martedì 8 settembre 2009

Fango e Spazzatura





Terza ed ultima puntata dei racconti insoliti. Questa volta niente seduta spiritica. Tempo fa un certo Niccolò passeggiava sul lungomare di Viareggio. Sfilando il portafogli dalla tasca dei jeans per pagare un gelato di plastica, due gusti 4 euri, lasciò cadere un foglio ingiallito e quasi illeggibile per gli infiniti lavaggi a cui era stato sottoposto. Quello che segue, raccolto dalla Francese durante una delle sue periodiche crisi d'astinenza da gelato, è il racconto che non ha trovato posto della celeberrima (?) antologia di racconti del nostro beneamato.


Alla maniera di Ammaniti

Spazzatura stasera aveva i crampi. S'è incazzato perché aveva altri progetti per la serata. Ma l'ho portato lo stesso. Di sicuro non aveva in mente di farsi una doccia. Per quello aspetta il conto alla rovescia del Capodanno. Avrebbe noleggiato un film di Tarantino e passato il resto della notte davanti allo specchio a ripassare il repertorio di facce truci che sta studiando da settimane. Ma Spazzatura alla fine mi ha seguito a La Salle e i crampi gli sono passati appena ha bagnato il grugno nel blanc della proloco.
La serata è calda e morbida come un budino al cioccolato. Nell'aria corre un'elettricità che attraversa i corpi. Non è solo l'odore di Spazzatura. E' la gente che abbiamo attorno, inginocchiata e seduta. E' il buio pugnalato dalle parole, le note che sfrecciano nella notte come lame scivolate dalle mani di un lottatore ninja.
La Celesia è in gran spolvero. Ha dato un'annusata a Pennac, ma con Spazzatura intorno ha pensato bene che non era aria di annusare. E' passata a quel gran sopravvalutato. Sarà che almeno Ammaniti è come il 57 barrato all'ora di punta: una Gerusalemme di voci sovrapposte. O una Tebe? Chi lo sa.
E la band. Miagolano come il motore di una Porsche che entra nel vialetto di casa a 30 all'ora. Li senti, ché proprio nulla è fuori posto, fasciati in quei pigiami che nemmeno i teletubbies...
No.
Ci avrei scommesso la pensione di mia nonna.
Spazzatura si è addormentato con la faccia sul tappeto, sopra una pozza di saliva che si allarga come sangue.
Russa fuori tempo. Ma non credo sia colpa del vino.

4 commenti:

laFrancese ha detto...

ohhh ma mica ci vizierai eh? un pezzo al giorno!!
sticapperi!

Forza Nathi ale ale
Forza Nathi ale ale

Ma senti no? Possiamo fare anche delle richieste?

Mi scriveresti un pezzo alla Philip Roth o uno alla Ernest Hemingway?

Ancora meglio, facciamo un quizzone?

Sonia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
laFrancese ha detto...

ps. io non raccolgo le carte dei gelati e a Viareggio non fanno il gelato di plasica :P

Baol ha detto...

Mi scompinfera un'idea scrittoria...era da tanto che non mi scompinferava...chissà se mi scompinfererà abbastanza da portarla a termine...

Un abbraccio

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