martedì 3 aprile 2007

Righi Celati


"Piangevo piangevo sulla sua spalla, come un vitello che s'é perso in un prato; senza dire perché, perché il perché lo sapevo io, lei poteva mica saperlo. Lei ci metteva solo la spalla, io ci mettevo il dolore di ragazzo tradito nei suoi ideali massimi".



"Basta. Che si smetta una buona volta di dire: la vita! la vita! Ma la vita cosa? È solo il mondo che fugge, e lasciarlo fuggire bisogna. L'ululo é il suono del vento che spazzerà via tutto, nel giorno del Giudizio Universale".
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Gianni Celati, Lunario del paradiso, Feltrinelli

1 commento:

Panzallaria ha detto...

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