martedì 13 maggio 2008

Tempo di azzeramento

Per molto tempo ho pensato a un altrove, un luogo qualunque dove poter azzerare il contatore, abbastanza lontano da allentare i rapporti logorati e ridare la giusta dimensione ai legami che restano.

Spesso ho guardato intorno con gli occhi e i piedi piantati in questa città-paese tra le montagne, che non è città e nemmeno paese, ma di entrambe mostra i lati peggiori.

Ho ascoltato le pulsioni che dicevano quanto fossi attirato dall’isolamento di un villaggio sperduto o, all’estremo, dall’anonimo ordinato caos della metropoli (che ancor più del villaggio ha il sapore e il conforto dell’eremitaggio, con quel suo isolamento nella moltitudine).

E di fatto da oltre un anno la mia vita ha fatto un balzo repentino. Non senza dolore (di cui ancora brillano le braci) ho estirpato il mio radicamento nella città in fondo alla valle. E senza fatica oggi mi muovo in su e in giù per lo Stivale, incontro all’amore rinnovato e poi di ritorno al lavoro che ancora, nonostante tutto, è il mio.

Così mi viene spontaneo chiedermi che cosa mi tenga quassù, oltre alla struggente nostalgia di ciò che non c’è più e oltre a questo mestiere che ho fatto mio, ma che è ormai (probabilmente) l’unica fonte di quel logorio che vorrei oggi soltanto allontanare.

Logorio che diventa peso esistenziale, che prende la forma di resistenza all’innovazione, idiosincrasia alla ripetizione, insofferenza alla cura dei rapporti.

Mi dico che quel che ho avuto da dare l’ho dato. Cinque anni fa non c’era nemmeno l’idea della giostra che lì dentro, con la sola forza timida della mie energie e senza un aiuto che abbia avuto la decenza di essere definito tale, ho avuto il coraggio di mettere in piedi. La giostra gira, con tutte le debolezze e gli errori che posso aver compiuto, oggi può vorticare intorno al suo fulcro per sola forza d’inerzia. Altrove, la stessa giostra avrebbe avuto l’impulso delle migliori energie, di ampie consulenze e dei migliori incentivi per chi si è fatto carico della responsabilità di dar vita alla macchina complessa di una biblioteca universitaria.

Non qui.

Non nel paese del denaro in eccesso e delle intelligenze in difetto.

Ma la creatura esiste. Il lavoro silenzioso, le scelte gravose, la corsa agli standard del servizio hanno portato il loro risultato.

Ora è tempo di lasciare che cammini da sola. Ora, che sempre più insistentemente si parla di ampliamento, ma non di crescita, di duplicazione, ma non di personale, non di formazione; ora che nuovi sforzi vengono chiesti in cambio di non-riconoscimento, non-ascolto, non-incentivi, ora è tempo di azzerare. E’ tempo di scivolare sullo Stivale, tempo di far maturare questo amore, mia Francese, tempo di un nuovo lavoro, di una nuova città, tempo di questa metropoli-agglomerato che è la piana fiorentina.

Che tra Firenze e Pistoia interessa a qualcuno un esperto in start-up e gestione di servizi bibliotecari di provata esperienza con laurea in economia e commercio?

14 commenti:

la francese ha detto...

Amore che bel post!!! Si amore, azzeriamo insieme, gomito a gomito tutti i giorni! :))
offrissi insieme quasi laureata in architettura con decennale esperienza di grafica editoriale settore eventi fieristici con passione per l'India!

Non vedo l'ora sia venerdì lo sai!
Buona notte amore mio!

lucilla ha detto...

mi hai pure fatto venire i lucciconi.
mi sono ricordata di quando un anno fa ho fatto in frett'e furia le valigie, e ho ritrovato un senso
in bocca al lupo quindi

Nathan ha detto...

crepi 'llupo, lucillì

sonia ha detto...

Insomma siamo tutti in cerca di qualcos'altro. Io mando cv su cv e voglio andarmene. Vicino all'ammore adesso come adesso (noi siamo all'inizio e già è tanto trovare lavoro, non lo si può chiedere anche vicino) la vedo dura. Ma la ricerca è inziata!
In bocca al lupo a tutti noi!

