martedì 13 marzo 2007

Griffe Francese


Tre regali, anzi quattro, confezionati dalla Francese per me questo finesettimana.
Il primo, quello più ghiotto, quei… come si chiamano, familiarmente biscotti tipici della sua terra, quelli da immergere nel vin santo (amorevolmente allegato alla confezione), sì, è chiaro, quelli lì. Non sono i gioppini, non sono i tarallucci, non sono i canestrelli, sono quelli lì, sì. Fatti con le sue mani, nel forno, con tutte le mandorle che mi mandano in sollucchero le papille sulla lingua. I migliori li fanno a Pratho (pronunciato col th), dice la Francese, ma li trovi in tante altre province toscane, su questo non si discute. E i suoi sono fantastici, costati pazienza, amore e una gonfia scottature sulla falange del medio. Talmente buoni che il nome non mi viene. Mi succede a volte. Come a Barney Panofsky. Lui non riusciva a snocciolare i sette nomi dei nani di Biancaneve (e chi ci riesce?), ma nemmeno, con l’avanzare della malattia, sapeva nominare lo strumento da afferrare per mescolare il minestrone, sì quello, il…
mestolo. Ecco.
Io non mi ricordo mai il nome di quella cittadina ligure vicino a Santa Margherita, vicino a Portofino, quella che dà il nome all’uscita sull’autostrada tra Sestri e Chiavari (mi pare), ci passo quasi due volte a settimane, ma niente da fare. Tarallo (dove fanno i tarallucci?), Varallo, Rodallo. No.
E poi innumerevoli nomi di persone famose e no, che siano attori, giornalisti, soubrette o colleghi.
Sarà grave?
Disturbi non ne ho (per ora), il mio nome lo ricordo ancora, la data di nascita, la stagione corrente e l’indirizzo della Francese. E dire che per altri versi cantucci!, sì sono i cantucci, oh, a volte funziona, pensare ad altro, distrarre l’attenzione dall’oggetto, e il nome affiora, dispettoso. La Francese ha infornato i cantucci per me! Che buoni, amore mio.

Un secondo regalo sono altri biscotti, senza nome questa volta, e senza zucchero, purtroppo, con una vaga forma a cuore, i Cuoricci (perché no?), che dietetici, si sa, fan bene anche al cuore. Degustati a colazione, inondati di miele, ricoperti di yogurt, lo yogurt che fai tu, amore, il giovedì sera, a guarnizione del nostro nido d’amore.

Il terzo è quel libro che non ho comprato nella libreria caciarona della Spezia. Sì, Il ponte, l’ultimo di Vitaliano Trevisan, quel suo modo nevrotico e ossessivo di scoprire i nervi dell’intimo, di svelare e sconcertare. Finisco Middlesex, di quell’accattivante furbastro dell’Eugenides, e mi c’affogo.

E non bastava, amore, non bastava riempirmi il valigino con questi splendidi regali?
Mi sentivo al settimo cielo, Francese mia, null’altro ci sarebbe stato da aggiungere al nostro weekend, ai doni profferti dai nostri corpi, dalle nostre anime.
Hai voluto apporre la griffe, prima di rimettermi sul treno, lasciare la tua firma indelebile sul mio collo, un marchio violaceo, che stamattina al lavoro nessuno ha mancato di farmi notare, l’ironia dei colleghi, la curiosità delle colleghe. Nemmeno la comparsa improvvisa di una fede al dito avrebbe riscosso tanta attenzione.
E a nulla è servito inventare (plausibili) storie di voraci parassiti che popolano i sudici treni nazionali, mia adorata sanguisuga. :-)

10 commenti:

LaFrancese, la tua francese ha detto...

AAAAMMMMORE, macchèfiguramifaifare?
Dillo! ...su dillo!
Avevi iniziato tu a lasciare i SEGNI!
poi.. i miei... sono rimasti più a lungo.. che ci posso fare!?

cmq se funzionano meglio di una fede al dito, continuo... tanto masculo sei, orgoglioso rimani :)

xxxx da morire!!!!

ape ha detto...

li hai mangiati "pucciati" nel Vin Santo?????

Nathan ha detto...

ape, purtroppo (?) sono finiti prima di riuscire ad aprire la bottiglia...

LaFrancese, la tua francese ha detto...

...due infornate per la prossima volta?

Nathan ha detto...

... e due dita scottate? (quando la passione brucia...)


amore, sai che la fede al dito a volte produce effetti opposti a quelli che dovrebbe avere?

LaFrancese, la tua francese ha detto...

bhe, magari stavolta mi metto il guantone...

uhm...
allora continuo con la griffe francese? :-)

Nathan ha detto...

vuoi farmi un occhio nero?


la battuta sulla fede era per dissuaderti dal marchiarmi ancora :-)

LaFrancese, la tua francese ha detto...

:-) ti applicherei qualunque marchio! TUTTI!

Panzallaria ha detto...

oddio quanto ho riso!!
ma cara francese, allora sei una toscanaccia??? ma che bello...ci separano solo gli appennini...io ho tanti parenti tra firenze e la val di chianti, un dì di questi ci si vede eh??

i cantucci a me piacciono un sacco, anche se intaccano il lavoro del mio dentista vieppiù...

;-)

sempre succulenti i vostri post!

LaFrancese ha detto...

eggià, solo pochi chilometri ci separano :-)

Grazie Cara Panz!
...e scusaci se ogni tanto ci scambiamo messaggi sul tuo blog!

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