mercoledì 28 febbraio 2007

Weekend così.

A casa della Francese, la notte, e poi Ferrara. Guidi tu, non sono che due ore. Il castello in faccia, le biciclette, i compagni di un viaggio di mille anni fa, la pioggia. La cena alla Barchessa, tra infinite parole in viaggio, parole sulla musica, sul cinema. Intorno al tavolo il nord Italia a raccontare il resto del mondo. E ancora la notte, la nebbia a foderare le auto sul nastro di strada sterrata, il casolare immerso nella campagna, il grande cane nero a cercare un contatto.
Il freddo nella stanza.
Il letto.
Noi due nel buio.
Le chiacchiere e le risate sottovoce, le carezze e i pigiami che vengon via sotto le coperte. I baci sul perimetro della fronte, gli zigomi, le guance e il collo. Le mani sui seni, le mani sul ventre, le mie mani su di te, le tue sulla mia pelle, il tuo respiro spezzato, le gambe nervose, la tensione dei muscoli.
Ti amo.

E poi la sveglia. La schiena che si vendica per non aver dormito, la luce dalle fessure delle imposte, i tuoi occhi, il tuo sorriso, dentro l’abbraccio che non è mai cessato. I sensi che si risvegliano, il brivido che ci assale ancora e ancora, la gioia di te, l’ebbrezza che trovi in me.
“Amore mio…”

Di nuovo tra i compagni di viaggio. Colazione.
Diamanti, il palazzo, e il Simbolismo, un po’ stonato, diciamo, senza un’armonia che ci dica di noi. E di questo amore sospeso in una sacca d’aria che non conosce il tempo, annulla lo spazio.
Che Klimt sappia farlo? Ma non qui, non in questa mostra.

Ancora un ristorante, ancora la pioggia sopra il castello. E i saluti, la partenza per casa, la tua. Guido io, che vuoi che siano un paio d’ore di Appennino e di pioggia.
Il soggiorno davanti, la porta alle spalle, si affaccia l’urgenza, “andiamo di là a fare l’amore”.
La cena a due, finalmente, e ancora il letto, per dormire, infine, dormire fino a domani.
Il tuo yogurt, caffè, miele, pane tostato. E chilometri tra noi, decine e centinaia di chilometri alle mie spalle, pianura, mare, montagna, pianura, montagna.
“Dimmi che passerà in fretta, Nath, la notte è così fredda quando tu non sei qui”.

5 commenti:

LaFrancese, la tua francese ha detto...

Amore, è stupendo, come te!

... qualcuno mi dia un pizzico, per farmi sentire che è tutto vero!

ti bacio amor mio

Nathan ha detto...

Venerdì sarà dedicato al Pizzico Francese... :-)

titty ha detto...

ciao ma che belli i vostri weekend .....!!!!! viaggiare x me è la cosa piu bella....bisognerebbe avere tanto tempo!!!!

Panzallaria ha detto...

bella ferrara vista con i vostri occhi...come sempre!

vi ho inserito nella mia z-list, per dare il giusto risalto al vostro bel blog!
Panzallaria

Nathan ha detto...

grazie Panz e benvenuta titty!

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