato l'auto nel parcheggio, gratuito e pure ombreggiato, con tanto di navetta gratuita per raggiungere la città lì ad attenderci: un uomo - parsimonioso - raggiante!
Olga ci aveva informato del festival teatrale, ma mai e poi mai avremmo potuto pensare ad una compenetrazione così intensa ed espressiva con la città! Locandine ovunque, ovunque. Appesa ai pali della luce, alle tettoie, ai parapetti, alle bici in sosta, in tutta la città murata. Le compagnie presidiano e replicano in ogni anfratto della città. Scantinati, teatri veri o improvvisati, sottoscala, bar alla moda e in tutte le piazze del centro. Un carnevale di teatranti, mimi, cantanti, ballerini e statuine di cera. Ogni angolo, un musico o uno strillone, stava a te decidere dove puntare lo sguardo.

Off Avignon

Trovare l'OFF è stata una gran fortuna, la città è traboccante di energia. Senza, probabilmente il suo fascino sarebbe risultato, come dire... un po' più stantio.
Consiglio vivamente di programmare una visita ad Avignone nel mese di luglio durante questo importantissimo festival mondiale e magari, fare quello che non siamo riusciti a fare noi, vedere uno spettacolo! Sì ma non pensate che sia la solita parsimonia di Nathan, noooo! È accaduto che ci siamo incantati a vedere quel che offriva la strada...

..da gli Innamorati litigiosi - mimi-atleti-ballerini - in piazza del Palè-du-Papé

Innamorati litigiosi

e il loro manage à trois con Super Mario, o ancora dal folto gruppo

le super mario français

dei performer dagli occhi sbarrati, colpiti da armi di distruzioni di massa...

Ad occhi aperti

...e dall'eco profonda dei tamburi e dal ritmo dei ballerini... dal ritmo, il resto non l'ho degnato di uno sguardo! ^_^

Ballerino

...e che non si dica che fotografo solo quelli belli! Talentuoso sicuramente il nostro tentacoloso Polipone...

Polipone

Sia chiaro, abbiamo comunque adempiuto al nostro dovere di turista curturale e gastronomico!

Le-Palè-du-Papé in primis e il Pont St Bénézet per secondo, e un bel piatto di Cozze Marinate non potevano mancare!

Il Palais des Papes è un enorme labirinto medievale di cortili, corti e imponenti sale di pietra. L'allestimento è notevole e dettagliato, per di più che ricorrono i 700 anni dall'arrivo dei Papi ad Avignon!
Con il biglietto cumulativo di 13,00 euro (attenzione dura solo 48 ore!) si possono visitare i due monumenti con all'orecchio la super dettagliata audioguida che ti fa sentire un perfetto ignorante in fatto di storia trecentesca...

Purtroppo Nathan si è perso il pezzo meglio, il tetto con vista sulla città. Infatti, ci siamo persi. Sì, lui a leggere tutte le didascalie di ogni teca nel dettaglio ed io a fruzzicare in ogni angolo nascosto. Così ho imboccato delle scale buie e un po' ardite per la nostra spossatessa... troppo stanca io per ridiscenderle a cercarlo, troppo stanco lui per cercarmi là sopra. Ci siamo trovati 20 minuti più tardi alla cassa dello shop in chiusura del percorso museale, quando già avevo codificato i gesti per spiegare ad un poliziotto franzoso che mi ero persa il fidanzato che deteneva pure la mia big-bag-Balenziaga-rosa-antico con tanto di cellulare.
Tutto bene quel che finisce bene.

Le Palais du PapÈ

... e prima di partire una visita anche al Ponte di Avignon per ballarci sopra, come dice la filastrocca, che da sola, mette insieme diverse delle 40 parole che adesso conosco del francese.

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