martedì 20 luglio 2010

4° giorno in Belgio: Brussel, Hortà e l'etiope.

...ed oggi tocca a me!
Mancherà lo stile del nostro prezioso Nath, ma dovrete accontentarvi.
Per compensare vi passo un po' di foto dei giorni precedenti...

Belgio&Olanda_1

Oggi, dopo un po' di indecisione sul programma ci siamo dedicati all'architettura ^_^
Prima tappa, lo snobbato Palazzo Stoclet di Hoffman.
Snobbato dalle nostre due guide che gli dedicano giusto qualche riga, ho visto bene di riscattare personalmente il suo onore.
Vai a sapere perché a me era rimasto ben in mentre rispetto alle altre opere Jugendstil, forse perché unico palazzo completo realizzato da un team di artisti (tra cui anche Klimt) dall'arredo ai tendaggi, dalle sedie all'architettura. Si tratta di un'opera rappresentativa di quel filone di Art Nouveau che vede forme geometriche e lineari, che fa del disegno il primato della facciata e dell'architettura tutta. Un po' di Secessione viennese a Bruxelles. Peccato però che non si possa visitare e ci si debba limitare a vederlo da fuori, in un incrocio di traffico ad alta percorrenza che non permette certo di apprezzarlo. In più, con la mia solita fortuna, il palazzetto era in parte rivestito dai ponteggi e, il bel colore dorato (forse ritoccato nelle foto) è virato in un verde scuro ed ha pure sbrodolato sulle altre lastre di rivestimento.
Siamo arrivati fino a qui in tram ed è stato interessante dare un occhio su questa città così eterogenea. Ti trovi palazzetti liberty in pietra con bovindo incorniciati da colpi di frusta, oppure palazzetti in mattoni rossi con il tetto a gradini con sotto una lavanderia cinese o un kebab pachistano. Le persone per strada sono di tutti i colori, qualcuno è bianco che sembra passato nel borotalco, altri sono scuri con dei bicipiti ben disegnati che non puoi fare a meno di seguire le forme finché l'occhio lo consente. Forse perché l'occhio l'ha seguito troppo, non so, ma per il ritorno Nath ha optato per la metro e quindi la ricerca antropologica non ha avuto collegamenti con il contesto urbano ^_^ .

La seconda tappa è stata il Museo Hortà (che apre - attenzione! - dalle 14.00 alle 17.00) e ne è valsa veramente la pena. Si tratta dell'edificio che lo stesso architetto del liberty belga si era costruito per sé come abitazione e studio. E' stato molto ben recuperato ed arredato con gusto recuperando mobili originali. La scala interna è il punto forte dell'edificio che vi si noda tutto intorno. Qui i motivi floreali invado ogni dettaglio, dalla serramenta degli infissi, alle maniglie della porta, le zampe dei tavoli o decorazioni delle travi strutturali del soffitto. Il colore oro si armonizza con garno ai toni caldi delle tappezzerie e del legno. Insieme al biglietto c'è una piccola mappa che indica dove sono gli altri edifici di Hortà, di cui solo questo è visitabile. Al bookshop del museo è in vendita per pochi euro una mappa con i percorsi liberty della città, dove i tracciati in pianta sono accompagnati dalle foto per riconoscere le facciata. Una prossima volta magari....

Noi (io?) avevamo puntato una terza tappa culturale per oggi. Si una terza!
Il Museé Magritte! Lo dicevo al mio fidanzato, sono un animale urbano io! Datemi scarpe comode, una mappa, una città e qualche museo, ed io sono al settimo cielo!
Il Museo Magritte è in Place Royal e la sua collocazione ci ha fatto capire che domani è festa nazionale perché c'è un allestimento militare che invade ogni cosa. Comunque tornando al Museo, è attiguo ad un altro, probabilmente di Arte antica e per arrivarci c'è da fare un po' un lungo giro (se come noi non si entra dal lato giusto!), ma una volta introdotti, l'allestimento è assai preciso, quasi asettico. Tutto nero, diviso in tre piani e quattro sale. Molte delle enigmatiche opere dell'artista, alcune tra le più famose come la più bella a mio avviso: L'impero della luce.

Dopo i'curturale, si passa al ludico-gastronomico: ci siamo fatti corrempere in ordine, da una birra Duval che ci era molto piaciuta il giorno prima, da un cartoccio di patatine fritte che qui sembrano essere le più buone del mondo oltre al piatto nazionale, da un cestino di lamponi e poi ancora dalla cena all'Etiope a base di Injera e tante salsine piccanti, ma tanto piccanti !, che la prossima volta che metto a tavola qualcosa con una punta di cumino e qualcuno si lamenta mi sente in belga!

Domani andiamo a Gant che sembra essere invasa da un festival di teatro di strada e/o marionette. Ma abbiamo ancora una mezza mattina qui, chissà...
BELGIO&OLANDA_2

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