mercoledì 30 maggio 2007

Eravamo quattro amici al bar...

Da qualche giorno ho chiuso il libro che mi segue da più di un mese, L’età forte di Simone de Beauvoir. È un libro che mi è entrato addosso fin dalle prime quaranta pagine. L’ho scelto ad hoc dal mio scaffale dei libri da leggere, vista la scarsità di suggerimenti di Nathan, nell’intento di penetrare l’animo di Parigi.

Non mi era nuova l’autrice. Avevo letto, tanto tempo fa, I Mandarini, e ricordo di esserne stata molto presa, tanto da ricordarmi ancora oggi trama, i nomi dei personaggi e i loro tratti caratteriali. Non molto dopo ho letto anche Memorie di una ragazza perbene, iniziando la trilogia dei suoi romanzi autobiografici (spero si possan così definire). Stranamente di questo libro non ricordo niente, solo di averlo letto voracemente sotto l’ombrellone, poi puff… rimosso.

L’età forte
, seconda tappa di questo biografia romanzata, non ha smentito le mie aspettative. Tanto per tornare ai criteri di scelta di un libro, cavallo vincente non si cambia!

Il libro ha vissuto con me a lungo, rinnovandosi come un cambio d’interprete da fiction dopo il furto pre 25 aprile. Non è stato facile, nonostante i viaggi in treno, portare a fondo le 527 pagine che compongono l’Einaudi tascabile.
Ho parlato spesso con Nathan del libro, raccontandogli alcuni dei concetti espressi, riportandogli aneddoti e riflettendo insieme sul momento storico narrato, paragonando la situazione italiana a quella francese. Tutto questo ha contribuito a cogliere quel senso di confidenza che l’autrice concede al lettore. Il tono che tiene nella narrazione della propria vita tra il 1929 e il 1945 - che include imprescindibilmente Sartre nel proprio avvenire, «siamo una persona sola» ripete continuamente – è schietto e diretto, intimistico nell’analisi che fa dell’evoluzione dei propri pensieri e dei propri e altrui comportamenti, visti a posteriori, con gli occhi di una maturità conquistata.

Insomma, in tutto questo lungo periodo in cui LaSimone e Sartre hanno soggiornato sul mio comodino, si puo’ dire che sono stati come una coppia di amici, con i quali uscire qualche volta in quattro, trarre spunti per conversazioni interessanti e ragionare insieme. Ma molto più spesso è stato un dialogo silente, tra me e LaSimone, da donna a donna. Non perderò occasione di proporre alcuni dei temi delle nostre conversazioni.

2 commenti:

Nathan ha detto...

capisco adesso con chi parli la notte nel sonno... :-)

LaFrancese in autolode ha detto...

uff... lo sai amore che non sto ferma un minuto! hai visto che bella foto? come sono bravaaa!! :-)))

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