sabato 3 aprile 2010

Sua Maesta il Pèrigord (4a parte): Sarlat-la-Canéda

Sarlat-le-Canéda
...e arrivammo anche in fondo alla strada statale che costeggia per ampi tratti la Dordogna. O meglio, sicuramente la strada prosegue, ma la nostra strada è terminata. Vuoi perché si è fatta ora di cena, vuoi perché la nostra mappa dei Pays-des-bastides qui finisce. Sarlat non è compresa ma la nostra Lonely la segnalava come meritevoli e quindi eccoci qua.
Sarlat-La-Canada
Sarlat-La-Canada
Sarlat-La-Canada
Il centro storico medievale è sventrato da un arteria diritta come un fuso, Rue de la République, affollato, in questa giornata di agosto in cui vi facciamo visita, dai banchi dello sbaracco dei negozianti. Nath è folgorato dalla maglietta di una bancarella, colore verde militare - vivace come suo solito! - che riporta sul petto i personaggi di Sout Park. Una roba che gli ha causato un'emozione forte, quasi quanto la maglietta rossa basca con la scritta Askatasuna. Sono stata lieta di comprarla come regalo per il suo passato compleanno!
Sarlat è più grande dei piccoli centri visti fino ad ora. È gremita di turisti e di deliziosi ristoranti che ci reclamano per la cena. Nella centrale piazza del municipio, un gruppo di tre artisti di strada acrobati tengono incollati su di loro gli sguardi di un sacco di persone. Dietro di noi la Chiesa di Sainte-Maire che, con il suo immenso portone di ingresso, se non mi sbaglio c'entra qualcosa con l'archistar Jean Nouvel. Il portone è veramente enorme! Bellissimo!
Dopo lo spettacolo a gratisse ci mettiamo alla ricerca del posto meritevole per la nostra ultima cena di questa bella vacanza francese. Accogliamo la nostra preferenza per Chez Nicolas a Le Bistrot, assaggiando la più stravagante bontà della vacanza il Ris de veau morielles (grazie grazie grazie agli scontrini che riportano il nome del piatto!!!!). Una roba che non ho ben capito cosa sia, sicuramente non era riso, come pensavamo all'inizio, ma le prodighe spiegazioni della gentile cameriera non sono valse a farsi capire da Nath, il mio franzoso traduttore. Alla fine, doveva essere qualcosa molto simile ad una frattaglia del vitello - oppure ad una ghiandola, o magari cervella - con sopra un bel fegato d'oca buonissimo. Che ve devo dì, sò golosastra! Se qualcuno mi sa spiegare di cosa si tratta è ben gradito! Ristorante da consigliare, assolutamente! Il costo per 2 secondi, 2 dolci, 1 bordolese è stato di 62,80 euro. Buonissimo il cibo e ottimo il servizio, metteteci pure l'intrattenimento musicale gratuito di bravi musici lì a due passi, ma occhio però, se siete facili di lacrime come me, tenetevi a portata di mano una dose di fazzoletti! a me hanno fatto piangere a più non posso per l'appassionata e sentita interpretazione di Bella Ciao. Les Italiens!

Sarlat-La-Canada
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