lunedì 1 novembre 2010

Lungo week end a Palermo. Primo giorno: la Vucciria, Ballarò e la Martorana

Quattro giorni a Palermo tutti per noi e per conoscere e "gustare" questa Capitale di Sicilia!

Grazie a Ryanair da Pisa siamo riusciti a trovare anche senza troppo anticipo un volo ad un prezzo assolutamente fattibile - 70€ andata e ritorno - e grazie a Booking un albergo altrettanto economico - 60€ a notte con prima colazione. All'Aeroporto Falcone e Borsellino abbiamo preso l'autobus Prestia e Comandè che in un'oretta scarsa circa e per soli 5,80 euro a persona ci ha portato in piazza Stazione. Alle 23.00 circa abbiamo fatto il Chek-in all'Hotel Concordia e nemmeno la fame ci ha guidato verso un palermitano venerdì sera. Siamo caracollati a letto stanchi di una intensissima settimana, con l'obiettivo farci un bel sonno ristoratore e svegliarsi pronti l'indomani a visitare la città!

Sabato. Sveglia alle 8,40 in questo delizioso ma rumorosissimo Hotel Concordia di Via Roma. Direte: e per forza, siete in pieno centro, sai che confusione! Nooo! o meglio... si! centrallissimo, la vista dal balconcino della camera è deliziosa, numerose cupole decorate svettano tra i tetti di palazzi e vicoli che guardano il quartiere dell'Albergheria verso Ballarò. Ma il rumore non viene solo da fuori, viene da dentro, dall'anima intimamente chiassosa dell'albergo. La sala per preparare le colazioni è vicinissima alla nostra stanza e si sente tutte le volte che svuotano il filtro della macchina da caffè per riempirla di nuovo!
Per fortuna la colazione è buona e abbondante, condizione necessaria a spingerci incontro alla prima tappa della nostra visita palermitana.

La Vucciria, il mercato del pesce nel cuore della città vecchia. Ci arriviamo percorrendo tutta via Roma oltre Via Vittorio Emanuele, fino ad intravedere una discesa che immette proprio nella piazza del mercato. L'impressione è che sia rimasto un po' poco del mercato, forse il giorno particolare, ma l'idea che ne ricaviamo è che oramai questo possa mostrare solo uno sbiadito ricordo di quello che fu in epoche, per lui, più gloriose.
Scattiamo alcune immagini che non sono niente male, bottarga appesa, baccalà a bagno, un signore molto curioso che suonava le arselle. SISI! Era lì tutto intento che le batteva sul marmo, le portava all'orecchio e le ascoltava, facendo con le arselle come il gioco delle tre carte.
Vucciria, Palermo
Vucciria, Palermo
Vucciria, Palermo
Vucciria, mercato di Palermo

...e dato che non avevamo ancora appetito, ce ne siamo andati via senza mangiare niente. Lo so che non è da noi, ma che ci volete fare, si invecchia!

Lasciamo la Vucciria per Ballarò. Non sappiamo esattamente dove sia. La nostra guida riporta in mappa Piazza Ballarò, immaginiamo che si trovi in quella zona e ci incamminiamo.
Lungo la strada ci imbattiamo in una piazza parcheggio sulla quale campeggiano delle cupoline rosse in stile arabo-normanno. Indaghiamo sulla guida e scopriamo di essere in Piazza Bellini, davanti a due tesori della città: San Cataldo e l'attigua la chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio detta la Martorana.
Con l'obolo di 2 euro visitiamo la prima. Lo stesso fascino che suscita da fuori con quelle curiose cupolette si ritrova in questo piccolo spazio tra le pesanti ed essenziali linee delle volte a cupola.
San Cataldo, Palermo

Chiesa di San Cataldo, Palermo

La Martorana, Palermo

E poi La Martorana, di cui non riusciamo a vedere l'esterno a causa del restauro. All'interno invece è un tripudio sorprendente di oro bizantino e sfarzo barocco (anche questo sotto ponteggio). È emozionante, la luce della mattina colpisce i mosaici con un angolo trasversale ed amplifica il senso mistico che l'oro infonde a questo piccolo e denso ambiente. Anche la folla di turisti è a naso in su e a bocca aperta davanti a questo splendore. Se passate da Palermo, decisamente, non la perdete! Visita d'obbligo!!

Dopo questa salita in "paradiso" ci immettiamo in piccoli vicoli, stretti e un po' puzzolenti, dove la vita si svolge in strada. C'è chi naviga su internet su una sedia fuori dall'uscio, ci sono garage trasformati in botteghe o abitazioni, piccoli Maradona che giocano a pallone in mezzo alla strada... e abbiamo scoperto dove finiscono i palloni!
Ballarò, Palermo

Dopo un po' di giri troviamo quello che sicuramente è un mercato, e quindi Ballarò! Qui ci immergiamo in un tripudio di colori, urla, visi e scooter rombanti... e puzzolenti! (Palermo puzza di gas di scarico ed è chiassosissima, auto e moto invadono ogni anfratto, anche il vicolo più impenetrabile).

Ballarò, mercato di Palermo
Ballarò, mercato di Palermo
Ballarò, mercato di Palermo

A Ballarò, vista l'ora mediana in cui ci capitiamo, ci siamo dedicati alla scoperta del cibo di strada, visto che la colazione già era un po' scesa... Tre panelle e tre crocchette fritte sul momento a 60 centesimi, anche se con un euro te ne porti via vassoietto intero!
Pane e Panelle a Ballarò, Palermo
Pane e Panelle a Ballarò, Palermo
Sfinciuni dal carretto di un ragazzone di poche parole, due pezzi giganti a 1 euro e 50 ed infine un enorme panino con la frittola! Che rob'è?? Ah non lo sappiamo! 2 euro gli abbiamo dato, per un misto di frattaglie fritte, pescate dal suo cesto coperto e schiaffate nel pane.
Sfinciuni e frittole, Ballarò, PalermoBallarò, Palermo

Da qui, satolli, siamo passati "da Ciccio", bella e buona gelateria in Via del Mille zona stazione: Brioche con gelato (cassate & pistacchio) ad 1 euro e 70 l'una.
...e per concludere un ottimo caffè in via Tuckory rigorosamente in tazzina bollente.

A Nathan Palermo è piaciuta un sacco, perché dice che mangiare costa pochissimo e i ragazzi, per la maggior parte sono più grassi di lui!

Leggi anche: Lungo week end a Palermo. La Cattedrale, il mercato del Capo e Teatro Massimo.

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