sabato 20 marzo 2010

Toulouse e Albì, la patria degli albigesi

Ripartiamo da Saint-Hilaire salutando San Saturnino presso l'Abbazia del XIII secolo e comprando miele all'unica bottega del paese.
Nella nostra risalita verso la mitica terra di Perigord ci imbattiamo nella città di Toulouse, che scopriamo essere tappa monocromatica e bivalente.
In-che-senso? Non solo punto di sosta verso la terra del Foie Gras, ma anche tappa dei pellegrini in cammino verso Santiago di Compostela.
È una città universitaria bella e frizzante, dove i negozi - contrariamente a Nîmes - sono aperti e sono per lo più tutti di scarpe! ^____________^

Il sole è lieto di zizzagare nei suoi vicoli e nelle sue ampie piazze. Il colore che predomina è il rosso, o meglio il color mattone, tanto che gli è valso l'appellativo di Ville rose. La guida dice che non è stato sempre così, questo tenore di vita è il recente frutto di una ben riuscita operazione di recupero urbano. Sembra che di notte la città si vesta di luci sfavillanti e giocose, tanto che lo slogan dell'Agenzia di Promozione turistica è "Toulouse, Ville de Lumièr".

Noi non potremo goderne, per la notte abbiamo fissato altrove.

Place S. Etienne, Toulouse
Grand Hotel, Toulouse

Interno, Toulouse

Toulouse, scorcio

Toulouse, scorcio

Capitolium, Toulouse

Negozio dopo negozio, acquisto dopo acquisto ^_^, stradina dopo stradina, abbiamo anche visitato i monumenti che ci sembravano più interessanti: la Basilique di Saint Sernin, e la Èglise des Jaconins.
La prima è stata una importante tappa sulla via del Chemin de Sainy-Jacques, ed è considerata la più grande e meglio conservata costruzione francese di epoca romanica. Particolarissima la torre campanaria ottagonale.

Basilique Saint Sernin, Toulouse

Interno Basilique Saint Sernin, Toulouse


Il secondo è più sorprendete monumento su cui abbiamo fatto rotta è la Chiesa dei Giacobini, straordinario esempio di architettura gotica, dove la logica costruttiva delle grandi arcate costolonate tocca il suo apice. L'interno è assai curioso: due navate suddivise da una fila centrale di colonne culminano come palme frondose in un soffitto dal colore caldo e lumino. All'esterno questa preziosità è nascosta da una massiva forma rettangolare.

Èglise des Jaconins, Toulouse Èglise des Jaconins, Toulouse


Lasciamo Toulouse, almeno da parte mia, con un po' di rimorso per non averla vissuta di più.
Ci spostiamo a nord. Puntiamo a visitare Albì, città natale del grande Toulouse-Lautrec! ...bhe non di altezza! ^_^

Abbiamo fissato per la notte a Gaillac, al Mas de Sudre dei signori Richmond Brown. Inglesi trasferiti in questo splendido angolo di Francia. Il paesaggio è collinare e morbido, un po' come la mia Toscana, la casa enorme e molto bella, l'atmosfera inglese, troviamo una signora cicciottella e bionda a prendere il té in giardino. La padrona di casa è accogliente e cordiale, un po' svelta e sintetica per il mio caro Nath, volenteroso di parlare il suo francese. Peccato essere solo di passaggio. Costo proporzionato con l'offerta: 70,00 euro la doppia + 1,6€ tassa di soggiorno compresa la colazione.
Mr Richmond Brown sembra tutto Ean McEwan e Nath è stato catturato dalle riviste e i libri riposti in camera nostra. ...rischiamo di passare la serata a leggere narrativa inglese! Per fortuna lo spirito itinerante si ri-impossessa di noi e via...

B&B Mas de Sudre


B&B Mas de Sudre

Giungiamo ad Albì, girandoci attorno con l'autostrada cercando l'uscita per il centro città. Si intravede un cucuzzolo ricco di mattoni! ^_^ Entriamo nella periferia di quella che sembra un piccola cittadina, calma e svuotata dall'estate. Addentrandoci nel centro storico, scopriamo un dedalo di viuzze ricche di tavolini per una cena all'aperto e note musicali nell'aria. Come un monolite lanciato dal cielo ecco la Basilica di Santa Cecilia, una roccaforte di mattoni, altissima e inespugnabile. Oltre il museo di Toulouse, chiuso, oltre ancora, il fiume e l'apertura su due splendidi paesaggi.
Cerchiamo tra le tante offerte per la cena, quella più "verace", e ci è andata bene: abbiamo mangiato a Le Vieil Alby, mediamente bene, anche se non in quelle belle viuzze colorate. Costo per 2 secondi, 1 piatto di formaggi, acqua e vino al bicchiere = 45,00 euro. Meno che a Firenze!

Albì, office de tourisme

Albì

Albì, Basilica di Santa Cecilia

Albì, veduta della Basilica e del Palazzo Berbie

Albì, veduta dal ponte

Io di questi albigesi non so proprio niente, solo quello che dice Wiki, ma mi domando: che ci sono andati a fare in Crociata?! oh non stavano proprio bene qui! guarda che posti splendidi! Carcassone, Toulouse e Albì! Paesaggi naturali e antropizzati che meriterebbero proprio un approfondimento maggiore! ...gastronomia compresa!! ^_^

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