mercoledì 26 agosto 2009

Avignon e "le-Palais-du-PapÈ"

Sur le pont d'Avignon,
L'on y danse, l'on y danse,
Sur le pont d'Avignon
L'on y danse tout en rond.

Io della lingua francese conosco appena 40 parole: baguette, moquette, toilette, boulangerie, charcuterie, eau, oeufs, ecc. e a dirla tutta, questa cosa mi fa anche un poco incazzØre. Nathan invece il franzoso lo parla piuttosto bene, così sembra, tanto che spesso gli chiedono da che dipartimento della Franza provenga, se fa il prof. di francese e così via... lui gongola, gongola e io rosico, rosico!

Bene, premessa necessaria per spiegare il titolo:
Avignon e Le Palais du PapÈ.

PapÈ, sì. Si scrive Papes, e si pronuncia omettendo la es, ma a me mi piace PapÈ.

Nathan si è sforzato poverino di farmi capire come si pronunciano queste parole da me tanto desiderate, ma le regole sono troppe e troppo complesse, piene di eccezioni e allora io sopperisco con la fantasia, che fortunatamente non mi manca.

PapÈ, senti come suona bene: Le-PalÈ-du-PapÈ.

Perfetto.

Da Marsiglia abbiamo prenotato dalla M.me Olga Manguin, tre notti presso la sua chambre d'hote L'Anastasy sull'Île de la Barthelasse. La Signora è di origine italiana, e sarà stato nella speranza di farmi spiccicare due parole anche con qualcun altro che Nathan ha accettato di pagargli un complessivo di 110 euro a notte con colazione...

La prima difficoltà è stata capire cosa fosse questa Île de la Barthelasse.
Isola? ...ma dove mica c'è il mare ad Avignone!
Il casellante ci ha mandato verso la città. L'autostrada è ovviamente distante dalla città antica, fortificata e cinta da mura, e quando vi si arriva vicino c'è da scegliere se fare il giro da destra o sinistra, sperando di essere fortunati nella scelta di quello più breve.
Pure seguendo alla lettere le indicazioni dalla nostra guida non riuscivamo a cavare un ragno da un buco: grand ronde, pont, ma la strada c209 a destra non c'è... alla terza volta che ripercorrevamo la stessa strada l'apparizione: l'indicazione per l'Île de la Barthelasse a metà del ponte e l'arcano si è svelato.
Île de la Barthelasse è una lingua di terra nel corso del Rodano, che in quel punto scorre lento e pigro cedendo concessioni alla terra.

Da lì a casa di Olga è stato semplice. Ambiente accogliente ed elegante, semplice ed essenziale. La Signora di origine marchigiana era emigrata da bambina con la famiglia in Francia e si puo' decisamente dire che si è sistemata bene. Energica e vitale nei suoi 70 anni compiuti ci ha imbandito gustose colazioni e offerto un piacevolissimo soggiorno. Consigliabile a chi ha voglia di coccolarsi un po'.
Dettaglio, alle pareti stampe e disegni di Henri Manguin, che pensiamo il marito vivente e non l'omonimo, ma defuntissimo, famoso pittore post impressionista.


Risolta la sistemazione potevamo dedicarci alla città.
Bucato il primo parcheggio gratuito sul ponte dell' Île de la Barthelasse, assolatissimo, abbiamo raggiunto in tempo miracolosamente breve un secondo parcheggio gratuito: Les Italien.
Nathan avrebbe potuto girare in auto un giorno intero pur non pagare il parcheggio!
Dovevate vederlo quando abbiamo lasciato l'auto nel parcheggio, gratuito e pure ombreggiato, con tanto di navetta gratuita per raggiungere la città lì ad attenderci: un uomo - parsimonioso - raggiante!
Olga ci aveva informato del festival teatrale, ma mai e poi mai avremmo potuto pensare ad una compenetrazione così intensa ed espressiva con la città! Locandine ovunque, ovunque. Appesa ai pali della luce, alle tettoie, ai parapetti, alle bici in sosta, in tutta la città murata. Le compagnie presidiano e replicano in ogni anfratto della città. Scantinati, teatri veri o improvvisati, sottoscala, bar alla moda e in tutte le piazze del centro. Un carnevale di teatranti, mimi, cantanti, ballerini e statuine di cera. Ogni angolo, un musico o uno strillone, stava a te decidere dove puntare lo sguardo.

