mercoledì 16 maggio 2012

Giornata familiare del pannolino lavabile.

Eccoci qua, Maghetta ha ormai compiuto 5 mesi e noi, timorosi ed esitanti, alla sua veneranda, dico, veneranda età, siamo ancora qui a testare i pannolini lavabili.
Perché, lo sappiamo tutti, i pannolini usa getta sono pratici e puliti, si gonfiano di pipì e se ci passi sopra la mano sembrano asciutti come quando li hai messi su.
Ma ci mettono QUATTROCENTO ANNI, sì, lo riscrivo 400 ANNI per degradare nell’ambiente e tornare, chissà, nella forma originaria di petrolio, carbonio o chissà che.

A pensarci vengono i brividi. Pensate un po’ se la mamma di Caravaggio e quella di Galileo avessero usato i pannolini usa e getta.
Saremmo qui a festeggiare la loro naturale decomposizione, ma ancora ne avremmo di tempo per rotolarci tutti insieme negli scarti pisciosi e caccosi di un neonato Casanova, un Beccaria e via via passando per i pannolini usati di Leopardi, Manzoni, Fermi o, addirittura saremmo qui a scivolare sulla fascistissima cacca di Mussolini e nuotare tra le tamerici salmastre imbevute di poetica pipì dannunziana.

Usare i pannolini lavabili è per tutti questi motivi un imperativo categorico, direbbe quel gran produttore di cacca dalla mascella volitiva.

Ma noi siamo ancora in fase di test, accontentandoci, per ora, di operare una, pur modesta, riduzione del danno, alternando agli usa e getta alcune tipologie di pannolini lavabili di cui stiamo assaporando, è proprio il caso di dire, pregi e difetti.

Vediamo con calma.

Pannolini coop. Sono composti da una mutandina impermeabile di misure diverse, un panno rettangolare che va piegato per la sua lunghezza e un velo raccogli-feci (sottile come carta igienica ma più resistente) che è l’unica parte che si butta ad ogni cambio. Per la cacca funzionano egregiamente, un po’ meno con la pipì. Non sembrano avere un’ottima capacità assorbente, capita piuttosto spesso di bagnare i vestitini. Di buono hanno il prezzo, la vestibilità, non sono particolarmente voluminosi e la capacità di asciugare in fretta dopo il lavaggio.

Pannolini Popolini. Sono di varie tipologie e per ora abbiamo testato quello “OneSize”. Si compone di una mutandina, del pannolino assorbente di cotone biologico, di una lingua di cotone per aumentarne l’assorbenza e di un velo raccogli feci. Il pannolino, per la gioia del papà, ha un’assorbenza impensabile, permette di fare anche tutta una lunga notte senza lasciar passare una goccia. Il difetto sta nelle dimensioni. Dentro quell’infagottatura la Maghetta assume la posa, la forma e il peso di un lottatore di sumo, con un sedere così grosso che bisogna attingere ai vestitini più grandi di qualche misura. Per questo motivo, la mamma non riesce a farseli piacere. Proveremo la versione poket.

Pannolini ecobu. Stessa combinazione (mutandine, pannolino sagomato, lingua super-assorbente, velo raccogli feci). Anche questi assorbono ottimamente, anche se non li abbiamo mai usati per una notte intera. Indossati fanno molto meno volume dei Popolini OneSize, sono quindi meno costrittivi e non trasformano la Maghetta in un lottatore obeso. L’unico difetto sembra essere la superficie un po’ troppo ampia della chiusura a stretch che, se non attaccato facendo estrema attenzione, rischia di fare attrito sulla pelle con conseguente arrossamento. L’incubo di ogni mamma,si sa, è quello di far inavvertitamente del male al proprio bambino.

Insomma, per noi la strada del genitore ecosostenibile sembra essere ancora lunga, soprattutto a causa dei dubbi della mamma.

Ecco perché oggi, il papà ha indetto la Giornata familiare del pannolino lavabile. Per tutto questo 16 maggio la Maghetta vestirà solo pannolini lavabili, per la gioia mia, dell’ambiente, del portafoglio e per il futuro della nostra, per ora inconsapevole, erede.

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