La Francese ha detto...

in bocca al lupo allora!
Non c'è che iniziare, io sono ancora un passo indietro, ma Nath è avanti, anche perché lui è trattato come un principino, "porino c'ha da studiare" , "lascia fare amore che faccio io!", "cosa preferisci mangiare tesoro stasera dopo che hai studiato tutto il giorno!!"

si, sono un po' meridionale in fin dei conti!

barbottina ha detto...

Nathan: diffida più che puoi della forza d'inerzia. Te lo dice una che ne ha fatto, suo malgrado, una filosofia di vita. Ed è dura da estirpare, poi. Erbaccia.

Comunque sia, come affermava il Saggio (che in questo caso sarei io sotto mentite spoglie): nel dubbio, sempre meglio azzerare tutto. Prima che quel Tutto azzeri te ;)

***

Ora però passami laFra, che gli rispondo anche qui al suo commento sul mio blog:

«laFra, io nel fato c’ho poca fiducia. Ma poco poca eh! Propenderei senza dubbio nel dargli una spintarella! ;)

Spero ce ne sia presto l’occasione, davvero (e poi scusa: ho letto sul tuo profilo, alla voce “musica”, che ami sopra ogni cosa - o giù di lì - il Köln Concert di Jarrett….. Copiona che non sei altro!!! :P :D ) »

Un abbraccio cumulativo :)

Sere

La Francese ha detto...

@ barbottina

ah nonono! io non sono una copiona!! copiona tu! :)
mi sa che in comune abbiamo molte più cose che solo il mitico concerto di colonia! :)

dai, vedremo di aiutarlo magari sto fato, mi è piaciuto molto sul tuo blog le destinazioni da visitare a breve... e qui da noi, se non l'hai capito, siamo dei gran girelloni!!
:)

Baol ha detto...

Ciao amico mio, ti chiamo "amico mio" perchè, leggendo i blog, si entra anche in confidenza con chi li scrive; la vita è fatta di tanti tasselli che via via si vengono ad aggiungere l'uno all'altro e, fortunatamente o sfortunatamente, ogni evoluzione ci porta ad essere diversi. Ti auguro solo di sentirti migliore ad ogni evoluzione.



Se poi trovi un posto anche per un laureato in Economia e Commercio già abilitato alla professione di commercialista fammelo sapere :D

Nathan ha detto...

@ barbottina e baol,
ma vi siete iscritti a un corso di saggezza per corrispondenza ;-)

fuor di battuta: grazie, le vostre pillole fanno bene allo spirito.

anche se non so, baol, se condivido la tua visione evoluzionistica in senso spenceriano del percorso individuale. io mi sentirei più un funzionalista-keynesiano :-)))

.... perdono.

Baol ha detto...

Ma anche io sono keinesyano, che ti credi? Solo che essendo anche seguace delle teorie di Kondratieff sui cicli lunghi dell'economia penso che adesso dovremmo farci una birra...

Ma quando venite da 'ste parti voi coppia del blog?

la francese ha detto...

uè?! ma che lingua parlate né?
primo o poi passiamo anche da lì...

ma tu? non è che passi per il centro d'immondo?!

barbottina ha detto...

@laFra: Pontormo mi piace tanto, ma non al punto da professarmi in stato di "fissa"... Clonaggio scongiurato, quindi!!! :D

Per fortuna! Se fossi stata un mio "clone", non ti avrei sopportata: mi considero la persona più antipatica che abbia mai conosciuto ;)

PS: chiedo perdono per il livello sconsideratamente inadeguato del mio commento...qui si ragiona di teorie evoluzionistiche...e io non posso che umilmente unirmi al lamento perplesso della Fra: ué?! ma che lingua parlate nè? ;))

Ciao "Girelloni"!

Sere

Felipegonzales ha detto...

Si, andare, ma dove? e quanto l'è bella Firenze, dove la trovi una città così. Sicchè meglio restare...

Nathan ha detto...

hola Felice,
e infatti di questo scrivevo, di andarci, a Firenze, io che ogni finesettimana vengo da lontano.

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