lunedì 10 agosto 2009

Prima tappa: Gorges du Verdon

Rendez-vous a Genova, Stazione Principe.

La Poderosa ripulita per l'occasione dalle barbe di patate, è fresca e grintosa come una giovincella, 16 anni e non sentirli, questa nostra vettura prossima alla rottamazione che ci condurrà nel nostro secondo Tour de France.
Partiamo senza meta fissa, destinazione Sud.

Decisi entrambi a fare il nostro ultimo pranzo in Italia, coscenti che per 15 giorni soffriremo l'astinenza di pasta e caffè, ci fermiamo a Loano, in un ristorante del centro, assai carino quanto caro, 51 euro per un antipasto e due primi con un bicchiere di vino. Guide e stradario alla mano cerchiamo di definire una bozza di tragitto, o almeno quelle che saranno le tappe irrinunciabili.

La gentile ristoratrice ci suggerisce quella che è poi la nostra prima tappa, le Gole del Verdon: entroterra della Provenza caratterizzato da gole strette tra picchi di roccia solcate da acque verdi smeraldo.

Sempre pronti a coglier il suggerimento partiamo stradario alla mano per le Gorges du Verdon.

Secondo le nostre guide - stavolta siamo iper muniti - si tratta di 25 km di canyon, il più grande d'Europa, altopiano calcareo tra Nizza e Avignone. Le principali vie di accesso sono Castellane, all'estremità orientale, e Moustier-Sainte-Maire, all'estremità occidentale.
Puntiamo su Castellane, per comodità di percorso, pensando di passarci la notte e riprendere l'indomani per Marsiglia, attraversando le Gole.

Lasciamo l'A10 costiera dopo Antibes per la Route Napoleone attraversiamo la città di Grasse, uno dei maggiori centri francesi per la produzione dei profumi.

La strada sale e si complica di tornanti, il panorama si asciuga in aride vette. Pensiamo di telefonare preventivamente all'ufficio turistico di Castellane per verificare la ricettività della città, che immaginami piccola. L'ufficio non è al corrente delle disponibilità degli otto alberghi, ha solo un elenco delle strutture. Stupiti che la gestione francese possa avere di queste falle,
procediamo fiduciosi.
Il paesaggio cambia dopo la salita. Entriamo in un ambia valle circostricca dalla crestre, verde e coltivata.
Dopo diversi chilometri arriviamo al piccolo centro, Castellane, che si rivela deliziosio, piccolo e affollatissimo di turisti! E' un sabato estivo ed è decisamente al completo.
Ma le nostre risorse sono infinite: la magica tenda che ci ha accompagnato nelle avventure liguri è con noi! Scartando la spartana opzione Camping alla Ferme, optiamo per l'accessoriato Camping Le Pesquier. Felici e contenti della nostra sistemazione, speriamo solo che il nostro unico sacco a pelo sia sufficiente per la non assiderare durante la notte a 730 mt sul livello del mare di Castellane in Alta Provenza.
Per la cena ci fidiamo della Lonely Planet, indirizzandoci verso l'ombreggiato giardino del Ma Petite Auberge, cena gradevole ma non memorabile, primo assaggio di fromage de chèvre chaud.

La notte non è stata delle più riposanti, l'unico sacco a pelo era un po' scarso in effetti, per fortuna, come di abitudine in Francia, le docce calde sono gratuite e senza quei noiosi gettoni da cambiare all'accoglienza.
Il croissant di inizio mattina, croccante e burroso, ci ha messo a posto l'umore per affrontare la strada nelle Gole verso Moustiers-Ste-Marie.

Lungo il percorso, i primi campi di lavanda, filari lilla sulla terra asciutta, affollatissimi di farfalle.

La poesia del panorama non è certo apprezzabile da brulicanti parcheggi turistici, ma ci siamo fatti un idea delle potenzialità della zona, paradiso per gli appassionati di sport come canoa e rafting o semplici passeggiate.
A Moustiers si apre l'orizzonte sul Lac de Sainte-Crois, brulicante di bagnanti e canoisti.
Finisce con una baguette farcita sulla terrazza che affaccia sul lago il nostra prima tappa del Tour Midi.

























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