martedì 23 ottobre 2007

Amore Caramellato II La vendetta.


Vi avevo anticipato la vera storia della panna cotta di Casa Francese, eccola. Così andò, non secondo le edulcurate parole di Nathan.

Ci trovammo a cena a casa di amici di famiglia - io, nath, babbo e mamma francese - tutti intenti a prestare al nostro valdostano doc i precetti della cucina toscana, nello specifico fiorentina, al dettaglio campigiana, forse villese, ma questa come dice Lucarelli, è un'altra storia.

Stremati da una pantagruelica fatica (Insalatine di trippe varie, Cento stelle alla Campigiana, pappa al pomodoro, lesso rifatto con le cipolle), stanchi di aneddoti e ricordi, già in fase digestiva, ci apprestiamo, papille gustative in movimento, alla ricetta per eccellenza, il dessert in vigore a Casa Francese da età secolare: la panna cotta con caramello.

La ricetta è la stessa da sempre, intramutabile, importata dalla sottoscritta nel libro delle ricette di famiglia, applicata con disciplina nei secoli dei secoli. Amen. Ingredienti: 1 lt di panna fresca, 2 bicchieri di latte, 4 cucchiai di zucchero, 1 bustina di torta gel. Notare la de crescenza degli ingredienti paragonabile alla sequenza numerica medievale 1-2-4-1. Alla faccia del codice da Vinci e l'uomo vitruviano! Tutti gli ingredienti vengono messi in una pentola e portati ad ebollizione, rimestando costantemente. Nel contempo si fa il caramello in un pentolino anti aderente. Questo , verrà disposto per primo, tanto da attecchire al contenitore metallico, in cui verrà versato il liquido pannoso bollito per circa 6/7 min. Il tutto deve esser messo in frigo almeno una mezza giornata.

Quella di allora - la formella color panna, appunto, con la testa bronzea del caramello - l'ebbe a preparare la Mamma Francese, con quella che pensammo essere l'originaria ricetta, per poi venir a sapere esser stata modificata: un bicchiere di latte in meno.
Alle papille gustative del nostro peregrino settentrionale, cotanta grassa grazia, il sapore di erba de pascoli appenninici avvampato dalla golosità del latte, ispirò una battuta densa di aderente e vischiosa dolcezza rivolta alla suocera: "Mamma francese, una panna cotta così buona non l'ho mai mangiata!"
Apriti cielo, spalancati terra!
Ma come si fa a dire una ruffianeria tale ed essere creduti! sai quante ne aveva mangiate di panne cotte fatte con la stessa ricetta!
Atto ruffiano, deplorevole!
La sottoscritta non può fare a meno di svergognarlo.

L'ingenuità fatta persona, povera me!! Nessuno dei commensali credette alla mia accusa, pensandola generata dall'invidia!

La giustizia si sa sarà, forse, sarà uguale per tutti, ma il palato ha le sue regole poco democratiche, come si dice... tutti i gusti so' gusti!

...prestissimo la fothoricettaromanzo!

9 commenti:

Nathan ha detto...

embè? è quello che ho detto io, no?
ma le foto? qui ci vuole la prova provata.

La Francese ha detto...

Ehh!! quante cose!! l'hai visto intanto che ho messo il favicon! lo sai cos'è, il favicon, omo pigrus?
:-)

trippa trippa!! uncetrippapegatti!

Nathan ha detto...

fava-che?

La Francese ha detto...

favicon!

Nathan ha detto...

ah.
bello!
ma cos'è quella cosa che ricopre il mondo?
caramello?

Panzallaria ha detto...

a me intanto mi è venuta una gran fame e voglia di panna cotta (che se vi dicessi come la faccio io, vi verrebbero i brividi...)

poi, cara Francese, un po' di arrufianamento della suocera è sempre cosa buona e giusta, da mettere da parte per i momenti tristi e buoi.

anche se mi avete fatto venire in mente quella volta che un mio ex disse a mia nonna - ma solo per non offenderla - che a lui le cose piccanti piacevano molto (nonna siciliana, ex bugiardissimo) e lei ha cominciato a fargli anche le frittelle piccanti...

insomma, se l'era bbona per davvero, allora val la pena di un complimento, che magari diventa una dolce consuetudine per le cene in famiglia...

e poi pare che la panna cotta abbia anche effetti straordinari per rendere i capelli lucenti e morbidi
;-)

Nathan ha detto...

non ci siamo capiti
la ruffianeria non è nel mio dna.

ma i capelli, in effetti, ne hanno tratto un certo beneficio ;-)

lucilla ha detto...

oltre che farmi ridere, questo racconto m'ha riportato alla memoria un capodanno passato a san casciano val di pesa, da un amico strettostretto che ora vive in srilanka e che la panna cotta la fa buona davvero...
grazie

Nathan ha detto...

lucillina,
a questo punto tutti gli indizi concorrono a determinare una chiara convergenza verso l'ipotesi circostanziata che la panna cotta sia una specialità toscana. e poche balle!

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