venerdì 20 aprile 2012

Parole con gli sconosciuti

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Solleticata da un post di machedavvero? mi è venuto voglia di raccontarvi una cosa che in effetti è da un po' che mi ronza per la testa. 
Sembra che non si neghi una parola ad una donna incinta e tanto meno ad una mamma (o un babbo) con una bambina di 5 mesi. Emeriti sconosciuti si sentono di doverti dire la loro e lo fanno su tutto, su aspetti concreti, come la tua salute e quella della prole - non lo ha preso un cappellino signora con questo vento? - ad aspetti leziosi e futili come l'abbigliamento o la pettinatura - che riccioli signora, ma le mette i bigodini alla bambina?

Quando sei in attesa, e ti fai tranquillamente le tue cose in compagnia della tua panza animata, chi ti incontra  si sente in dovere di dirti qualcosa, può essere sulla forma della tua protuberanza tondeggiante, sul sesso del nascituro,  oppure sui marciapiedi malmessi nei quali rischi  di ruzzolare. Lo fanno in coda alle casse del supermercato, come sull'autobus, o anche in attesa al semaforo. Bastano pochi attimi, e grazie alla panza, si spezzano quelle regole non scritte di educazione per cui non si parla con gli sconosciuti. Anche la barista iper professionale che da anni ti fa il cappuccino senza nemmeno chiederii mai come ti chiami, si decide a farti un sorriso e chiederti di quanti mesi sei?
E la magia non finisce certo quanto la panza l'ha smaltita (si fa per dire) e il fagotto te lo porti in braccio o nel passeggino. Certo che no, diciamo che si traduce in gridolini che partono in anticipo rispetto alla conversazione ed ancora alle tue spalle e che poi si trasformano in veri e propri gorgheggi ebbruuu eguardasorride prrrrrbabbbabb. Spesso si tratta di donne di una certa età attratte magneticamente dall'idea del nipotino, ma si aggregano volentieri anche aspiranti nonni e future zie. E la conversazione può rimane sulla bambina, su quanto è carina, sui capelli, oppure sul colore degli occhi, può arrivare ad informarsi sulla pigmentazione oculare della famiglia per generazioni oppure passare a raccontare della loro esperienza di bambini fasciati a mummia negli anni cinquanta e di quanta fortuna hanno invece i bimbi di oggi, del fatto che sono portati fuori con più facilità - fate bene eh per carità, bene abituarli subito! - ma intanto ti guardano per vedere se hai tutto con te per coprirli eventualmente dalla pioggia.
Incinta o con la bambina piccola è molto più facile parlare con degli sconosciuti e trovare in loro atteggiamenti di simpatia. Personalmente questa occasione l'ho colta al volo e tutt'ora ne traggo i benefici.
Molto, troppo spesso, siamo distanti da chi abbiamo attorno per mantenere la nostra riservatezza o non disturbare, che ci neghiamo anche il piacere di due sane chiacchiere spontanee e l'opportunità di instaurare legami.
...e poi diciamocela, è molto più difficile farmi stare zitta, che farmi parlare!

1 commento:

viaggi verde acido ha detto...

wow! non ci avevo mai pensato ma è vero! non lo so per esperienza personale, non ho figli, ma sono testimone oculare! :-D

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