Off Avignon

Trovare l'OFF è stata una gran fortuna, la città è traboccante di energia. Senza, probabilmente il suo fascino sarebbe risultato, come dire... un po' più stantio.
Consiglio vivamente di programmare una visita ad Avignone nel mese di luglio durante questo importantissimo festival mondiale e magari, fare quello che non siamo riusciti a fare noi, vedere uno spettacolo! Sì ma non pensate che sia la solita parsimonia di Nathan, noooo! È accaduto che ci siamo incantati a vedere quel che offriva la strada...

..da gli Innamorati litigiosi - mimi-atleti-ballerini - in piazza del Palè-du-Papé

Innamorati litigiosi

e il loro manage à trois con Super Mario, o ancora dal folto gruppo

le super mario français

dei performer dagli occhi sbarrati, colpiti da armi di distruzioni di massa...

Ad occhi aperti

...e dall'eco profonda dei tamburi e dal ritmo dei ballerini... dal ritmo, il resto non l'ho degnato di uno sguardo! ^_^

Ballerino

...e che non si dica che fotografo solo quelli belli! Talentuoso sicuramente il nostro tentacoloso Polipone...

Polipone

Sia chiaro, abbiamo comunque adempiuto al nostro dovere di turista curturale e gastronomico!

Le-Palè-du-Papé in primis e il Pont St Bénézet per secondo, e un bel piatto di Cozze Marinate non potevano mancare!

Il Palais des Papes è un enorme labirinto medievale di cortili, corti e imponenti sale di pietra. L'allestimento è notevole e dettagliato, per di più che ricorrono i 700 anni dall'arrivo dei Papi ad Avignon!
Con il biglietto cumulativo di 13,00 euro (attenzione dura solo 48 ore!) si possono visitare i due monumenti con all'orecchio la super dettagliata audioguida che ti fa sentire un perfetto ignorante in fatto di storia trecentesca...

Purtroppo Nathan si è perso il pezzo meglio, il tetto con vista sulla città. Infatti, ci siamo persi. Sì, lui a leggere tutte le didascalie di ogni teca nel dettaglio ed io a fruzzicare in ogni angolo nascosto. Così ho imboccato delle scale buie e un po' ardite per la nostra spossatessa... troppo stanca io per ridiscenderle a cercarlo, troppo stanco lui per cercarmi là sopra. Ci siamo trovati 20 minuti più tardi alla cassa dello shop in chiusura del percorso museale, quando già avevo codificato i gesti per spiegare ad un poliziotto franzoso che mi ero persa il fidanzato che deteneva pure la mia big-bag-Balenziaga-rosa-antico con tanto di cellulare.
Tutto bene quel che finisce bene.

Le Palais du PapÈ

... e prima di partire una visita anche al Ponte di Avignon per ballarci sopra, come dice la filastrocca, che da sola, mette insieme diverse delle 40 parole che adesso conosco del francese.

4 commenti:

zazie ha detto...

posso adottare quel ballerino?

Nathan ha detto...

non toccherebbe a me rispondere a questa provocazione, ma non posso tacere e dico che noialtri, invece, siamo uomini di sostanza :-p

laFrancese ha detto...

di panza e di sostanza!
^_^

zazie ha detto...

Io vivo con uno che e' alto 177 e pesa 60 kg, e mangia come un bue, di tutto, quantita' immani di dolci incluse. Non c'e' giustizia (metabolica) a questo mondo!

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