giovedì 26 febbraio 2009

Surrealismo, straccetti e nigiri


Troppo tardi ora per scrivere chissà che.
Basta dire che siamo stati alla Tate Modern (anche se non sarebbe compito mio parlarne), quel fabbricone che s'affaccia sul Tamigi, sulla sponda opposta e in faccia alla cattedrale di St. Paul. A un certo punto sono anche sbucate tre braccia dal muro di quel buontempone del Cattelan. Ma insomma, tanta robba alla Tate Modern, tanto Novecento artistico, ecco, ce lo so la faccia che state facendo, la stessa del tipo scozzese con cui abbiamo fatto colazione stamattina quando gli abbiamo detto che avevamo in programma di visitare questa galleria d'arte contemporanea.

Ma comunque.
Dopo un pasto Thai (!) in un pub, innaffiato da birrosissima diuretica, ci siamo catapultati nella terra dei docks, a far un po' di foto a quel popò di new era of architecture.

Un salto a Brick lane per un tour vintage, dove la francese, mentre mi aggiravo tra i giubottini e straccetti, si è comprata un cintura di pelle e strass e delle bretelle arcobaleno per 13 poundi dicendo che si trattava di regali per i suoi genitori....

E infine seratona brit-italo-giapponese. A Seven Sister, a casa di una coppia di amici (quelli del matrimonio del 3 gennaio a Prato). Lei giapponese di Fukuoka e lui toscano della Piana. Tra chiacchiere a briglia sciolta e relax, a mangiar dell'ottimo really home made sushi e una specialità di Nagasaki di maiale e uovo (nessuno si stupirà se il nome non me lo ricordo, ma so che qualcuno del lettori, magari tra quelli particolarmenti legati al Kyushu, saprà suggerire la risposta).

2 commenti:

Andrea ha detto...

Ah, seven sister road, una volta proprio lì ho assisitito a un omicidio...baci dalla promopiana soleggiata!
Andrea

Nathan ha detto...

eh, noi no. purtroppo :-)

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