domenica 1 luglio 2012

La voce del muto: "sopra i tetti di... per poterti consolare..."

"Arrivai nella città che sarebbe diventata la mia, attratto dal volto insolente degli adolescenti sboccati e dalla forza di operai che avevano chiuso la gioia di vivere nell'armadietto della fabbrica. Arrivai pallido e libero e così fortunato da trovare una mansarda quattro per cinque appena fuori dal centro. Dopo qualche settimana mi ritrovai a sbarcare il lunario a colpi di ripetizioni, spacciandomi per studente universitario, e la notte raccoglievo bicchieri litigando con gli ubriachi nelle discoteche. Pagavo l’affitto, pagavo le spese e compravo un libro a settimana. Una pastasciutta al giorno non me la toglieva nessuno, un sacchetto di grissini, quando la cassiera del discount me lo allungava sottobanco". (La voce del muto, p. 74) www.lavocedelmuto.com

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