giovedì 31 gennaio 2008

Sean, I love you!


Martedì io e la Francese ci siamo allontanati dal nostro eremo coronato dalle montagne per infilarci in una sala cinematografica che non ci saremmo aspettati così popolata.

L'occasione è stata la nuova pellicola dell'ex bulletto di Hollywood ed ex rissoso marito di Madonna conosciuto anche con il nome di Sean Penn.


Into the wild è la storia di un ragazzo intelligente e di buona famiglia che sceglie la vita raminga in solitaria. Nell'arco di due anni Alex attraversa interi stati del suo Paese, si spinge nel sud della Califonia ed entra in Messico, risale verso nord e punta diritto all'Alaska, sua meta definitiva. Alex si tuffa nella natura più selvaggia e remota dell'inverno del Grande Nord. Elegge a suo rifugio un autobus abbandonato , assapora l'ebbrezza della libertà estrema, dedicandosi all'impresa della sua sopravvivenza fino a quel limite che confina con il senso infinitesimale della vita ridotta ai minimi termini.

E il film ci ha tenuti incollati allo schermo per tutta la sua lunga durata, rapiti dalle musiche di Eddie Vedder dei Pearl Jam e i paesaggi sconfinati, incastrati da una narrazione che si svolge su due piani temporali: la vita in Alaska e il suo viaggio per arrivarci. L'alternanza dei tempi narrativi, il succedersi dell'estasi contemplativa con la voce narrante della sorella rimasta a casa e le parole estrapolate dal diario di Alex creano un tessuto resistente e l'attenzione non cala, nemmeno un minuto. Cresce invece l'empatia, il senso di partecipazione a un'avventura che è prima di tutto profondamente umana.

Into the wild è un film imperdibile.

Sono davvero contento che la Francese mi ci abbia portato.

5 commenti:

sdrucciola ha detto...

Concordo, film bellerrimo e colonna sonora favolosa. Ora sto aspettando il libro da ibs;-)

lafrancese ha detto...

si, anche noi ci abbiamo girato intorno in questi giorni al libro, ma ancora non ci siamo caduti :-) dubito che reggeremo!
prossimamente Woody...
baci a presto!

Viaggioadagio.it ha detto...

Perdona il ritardo...

Quelli di Viaggioadagio.it

LA CONIGLIA ha detto...

bene...ma prima leggo il libro, se no poi vedere il film mi condiziona...

sonia ha detto...

Insomma Nathan e Fra, non lo so se mi ha convinto sto film. Mi è piaciuta la natura, alcune scene e sentimenti che nascono dagli incontri che Christopher fa nel suo viaggio. Però non mi è piaciuta l'idea di questa fuga disperata per liberarsi da tutto e da tutti, mi è sembrata un po' troppo. Non era cinematografico e non era la realtà (visto che si tratta di una storia vera) ma Christopher mi sembrava molto più libero con gli hippy o sulla trebbiattrice!

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