mercoledì 9 novembre 2011

Week-end a Venezia: io, tu e la panza

Cosa mi potevo scegliere come regalo di laurea se non un breve viaggetto di un week-end dopo aver passato i mesi estivi a sudare con tutta la mia panza sui libri? ... e visto che con la panza ti fanno un sacco di storie per volare, abbiamo optato per una meta vicina che da un po' mi ronzava nella testa: Venezia!
Dal venerdì sera alla domenica, cercando di concentrare in questi pochi giorni alcune di quelle cose che mi sono rimaste da vedere rispetto alle sporadiche visite e tutte quelle cose buone che mi ero appuntata di assaggiare in una prossima visita!
Due notti e due giorni in cui conciliare San Giorgio e la Giudecca, il gianduiotto da passeggio alle Zattere, la chiesa della Salute e i suoi capolavori, qualche Tintoretto e l'Assunta di Tiziano, i cicchetti in qua e là e il baccalà, il ghetto e le sinagoghe, manca altro?!

Partiamo il venerdì sera con la costosissima frecciargento. Due ore e spiccioli che ci costano un totale di 240 euro tra anda e rianda! La cosa ridicola di questo treno, oltre gli annunci - ma per questo vi consiglio di leggere lo spassoso vademucum di Erbaviola - sono i vani porta bagagli sopra i seggiolini. Non ci entra nemmeno il nostro mini trolley testato Ryanair, e ho detto tutto.
Comunque comodi e immobili nei nostri ristretti seggiolini arriviamo alla Stazione Venezia Santa Lucia sulla suggestiva ora del tramonto. È sempre uno spettacolo entrare in laguna da quel lungo braccio che arriva dalla terraferma.
Come prima cosa alla stazione cerchiamo di fare il biglietto da 48 ore dei vaporetti. C'è un decoroso container attrezzato proprio lì davanti. Il costo è sostenuto (56 euro per due, e paga!) ma è bene attrezzarsi per muoversi con i mezzi, visto la prominenza della panza.
Decidiamo di avviarci a piedi verso piazza San Marco lasciandoci guidare da quelle famigerate insegne che si trovano per la città. Tanto per ora non abbiamo fretta. Così se lungo la strada troviamo qualcosa da mettere sotto i denti...
E infatti, qualche passo ed ecco trovato quello che fa per noi, un piccolo locale, non troppo infiocchettato e nemmeno troppo trascurato, prezzi normali appesi fuori e facce giovani nel locale, Osteria Alba Nuova, in S. Croce 1252. Senza farci prendere dall'ingordigia di sapori locali, che invece ci prenderà più avanti, ci facciamo un bicchiere di vino a testa (eh sì, un bicchierino ogni tanto alla Marghe le piace!) e un antipasto misto a metà - uhm le sarde in saor! uhm il baccalà mantecato! - per poi passare a due gustosi contorni che dovevano essere interscambiabili ma che son rimasti poi davanti ai legittimi proprietari: fegato alla veneziana e seppie al nero con polenta! Ah che soddisfazione la cucina veneziana!

Ripartiamo soddisfatti con il nostro bagaglio trascinato per le stretti calli, puntando già altri possibili ristori per i giorni successivi. E le papille sazie si rimettono già in moto al solo pensiero di tutti quei manicaretti! Le donne gravide si sa, devono mangiare per due, frequentemente e spesso ;-)!
Piazza San Marco il venerdì sera è serena e rilassata, mancano i famosi piccioni, ma ci accontentiamo lo stesso di questo scenario da cartolina invaso da brutti cartelli pubblicitari che sponsorizzano i lavori di recupero. Questo è l'Italia oggi.

Da qui prendiamo il nostro gremito vaporetto verso il Lido, dove abbiamo prenotato la nostra stanza per questa vacanza all'Hotel Biron, sperando di avere così un connubio migliore tra qualità e costo rispetto agli alberghi sulle altre isole. Infatti al Lido si ha proprio l'idea di essere "fuori stagione", ed è una bella atmosfera. L'albergo sembra lontanissimo dallo scalo dei vaporetti ma scopriamo solo il giorno dopo che c'è una strada assai più breve. L'ambiente un po' retrò ha il suo fascino. La camera, bhe, quella è una sorpresa. È l'ultima in fondo al corridoio, non risponde proprio alle foto viste su booking.com. La mattina dopo sbirciando nelle altre, mi assale un presentimento... è come se non gli fossero arrivati i mobili per questa ultima grande stanza in fondo al corridoio. Infatti l'ambiente è enorme, ha - pensate - ben tre finestre e un terrazzino che guarda il mare, il bagno è nuovo di pacca, l'imbiancatura di fresco in tutta la stanza, il letto, il lampadario e le abat-jour sono eleganti, ma la scrivania, l'armadio e i comodini sono in banale truciolare impiallicciato. Quel che conta è dormire, lavarsi e fare una buona colazione per ripartire il giorno dopo. E questo non manca.


