domenica 7 novembre 2010

Lungo week end a Palermo. La Cattedrale, il mercato del Capo e Teatro Massimo.

Ripartiamo da via Roma per raggiungere Via Vittorio Emanuele e capire che i Quattro Canti non sono solo un modo di dire, ma un punto fisico individuato da una bella piazza barocca con quattro facciate identiche un po' affogate di traffico, come un po' tutta la città d'altro (quinto?) canto.
Le macchine a Palermo sono ovunque, e dove non arrivano per esiguità di spazio, attenzione..., sopperiscono i motorini! Anche tra i banchi del mercato! ^_^

I quattro canti, Palermo

Risaliamo ancora via Vittorio Emanuele fino alla maestosa Cattedrale.
Lungo la strada non ho resistito dall'entrare a fruzzicare nell'ennesimo negozio di pietre dure ed ho comprato un bel filo di corniola montato lì per lì dalle mani di una abile ragazzo pakistano.

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale è tanto bella fuori quanto deludente dentro. Il carattere austero e sobrio della ricamata pietra calda dell'esterno cozza con il candido e ridondante interno barocco. Per di più, c'era in preparazione un evento e il carattere religioso era appena appena smorzato delle prove generali di strumenti audio-video e dal goffo gironzolare degli addetti ai lavori, oltre che dal gazebo vodafone proprio sull'ingresso principale.
Ci consoliamo al pensiero che rimane da vedere Monreale, la seconda Cattedrale appena fuori città.
Proseguiamo ancora su questa importante arteria stradale che è via Vittorio Emanuele (cardo o decumano?!) e che diventa, dopo la Porta Nuova, Corso Calatafimi. La porta è un po' difficile da attraversare a piedi, per il traffico, il vero grande problema della città, il traffico, come dice una famosa battuta e barzelletta che minimizza l'esistenza della piaga mafiosa.
Perlustriamo Piazza Indipendenza individuando dove prenderemo l'autobus direzione Monreale per l'indomani.
Abbiamo saputo poi, troppo tardi, che qui in zona c'è uno dei pasticceri più quotati di Palermo per la famosa torta sette veli, tal Cappello, in via colonna rotta. Noi non abbiamo fatto a tempo a goderne, ma magari qualche lettore ci saprà dire.
Il Capo, Palermo
Il Capo, Palermo

Ripieghiamo su quella parte di città che si trova dietro la Cattedrale, il quartiere del Capo, mentre la giornata volge all'imbrunire. Vicoli e stradine sorprendenti, dai garage sbucano i carretti e botti decorate, dalle strade deserte si passa alle vie di mercato, si aprono meravigliose chiese barocche affollate di bambini che escono dal catechismo. Palermo è una città sentitamente praticante, le chiese brulicano di fedeli e non solo di turisti.
A dire il vero, noi puntavamo verso una meta meno ludica, il Palazzo di Giustizia di Palermo, una sorta di visita d'obbligo, pellegrinaggio di rispetto e senso civico.

Qualche attimo di sosta e poi da qui siamo al Teatro Massimo, in una zona di Palermo assai diversa dai vicoli del Capo, molto fashion e piena di negozi in franchising, affollata di avventori con sacchetti di acquisti per le mani. Ci ritroviamo con pochi passi in un classico sabato pomeriggio di shopping cittadino. Si intravvedono - miracolo!! - anche isole pedonali dove tutto è imbandito per l'aperitivo del sabato sera. Slurp! Come perdersi l'esperienza. E così è! Ci sediamo in Via Spinuzza in un bar di cui non ricordiamo il nome, accanto alla più famosa e rinnomata Champagneria, ma che ci dà grosse soddisfazioni di buffet e di rapporto qualità prezzo. Per soli 4 euri ci godiamo sul far della sera una bella birra e un abbondante buffet di caponata di melanzane e pizzette farcite superbe.
Con la panza piena riprendiamo a vagare in questa zona della città, approfittando anche per l'acquisto di tappi per le orecchie in farmacia, assicurandoci così una bella notte di sonno profondo. Da via Ruggero Settimo arriviamo alla piazza del Politeama, altro fulcro importante della città. Potevamo farci mancare un cannolo e una cassatina in questo primo giorno palermitano? certo che no! ... ci viene incontro Spinnato con la grande offerta di dolci e punti vendita.
Satolli e soddisfatti, dopo aver mangiato tutto quello che la strada palermitana ci ha offerto, siamo pure andati al cinema! Alla faccia del lavoro intenso delle settimane precedenti che poco tempo aveva lasciato per la passione del cinema: Figli delle stelle di Lucio Pellegrini. Avremmo preferito altro, ma il cinematografo Imperia si è materializzato sulla nostra strada proprio mentre andavamo alla ricerca dell'area pedonale di Via Principe di Belmonte, zona brulicante di locali e ristorantini che, disgrazia loro - ma forse anche nostra - non ci hanno avuto, visto lo stato di sazietà e soddisfazione che il cibo di strada di questa bella città ci ha concesso!
Sempre per un'altra volta, o in aiuto a chi segue queste tracce per un prossimo viaggio (che piacere sarebbe!), segnalo in zona il Teatro dell'Opera dei Pupi, dell'Associazione figli d'Arte Cuticchio in via Bara all'Olivella 95 che oltre al Teatro e rappresentazioni il sabato e la domenica, ha anche un'esposizione di pupi e materiale di scena.

Leggi anche: Lungo week end a Palermo. Primo giorno: la Vucciria, Ballarò e la Martorana

2 commenti:

SulleTracce ha detto...

Palermo è una città meravigliosa. Però potrebbe essere gestita e trattata molto meglio. E' ricca di bellezze che potrebbero essere valorizzate meglio. Bellissima, comunque.

La Francese ha detto...

ciao Sulle Tracce!
condividiamo a pieno, bellissima con enorme potenzialità!

Carino anche il vostro sito, appena ho un minuto torno a spulciare bene tutti i luoghi delle vostre visite!
^_^
LAFRa

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