Così è stato. Abbiamo ripreso il vaporetto di buon'ora e alla Margherita nella mia panza, il vaporetto piaceva un sacco, tutte le volte che i motori rombavano lei si piroettava a destra e a sinistra come una pesce rosso troppo grande per la sua bolla di vetro.

Sotto il sole radioso di questo sabato, siamo andati dritti alla Chiesa del Redentore, che a dire il vero, all'interno è un po' deludente, sembra che Palladio vi abbia pensato solo in termini di quinta scenica. Ci siamo rinfrancati con la vicina Chiesa di San Giorgio Maggiore, dove si coglie appieno il grande genio dell'architetto padovano. Qui abbiamo sostato a lungo, oltre l'involucro di pregio c'è di più, molto di più: sei subito ipnotizzato dall'installazione Ascension di Anish Kapoor fatta per la biennale, poi il grande Tintoretto, la Raccolta della Manna solitaria perché L'ultima cena era in trasferta.


Da qui, vista l'ora, il passaggio d'obbligo, prima che la Marghe s'attaccasse al cordone per far crescere il mio appetito, è verso i mercati a Rialto. Un uccellino mi aveva detto che lì è zona di bacari&cicchetti! ...e quindi sempre sfruttando al massimo il nostro super abbonamento per i vaporetti siamo scesi a Rialto Mercato e ci siamo infilati per i vicoletti. ^_^ Una cosa mi ha catturato dai banchi del mercato, i fondi di carciofo già lavati, tagliati e messi a bagno nell'acqua... mai visti, ma come saranno?! Mi leverò lo sfizio molto presto!

Ci infiliamo in ben due posti da cicchetti (che sono queste gustosissime tapas veneziane!) il primo, piccolino, dove riusciamo pure a sederci e a berci l'unico (giuro!) mezzo bicchiere di prosecco della giornata insieme a dei bei crostini di baccalà mantecato! Il secondo, ancora più caratteristico, Cantina do Mori, si entra da una parte, ti fai fare il piatto con i lori manicaretti e anche affettati (tutti crudi!!ach!), dalle botti ai non gravidi vengono spillati calici di buon vino e volendo anche un bicchiere d'acqua, ci si appoggia alla botte, alla mensola e si mangia quei deliziosi stuzzichini che ti riempiranno il giusto ma che gratificano assai le papille!


Avremmo dovuto fermarci, magari tornare in albergo e riposarci un po', i nostri soliti ritmi non erano proprio adeguati alla mia panza, ma la curiosità e la golosità sono un motore inesauribile anche con questa piccola e dolce zavorra. Ripartiamo verso la chiesa di Santa Maria della Salute, dove sostiamo a lungo ad ammirare la Pala di Tiziano e le opere in sacrestia. A quel punto visto che eravamo - quasi in zona - come farci sfuggire il gianduiotto da passeggio di Nico?! Indimenticabile, anche perché ci vuole un po' a digerire quella panna densa e grassa che si amalgama al gelato cioccolatoso! Non lasciatevelo scappare se passate di là, ma soprattutto calibrate bene calorie e digestione ^_^.

Non ancora stanchi, ci siamo diretti verso la Chiesa dei Frari per non perderci quel mix incredibile di opere pittoriche che vi son contenute, l'Assunta di Tiziano, la mia preferita insieme alla Madonna di Bellini. Sosta pipì e smootie nel baretto lì di lato alla chiesa... e devo ammettere che ho sempre trovato massima disponibilità per la mia incontinenza! Bagni sempre agibili e disponibili, un gesto di civiltà che purtroppo non tutti i gestori di servizi pubblici nelle nostre città d'arte compiono!

Ancora con qualche cartuccia da sparare ci siamo messi a zonzo per la città in cerca di un luogo per la cena. Perché se c'è una cosa gratificante dell'essere incinta è che nessuno ti negherà di mangiare, anche se non hai fatto altro in tutto il giorno! E la nostra scelta cade su Osteria Trattoria Al Nono Risorto, ne avevamo visti altri, come La Zucca, che ci potevano interessare, ma eravamo già fuori zona quando abbiamo capito che se non volevamo rimanere senza un posto per sedere di sabato sera dovevamo affrettarci. Ambiente carino e informale, sembra un circolino di paese, il Che alle pareti, 1€ di coperto ad Emergency... Piatti abbondanti ed espressi, servizio rapido e gentile, unica nota dolente, la ricevuta, o meglio la volontà dichiarata di non farcela! Ma di recente abbiamo dichiarato guerra ai ristoratori evasori e siamo riusciti ad ottenerla anche in questo sfrontato caso!

La mattina dopo arriva in fretta, anche perché il sonno è tale e tanto che dalla notte al giorno è un lampo. Ripartiamo con il nostro vaporetto dal Lido per andare dritti dritti alla stazione a lasciare il nostro piccolo trolley quando ci troviamo davanti, sull'ultimo binario della stazione, a due lunghi serpentoni di turisti con valigie e figli al seguito. Una folla domenicale che non ci eravamo resi conto fosse presente con noi sulla stessa isola fino alla mattina. Sulla banchina abbandonati armadietti di un secolo fa a gettoni per il deposito bagagli sono inagibili mentre c'è una lunga fila davanti alla porta del ritiro bagagli. Pensando di doverci passare un'ora almeno per lasciare la valigia e almeno un'altra ora per ritirarla, decidiamo di trascinarci il valigino per la città ^_^ oltre ad optare per la sosta pipì da un'altra parte, evitando così entrambi i serpentoni.
Partenza verso il Ghetto con valigino al seguito e pipì da fare.


Sulla fondamenta San Giobbe - ho scoperto si chiamano così i percorsi che si affacciano sui canali! - abbiamo fatto una sosta in bar delizioso con la commessa assai gentile di cui però non ricordo il nome, il caffè doveva essere il primo della giornata e quindi non dava proprio il suo meglio, ma abituata a come trattano i turisti i gestori dei bar fiorentini, sono sempre molto grata di un sorriso o di una gentilezza, oltre che dell'onestà del prezzo!
Anche qui giriamo giriamo e ci imbattiamo nel Gam Gam - ristorante con cucina khosher - e memori dell'affollamento della sera prima prenotiamo per pranzo! Geniale! La ragazza è tanto gentile che ci tiene pure il valigino e ci permette di gironzolare liberi per il Ghetto senza il frastuono delle rotelle al seguito. E ripartiamo.

È incredibile, appena entri dentro le viuzze, ti trovi in un'altra Venezia. Una Venezia dove non ci sono più bancarelle di prodotti Made in Cina, ma dove ancora si vive, si stende i panni, si cucina la domenica e i bimbi giocano nei Campi. Io ne sono rimasta stupita piacevolmente. Siamo ormai abituati a pensare i centri storici come posti inospitali per vivere, dove non si entra più con la macchina, dove non si trova parcheggio, dove i palazzi non hanno ascensori e ormai sono popolati solo da persone con problemi economici. Questo fenomeno, a prima vista sembra aver coinvolto in modo minore Venezia. Sarà perché non è così facile uscire dal centro storico senza trovarsi altrove, sarà perché questi sono problemi pacifici per tutta la città? Chiedo aiuto agli amici lettori che hanno avuto la pazienza di arrivare fin qui e che Venezia la conoscono sul serio di darci la loro opinione se hanno piacere.

Non potevamo prescindere, dopo le gustose prelibatezze gastronomiche del Gam Gam, dalla visita al Museo Ebraico e alle sue tre Sinagoghe. Nel nostro Mondo di Bene il 2011 è consacrato, dopo il viaggio di marzo in Israele, a subire il fascino della cultura ebraica! Il museo ha un suo percorso didattico molto fornito e comprende anche l'ingresso guidato a tre delle quattro sinagoghe presenti.
Abbiamo così concluso con un spritz e un succo di frutta al bar Ai 4 rusteghi in piazza del ghetto la nostra gita lampo veneziana con pancia al seguito.

Un ringraziamento particolare a Miky di lebizzarreavventuredinega e a Stefy di booksofgold che ci hanno dato dritte interessanti per muoverci in città, a lapiccolacuoca che mi ha fatto conoscere il gianduiotto da passeggio e anche a Tiziano Scarpa per il suo simpatico Venezia è un pesce che ci siamo letti in viaggio.

5 commenti:

Nega Fink-Nottle ha detto...

Wow, che bellissimo week end denso denso di cose interessanti!! Mi ha fatto molto piacere che le dritte siano state utili!! ^^ E che belle foto!!! :D
Magari la prox volta riusciamo anche a vederci, ormai in tre ;)

La Francese ha detto...

Ciao Nega! È per non parlare sempre e solo di panze e storie connesse! di gite ne abbiamo fatto comq in questo ottobre che ho passato a casa... ma mai come Venezia, che è sempre stupenda e sorprendete!
Le foto questa volta le ha fatte Nath, io ho solo fatto la selezione!
...e la prossima volta in tre! Mi raccomando anche se passate voi in zona fatevi sentire!

sonia.namaste ha detto...

Da veneziana ti posso dire che hai fatto un tour completo. Forse ti sei persa qualche altra chicca. La prossima volta chiedimi che ti do qualche dritta

bebe ha detto...

che bella Venezia! ci sono stata poco tempo fa per la Biennale ma ci tronerei anche subito :)

lucilla ha detto...

Che bello ritrovare alcuni dei miei posti veneziani nel vostro racconto. E da una foto si vede anche la fu-casa-di-lucilla!!!
molto ammmore

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